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N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' AUTRICE
DEL LOGO UFFICIALE DEL SITO)
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CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06 |
| Punto
di partenza |
Rifugio
Antermoia (2494 m), raggiungibile attraverso diversi itinerari dalla Val
di Fassa:
- dalla Valle del Vajolet (Rifugio Gardeccia) attraverso
il Passo d'Antermoia in h 3,00
circa;
- dalla Valle del Vajolet (Rifugio Gardeccia) per il Passo
delle Scalette ed il Passo di Lausa in h
3,30;
- da Mazzin, Fontanazzo o Campitello,
rispettivamente risalendo le valli di Udai, di Dona o Duron
in h 3 - 4.
Per altri particolari vedi gli itinerari Traversata
del Larsec e Catinaccio
d'Antermoia.
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| Descrizione |
Dal rifugio si
prende la traccia n° 583
(poco avvertibile all'inizio, cartello) che prende subito ad inerpicarsi
sugli arrotondati dossi detritici che costituiscono l'estremità
Nord-Orientale del Sottogruppo del Larsec. Imponente, sull'opposto
versante della Conca di Antermoia, la paretona della Croda del
Lago (2816 m), con il bello spigolo che cade direttamente sulle ghiaie
della larga Sella della Croda. Il sentiero, attraverso detriti,
zolle erbose e banali roccette, supera con ripetuti saliscendi gli
ondulati mammelloni, con vedute sempre più ampie sulla testata della
conca e sulla Val di Fassa . Un ultimo tratto di moderata salita su
detriti (residui di neve fino a tarda stagione) consente di toccare
l'ampia depressione del Passo di Lausa (sella orientale, 2770 m, h
0,45). Appare, sul versante opposto, tutta l'ampia e
verdeggiante Conca del Larsec, posta all'inizio della Valle di
Lausa che sale al valico omonimo. Da qui è già ben visibile (a
sinistra) la prima delle nostre mete: l'arrotondata cupola della Cima
Nord delle Crepe di Lausa. Si risale dunque il dosso detritico
immediatamente a sinistra del passo (tracce, ometti) e, scavalcatolo, si
discende in breve dall'altra parte fino all'ampia sella detritica subito a
Nord della cima; da qui un ripidissimo ghiaione scivola in Val di Lausa,
mentre sul versante opposto meno ripide ghiaie scendono verso la Forcella
del Polenton. Si risale a questo punto il breve pendio detritico che
porta senza difficoltà all'ometto sulla panoramica cima (2766 m, h
0,20 dal Passo di Lausa). Vedute meravigliose su tutti i
gruppi della Val di Fassa (Sassolungo,
Sella, Marmolada, Monzoni,
Lagorai), ma in special modo sullo
stesso Sottogruppo del Larsec e sulla
prosecuzione della dorsale delle Crepe di Lausa (Cima di Mezzo,
2746 m, Cima Sud, 2678 m). Ritornati al Passo di Lausa, si
traversa sul versante Val di Lausa all'insellatura occidentale, da
cui appare la fiancata Est della Cima di Lausa, costituita
prevalentemente da detriti: una traccia prende a risalirla con alcune
svolte, fino alla base di una fascia di roccette. Trascurata la
prosecuzione della traccia verso sinistra (collegamento diretto al Passo
del Larsec attraverso la cengia del versante Sud), si rimontano
direttamente le roccette sovrastanti, fino ad incontrare il primo di una
serie di malridotti ometti di pietre. Superate in breve le roccette, si
raggiunge l'ultima china di ghiaie sempre più appoggiate che si risale
fino all'ampia e panoramica sommità (2876 m, h
0,40 dal passo, numerosi ometti). Bella veduta su Cima del
Larsec, con la lunga appendice di cresta del Cogolo del Larsec,
Conca di Antermoia e sull'imponente versante Sud-orientale del Catinaccio
d'Antermoia (3004 m). Dalla cima si scende per tracce lungo il breve
fianco Ovest e, superato un tratto di banali roccette, si tocca l'ampia
insellatura del Passo del Larsec (2800 m, h
0,10 dalla cima), che mette in comunicazione il Passo d'Antermoia
(a destra, ben visibile) con la testata della Valle di Lausa
(tracce di discesa, attenzione). Proseguendo invece sulla linea del passo,
si seguono le tracce che prendono a risalire il facile fianco detritico
della Cima del Larsec e, piegando leggermente verso Sud, portano
velocemente alla comoda sommità (2889 m, h 0,30
dal Passo del Larsec). Questa cima, insieme alla Cima Scalieret
la più elevata del sottogruppo ed in posizione centrale, permette di
godere di una veduta veramente interessante su tutta
l'orografia della regione, in particolar modo sulla frantumata
cresta dei Dirupi di Larsec. E'
possibile proseguire ancora per un buon tratto lungo la cresta rocciosa
che dalla Cima del Larsec si protende verso la conca del Lago
Secco (Passo delle Scalette), senza difficoltà ma con
attenzione, fino ad una sella detritica oltre la quale la cresta si fa
affilata e pericolosa: in questo caso, vedute ancora più spettacolari
sulle cime circostanti! Dalla cima, seguendo per un breve tratto il
percorso di salita, si incontrano quasi subito le tracce che, verso
sinistra, scendono per i pendii ghiaiosi in direzione del vicinissimo Passo
d'Antermoia; seguendole, si incontra presto il sentierino che collega
il Passo d'Antermoia con il Passo Scalieret. Seguendo il
sentierino verso sinistra, si raggiunge il brevissimo canalino detritico
(qualche roccetta) che fa capo al Passo Scalieret (2790 m, h
0,15 dalla Cima del Larsec), che mette in comunicazione
l'alta Valle del Vajolet con la Valle del
Larsec. Da qui un sentierino ottimamente tracciato percorre
tutta la lunga cresta Nord della Cima Scalieret
fino alle ultime banali roccette della sommità (2889 m, h
0,30 dal passo). Veduta veramente spettacolare su Catinaccio,
Torri del Vajolet, Teste d'Agnello, Sottogruppo
di Valbon e Catinaccio d'Antermoia. Da qui diverse
possibilità:
- tornare al Passo d'Antermoia (h 0,25)
da dove è possibile scendere al Rifugio Antermoia o in Val
del Vajolet;
- scendere al vicino Passo delle Pope 2617 m (h
0,15), da cui ci si può calare in Valle del Vajolet
(vedi itinerario Catinaccio
d'Antermoia) o in Val del Larsec ed al Passo delle
Scalette.
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| Tempo totale |
h
3,30 (fino alla Cima Scalieret) |
| Difficoltà |
EE
(qualche passo di I°-) |
| Dislivello |
800
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
settembre
2004 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: giugno - settembre
Itinerario meraviglioso, che consente di
approfondire nel modo migliore la conoscenza di questa zona del
Catinaccio. Pur non essendovi difficoltà di rilievo, tenere comunque
presente che si svolge in gran parte lungo tracce senza segnavia, anche se
l'orientamento è comunque ovunque semplice ed inequivocabile. Nonostante
la vicinanza a sentieri di grande traffico, non si incontreranno molte
persone su queste cime (l'unica un po' frequentata è la Cima Scalieret).
Da provare! |
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