In Valle del Vajolet   

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

Punto di partenza Pera di Fassa (1326 m), raggiungibile dalla A22 del Brennero uscendo ad Ora-Auer e risalendo la Val di Fiemme e la bassa Val di Fassa. Superato il Camping Soal, si prende sulla sinistra la ripida e stretta rotabile che sale alle case di Ronch (1484 m) e raggiunge il caratteristico abitato di Monzòn (1511 m), adagiato su un terrazzo morenico alto sullo sbocco della Valle del Vajolet
Descrizione Dal paese si prosegue lungo la comoda rotabile, in questo tratto pianeggiante, che si inoltra nel solco della Valle del Vajolet: in estate da qui in poi il transito è vietato agli automezzi privati, d'inverno è possibile proseguire con mezzi 4x4 (se le condizioni di innevamento lo consentono). Lasciata sulla sinistra una traccia di sentiero diretta a Vigo (indicazioni, con neve poco marcata), si inizia a salire con moderata pendenza lungo i boscosi fianchi del Coi da Monciòn (2376 m), estrema propaggine sud-orientale del Sottogruppo del Larsec, fino a sbucare nell'ampia radura punteggiata di baite dove sorge un bar-ristorante (noleggio slittini, h 0,20): magnifica veduta sul versante meridionale del Larsec, con la zona del Passo delle Scalette, e sull'ardita Cresta delle Cigolade. Si prosegue con costante ma non faticosa salita nuovamente nel bosco, si superano altre isolate baite e si giunge ad un ulteriore ripiano con radi alberi, dove la strada si allunga con una comoda "s": le vedute sulle sovrastanti pareti rocciose sono sempre spettacolari! Usciti dal bosco, si prosegue a ridosso dei pendii di destra (sotto gli appicchi del Larsec), si effettua un lungo tornante e, tra radi mughi, si arriva all'ampia conca di Gardeccia, dove sorge il grande Rifugio Gardeccia (1949 m, h 1,40), solitamente aperto anche nella stagione invernale. Le vedute, famose in veste estiva, con la neve sono diverse ma ugualmente emozionanti: le Cigolade, i Mugoni, le Coronelle, il Catinaccio e le Torri del Vajolet da una parte, il Larsec dall'altra costituiscono sicuramente uno dei quadri dolomitici più famosi e spettacolari! Fin qui la pista è generalmente ottimamente battuta, mentre la prosecuzione richiede l'utilizzo delle racchette. Oltre il rifugio, si supera la vasta piana per tracce di motoslitte, si lascia a sinistra il grande fabbricato del Rifugio Stella Alpina (chiuso in inverno) e si prende la larga mulattiera che con due tornanti tra i mughi guadagna quota al centro della valle. Con percorso evidente, si passa tra mughi e grandi massi, ai piedi della nerastra parete Est del Catinaccio (2981 m) fino all'ampio ripiano ai piedi dell'appicco delle Porte Negre, che sembra sbarrare la valle e sulla cui sommità si staglia la sagoma del piccolo Rifugio Preuss. A seconda delle condizioni di innevamento, si può proseguire sulla larga traccia della mulattiera (che compie diversi ampi tornanti sul fianco sinistro della valle) oppure tagliare più direttamente (anche se più faticosamente) in direzione dello sbocco dell'evidente Gola delle Torri, a destra della grande sagoma del Catinaccio, fino a riprendere la mulattiera principale in alto, all'altezza dell'ultimo traverso. Con un'ultima, breve salita si raggiunge la sommità del ripiano roccioso, dove sorgono il Rifugio Preuss ed il grande Rifugio Vajolet (2250 m, h 1,20 da Gardeccia). Magnifiche vedute su tutte le Dolomiti Fassane, in particolare sul Catinaccio: in fondo, appare la testata della Valle del Vajolet, con il massiccio blocco del Catinaccio d'Antermoia (3004 m), a sinistra le famose Torri del Vajolet, con l'ardito profilo a siluro della Torre Winkler. Da qui, a seconda delle condizioni, è possibile proseguire ancora verso il Passo Principe o verso il Passo Santner (portare i ramponi per evitare sorprese!). Ritorno per la stessa via in h 1,45.
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà E fino a Gardeccia, poi EE allenati
Dislivello 750 m circa
Ultimo sopralluogo dicembre 2004
Commenti Bella escursione, tutto sommato non troppo faticosa, in uno dei "santuari" delle Dolomiti: abituati alle maree umane della stagione estiva, sembra quasi irreale la calma e l'atmosfera ovattata che ammanta questi luoghi in veste invernale! Fare attenzione, oltre Gardeccia, alle condizioni della neve: è zona di valanghe! La prosecuzione oltre il Rifugio Vajolet, specialmente verso il Passo Santner, richiede la sicurezza dei ramponi. Raccomandata.