Il "Labirinto" del Latemar   

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

Punto di partenza Passo di Costalunga (1747 m), raggiungibile da Nova Levante (Val d'Ega) o da Vigo di Fassa (Val di Fassa) attraverso comode strade asfaltate; poco distante dal valico, sul versante Val d'Ega, sorge il nucleo abitato di Carezza, presso il quale giace il meraviglioso Lago omonimo (negli ultimi anni, purtroppo, povero di acque).
Descrizione Dal passo si segue la breve carrareccia (indicazioni) che raggiunge i prati alla base di Cima Popa, nei pressi della stazione di partenza di uno skilift. Ad un bivio, si segue il sentiero di destra (segnavia n° 21) che lascia subito a sinistra la traccia n° 17 per il Pulpito e Cima Popa e si inoltra pianeggiante nel bosco. Il percorso è comodo e pianeggiante, e l'ambiente selvaggio e pittoresco. Trascurata una diramazione in discesa a destra, diretta al Grand Hotel Carezza (segnavia 13) e la prosecuzione della forestale, che in leggera salita raggiunge la Malga Latemar, si rimane pressochè in quota lungo una marcata traccia che prosegue diritta nella lussureggiante foresta. Incrociata una nuova breve strada forestale, un tratto in discesa più marcata conduce sul fondo di una boscosa valletta, dove si trova un crocevia di sentieri. Trascurato il sentiero n° 18 per Forcella Piccola del Latemar, si segue sempre la traccia n° 21 che esce dalla valletta verso destra e, in un bosco più rado e selvaggio, taglia alla base tutto il versante settentrionale del Latemar. Ogni tanto, fra gli alberi, si può godere di qualche bella veduta sulle verticali pareti dello Schenon. Oltrepassati una serie di rii asciutti, si procede fra alberi e ghiaie fino ad una grossa tabella indicatrice, ormai a pochi passi dal ripiano erboso di Mitterleger ("Radura di Mezzo", 1839 m, h 1,30): dietro ad un gigantesco masso sorgono una baita, un capanno della Forestale e qualche rudimentale panchina. La muraglia settentrionale del Latemar, con i suoi campanili separati da vertiginose forcelle, incombe. Da qui una freccia indica la prosecuzione del segnavia n° 20 ("Labirinto"): il nome è giustificato dal fatto che questo sentiero, fra i più caratteristici del Latemar, attraversa tutta la gigantesca frana staccatasi (alla fine del 1700) dalla parete Nord dello Schenon, in un vero e proprio "labirinto" di pietra. Comunque, da Mitterleger il sentiero risale i prati e poi taglia il rado bosco verso sinistra: superati alcuni rii secchi, la traccia passa sotto ad un enorme masso e, con alcuni tornanti, esce dal bosco. Taglia quindi in piano fra enormi massi alla base delle vertiginose pareti dello Schenon, con splendida vista sul Catinaccio e la Val d'Ega, per poi scendere con numerosi tornanti fra i massi (alcuni originali passaggi fra le rocce). Dopo un lungo tratto in discesa, si attraversa in piano nuovamente nel fitto bosco, ormai fuori dalla frana, fino ad una verde radura prativa, sede dell'antico Lago Mediano di Carezza, ormai prosciugatosi. Una breve risalita dalla parte opposta della conca consente di reincrociare il sentiero n° 18, diretto a Forcella Piccola del Latemar: seguendolo per pochi minuti verso sinistra si raggiunge la strada forestale a pochi metri dalla caratteristica Malga Latemar (1825 m, h 1,30 da Mitterleger). Per tornare al Passo Costalunga si può o seguire la forestale per reimmettersi sul segnavia n° 21, oppure con percorso molto più pittoresco risalire i prati oltre lo steccato (segnavia 13, tracce) fino alla vasta spianata dei Prati del Latemar (1908 m, h 0,20 dalla malga), con veduta spettacolare su Latemar, Catinaccio e i boschi della Val d'Ega. Da qui (cartelli) si segue il segnavia n° 17 che attraversa in piano tutti i prati e poi scende (in qualche punto ripidamente) nel fitto bosco fino a reincrociare il sentiero n° 21 a pochi metri dal Passo di Costalunga (h 0,20 dai Prati del Latemar). 
Tempo totale h 4,00 circa
Difficoltà E
Dislivello 500 m circa
Ultimo sopralluogo settembre 2005
Commenti Periodo consigliato: maggio - ottobre

Rilassante giro nella natura più selvaggia del Latemar: si attraversano fittissime foreste, in un ambiente naturale veramente intatto. Pregevoli le vedute sulle verticali pareti della Cresta di Carezza. Piacevole il percorso del "Labirinto", con alcuni passaggi caratteristici fra i massi. Se effettuato in questa direzione, il giro risulta molto poco faticoso, nell'altro verso tenere presente la non breve risalita della frana. Abbastanza frequentato.