Il Collac' 2715 m da Val Contrin   

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI) 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Alba di Canazei (1517 m), raggiungibile risalendo la Val di Fassa fino a Canazei; di qui, tralasciando la Grande Strada delle Dolomiti, diretta al Passo Pordoi, si prosegue sul fondovalle verso il Passo Fedaia, fino alla frazione Alba. Si lascia l'auto nel parcheggio della Funivia del Ciampac'.
Descrizione Dalla funivia, si prende una stradetta sterrata che attraversa un grande prato (il Pianaz), dirigendosi verso il ripido versante boscoso che scende dall'ampia sella aperta tra il Collac' (2715 m, a destra) e la Pala di Vernel (2836 m, a sinistra). Entrati nel bosco, la carrareccia inizia una serie di ripidissimi tornanti (ad un certo punto, sulla sinistra, è segnalata una deviazione che porta ad ammirare una bella cascata del Rio Cirelle) che consentono di guadagnare velocemente quota. Giunti quasi al sommo del pendio boscoso (bella vista sul Sassolungo), una brevissima deviazione sulla destra porta alla Baita Locia Contrin (1736 m, h 0,30), mentre il sentiero principale si inoltra pianeggiando nella splendida Val Contrin; attraverso successivi ripiani prativi, sempre di fianco al rio, il sentiero segue pianeggiante la valle, di fronte alle imponenti pareti del Vernel, mentre sullo sfondo appaiono le Cime d'Ombretta e la bastionata delle Cime Cadine; a destra, incombe il Collac'  sopra alti pendii boscosi. Quando si giunge in corrispondenza dello sbocco di un aspro vallone boscoso sulla destra, al termine delle muraglie calcaree del Collac' (è il vallone che si origina in alto dall'insellatura della Forcia Neigra 2509 m), un cartello indica lo stacco del sentiero n° 646 che vi si dirige (h 0,40). Si abbandona quindi il fondo valle per dirigersi sui prati a destra: all'inizio la traccia non è molto marcata, ma poi, una volta entrati nel bosco, si evidenzia, mentre risale con ripidezza sempre molto accentuata gli erti pendii alberati. Ogni tanto, qualche radura consente di ammirare bellissime vedute su Sella, Sassolungo e Marmolada. La salita sembra concedere un po' di tregua mentre la traccia attraversa un pittoresco dosso con alti abeti, ma poi riprende sostenuta fino ad uscire nella parte mediana del vallone, dove gli alberi lasciano il posto ai pascoli ed alle rocce incombenti: forte è il contrasto fra le chiare dolomie del Collac' e le scure rocce vulcaniche che costituiscono la cresta di collegamento fra la Forcia Neigra (visibile in alto a destra) ed il Passo San Nicolò. In particolare, svetta proprio di fronte l'ardita e monolitica Torre Dantone, corposo gendarme del retrostante Sasso Nero. Poco prima di attraversare un rio (h 1,40), il sentiero devia decisamente sui pendii erbosi a destra ed inizia a risalire, con pendenza ancora più accentuata, la ripida scarpata discendente direttamente dalla Forcia Neigra. La traccia si fa più malagevole, il fondo di terriccio e ghiaia è scivoloso, ma anche se con fatica si sale abbastanza velocemente: nella parte alta del vallone, quando oramai l'insellatura erbosa della Forcia Neigra appare vicina, si abbandona la traccia principale (frecce su un masso) per prendere un sentierino verso destra, che si insinua in una piccola valletta rocciosa alla base del Collac'. Superato un modesto tratto di roccette, si traversa un ripido campo di ghiaie (attenzione) e, finalmente su terreno erboso, si esce su un panoramicissimo colletto con veduta mozzafiato sulla Marmolada (h 2,15). Proseguendo a salire, con pochi tornanti ci si va ad innestare sulla traccia "ufficiale" della via normale al Collac', proveniente dalla Forcia Neigra (vedi anche itinerario Collac' da Ciampac'). Dopo un traverso rasente alle rocce in ambiente precipite, si toccano le ghiaie di un ampio canalone che incide tutto il fianco sud-orientale della montagna. La vecchia via normale risaliva il canalone sul fondo, dove la grande friabilità poteva causare problemi: il nuovo tracciato si svolge quindi sulla sponda sinistra, all'inizio per facili coste prative, poi per roccette abbastanza sicure anche se leggermente esposte. Lungo tutta la salita, comunque, le corde metalliche consentono di procedere in sicurezza. In alto, quando ormai oltre il Sasso Nero è visibile la Catena di Costabella - Cima dell'Uomo, il canale presenta una strozzatura: un traverso un po' delicato, ma assicurato dalla corda fissa, consente di raggiungere un colletto detritico. Al di là, risalite facili ghiaie, una placconata rocciosa piuttosto ripida va rimontata grazie all'ausilio dei pioli metallici: si tocca così la forcellina cui questo canalone fa capo, ormai sulla cresta principale: bella vista aerea sulla conca del Ciampac', sulla fronteggiante Crepa Neigra e sui più lontani gruppi del Sassolungo, del Catinaccio, del Latemar e della Vallaccia. Dalla forcelletta si traversa, nuovamente sul versante del Ciampac', per una comoda cengia fino ad un'altra più stretta forcella, dove si risale un camino di tre metri grazie ai pioli e alla fune; si arriva così all'ultima crestina che si risale senza difficoltà, tralasciando negli ultimi metri l'uscita della Ferrata dei Finanzieri sulla destra, fino in cima (2715 m, h 0,40 dal colletto, h 3,00 complessivamente). Panorama veramente eccezionale su Marmolada, Sella, Sassolungo, Catinaccio, Monzoni - Vallaccia e Costabella - Uomo. Seguendo nuovamente la via normale, si ritorna al punto in cui ci si era immessi sul sentiero ufficiale e, seguendo quest'ultimo, con un faticoso anche se breve tratto in salita, si raggiungono i prati della Forcia Neigra (2506 m, h 1,00 dalla cima). Da qui è possibile divallare per sentiero nella conca del Ciampac' ed alla stazione della funivia che scende ad Alba (vedi anche itinerario Collac' da Ciampac'), oppure ridiscendere per il sentiero n° 646 seguito in salita in Val Contrin. Si consiglia però di proseguire in altro modo: dalla Forcia Neigra si segue l'evidente sentiero che inizia a scendere in Val Contrin, ma presto lo si abbandona per seguire la traccia n° 613 che, con un paio di facilissimi tratti attrezzati, conduce in breve al colletto fra il Sasso Nero (2605 m, a destra) e la già citata Torre Dantone (a sinistra). Da questo colletto il sentiero scende, per prati, nell'ampia conca del Pian de Mez, ricca di bestiame al pascolo. Rimanendo alta, alla base delle rocce, la traccia con ampio semicerchio raggiunge l'arrotondata linea di cresta Contrin - San Nicolò, dove incrocia il Sentiero Pederiva, proveniente dalla Sella del Brunech (vedi anche itinerario Sentiero Attrezzato L. Pederiva in senso inverso). Da questo punto, una breve salita consente di toccare il colletto da cui si origina, sul versante di Contrin, il pittoresco costolone de I Varos, tutto traforato di gallerie e trincee risalenti alla Grande Guerra (interessante la visita delle postazioni). Scendendo dall'altra parte, con percorso semi-pianeggiante si taglia dall'alto tutta la grande conca di prati dei Prà di Contrin e, con splendide vedute su Marmolada e sulla testata di Val San Nicolò, si raggiunge l'ampia sella del Passo di San Nicolò (2340 m, h 0,50 dalla Forcia Neigra), con l'omonimo simpatico rifugio. Non rimane ora che seguire il comodo sentiero n° 608 che, prima fra arrotondati dossi erbosi, poi per una ripida valletta alla base dei Lastei di Contrin, scende con tranquillità in Val Contrin: superato il rio su un ponticello, si passa accanto alla pittoresca Malga Contrin (2027 m) e, oramai su una comoda carrareccia, si scende in pochi passi al Rifugio Contrin (2016 m, h 1,00 dal Passo di San Nicolò). Lungo la carrareccia che percorre la magnifica Val Contrin, dapprima in discesa moderata poi, oltre la nuova Baita Cianci (ex Baita Robinson), in piano, si ritorna alla Baita Locia Contrin e di qui, con una ventina di minuti di ripidissima discesa, nuovamente ad Alba (h 1,00 dal Rifugio Contrin).     
Tempo totale h 7,00 - 7,30
Difficoltà EE allenati (qualche tratto di corda fissa facile)
Dislivello 1400 m circa
Ultimo sopralluogo settembre 2006
Commenti Periodo consigliato: giugno - ottobre

Bellissimo giro ad anello, panoramico e vario. Abbreviabile in molti modi, anche utilizzando la funivia del Ciampac'. Pittoresca e raccomandabile, anche se ripida, la risalita da Val Contrin. Riposante e paesaggisticamente stupenda la traversata fino al Passo di San Nicolò.