Il Cimonasso 2292 m   

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CHI C'ERA: FLAVIO, PAOLO (MULLAH) ED ANDREA C. (CIOE' IO!)

Storia Alpinistica Il Cimonasso (2292 m) è un massiccio torrione calcareo che emerge isolato dalla lunga costiera Rocce del Manco - Cima Pian Comune - Cima delle Colme, che costituisce l'ampio spartiacque fra la testata della Valle Ellero (Nord) e la Valle Tanaro (Sud). La sua liscia parete Sud, che si innalza per circa 150 m da un basamento di pinnacoli e campanili, domina severa la serena radura erbosa di Pian Rosso, dove sorge l'accogliente Rifugio Mongioie. L'ambiente, molto aperto e solare, fa da piacevole contrasto con le severe pareti spiccatamente dolomitiche delle cime di questo settore, che risulta uno dei più interessanti e consigliati delle Alpi Liguri. L'origine del toponimo in questo caso è chiara, e fa riferimento alla forma massiccia della montagna. La prima ascensione, lungo il versante Nord (per una via un po' più impegnativa di quella descritta), è di A. Frisoni, da solo, l'11 agosto 1908. 
Punto di partenza Viozene (1245 m), raggiungibile dall'uscita di Ceva della A6 Torino-Savona risalendo la lunga Valle Tanaro. Superati i paesi di Nucetto, Bagnasco, Priola, Garessio ed Ormea, si entra nell'alta valle, più alpestre e selvaggia: oltre Ponte di Nava, si trascura la diramazione per il Colle di Nava e si prosegue nella valle principale fino al paese, dove si parcheggia nei pressi della chiesa (55 km circa da Ceva).
Avvicinamento Dalla chiesa della borgata parte una stradetta cementata (cartelli) che risale con decisione fra le case. Incontrata una via asfaltata, la si segue verso destra fra seconde case e casette ristrutturate, per uscire su alcuni prati con orti. Diventata sterrata, la carrareccia risale brevemente il bosco, fino ad una casa isolata (sbarra). Si prosegue allora lungo una ben marcata mulattiera che, con comoda salita, guida fino ai piedi di una bastionata boscosa. Superato un piccolo rio, la mulattiera risale la bastionata con alcuni tornanti, raggiunge il piccolo Pian Rossetto con gli omonimi Tetti e, per un ultimo breve strappo, sbuca sul vasto e prativo Pian Rosso (1520 m). Pochi passi verso sinistra conducono, oltre una macchia di alberi, alla bella e nuova costruzione del Rifugio Mongioie (1524 m, h 0,40). Magnifico panorama sulla bastionata calcarea Rocce del Manco (2312 m) - Rocca dei Campanili (2390 m) - Cimonasso (2292 m) - Rocca Garba (2460 m) - Mongioie (2630 m). Si segue a questo punto la traccia diretta alla Gola delle Scaglie (cartello), che risale gli erti pendii prativi sulla sinistra di un marcato canale erboso (neve residua ad inizio stagione). Più in alto, con un paio di ampi tornanti la traccia guadagna l'orlo di un piccolo ripiano erboso, il Pian dell'Alpetto: raggiunto un abbeveratoio ed il vicino ricovero dei pastori, si prosegue senza tracce, per prati poco inclinati, in bell'ambiente alpestre, fino allo sbocco dell'evidente canalone che scende alla destra del Cimonasso (neve ad inizio stagione). Si risale l'ampio conoide di detriti basali, poi si devia a destra per ripida erba e si raggiunge la base di un primo risalto roccioso di una quarantina di metri, alla destra del grande canalone (1900 m circa, h 1,00 dal rifugio, attacco).
Descrizione della via Si attacca il risalto, sfruttando una serie di fessure erbose e canalini piuttosto evidenti ma ripidi e con pietre mobili (passi di II, attenzione!). Al sommo del risalto si giunge ad una fascia erbosa poco ripida, che si segue fino alla base della successiva bastionata rocciosa, alta circa 20 metri. La si attacca al centro, attraverso un erto canalino detritico (ad inizio stagione, con neve residua, utile la piccozza). Per zolle erbose si giunge ai piedi di una paretina, che si aggira a sinistra per erba e roccette (attenzione all'esposizione sul ripido canalone principale), sbucando in un ampio avvallamento detritico con magnifica vista sull'imponente parete Est del Cimonasso. Si risale l'ampio avvallamento, per erba, detriti e qualche facile lastrone (I), puntando al ripido canale che fiancheggia il Cimonasso. Si continua a salire facilmente per roccette ed erba, si trascura un angusto canale secondario a sinistra sbarrato in basso da un salto roccioso (sale direttamente alla Forcella del Cimonasso) e, per l'ultimo ripido tratto ghiaioso, si giunge sotto una bifida forcella erbosa, separata da un torrione roccioso. Tendendo a sinistra, si tocca facilmente la sella Sud-Ovest (2285 m circa), di poco più bassa del Cimonasso, la cui cima appare poco lontana, preceduta da alcuni bei pinnacoli e dall'aguzzo Dente del Cimonasso. Aggirando a destra, in discesa, alcune roccette, si scende per un breve pendio erboso alla Forcella del Cimonasso (2270 m, h 1,20 dall'attacco). Inizia qui la scalata vera e propria al torrione: si trascura l'ostica paretina del Dente, che cade proprio sulla forcella  (sarebbero 15 m di IV continuo) per scendere qualche decina di metri verso destra (Ovest), lungo un canalino erboso. Appena possibile si devia a sinistra, per roccette un po' delicate (II, attenzione) e, per il successivo pendio detritico, si raggiunge il canalino che separa il Dente dal Cimonasso vero e proprio: l'ultimo tratto, che fa guadagnare il fondo del canalino, è abbastanza delicato, svolgendosi per lastroni friabili ed esposti (II). Si risale poi il canalino per tutto il suo sviluppo (attenzione ai detriti friabili!), fino alla forcella cui fa capo, fra il Dente ed il Cimonasso. Si attacca quindi la paretina di destra, verticale ma dotata di discreti appigli abbastanza solidi (10 m, III-) e si esce sull'aerea cresta sommitale (chiodo e cordino per eventuale calata in doppia): si percorre la cresta, formata da grossi blocchi in vertiginosa esposizione, fino al piccolo ometto che segna la vetta (2292 m, h 0,30 dalla Forcella del Cimonasso): posto stupendo! Magnifico panorama sul Mongioie ed istruttiva veduta "di infilata" sulla Rocca dei Campanili, con il Canale dello Scudo in bella evidenza.

Discesa: per il percorso di salita si ritorna alla Forcella del Cimonasso (eventualmente corda doppia sulla paretina di 10 m). Si prosegue per ampi prati lungo una specie di avvallamento, fino ad una grande conca carsica: risalendo i ripidi pendii erbosi a destra, si tocca in breve la vasta sommità della Cima delle Colme (2372 m, h 0,20 dalla Forcella del Cimonasso). Per vaghe tracce (alcuni ometti) si prosegue lungo l'arrotondato ed ampio crinale erboso (belle vedute su Mongioie e Cima delle Saline), si taglia a Sud una seconda erbosa elevazione e, calando per ampi prati ricchi di stelle alpine, si scende alla depressione del Bocchino delle Scaglie (2325 m, h 0,30 dalla Cima delle Colme). Scendendo nel ripido canalone meridionale (Gola delle Scaglie), si incontra subito una marcata traccia (ometti) che si mantiene alta sulla sponda sinistra del canalone, passa alla base degli arditissimi torrioni dei Bricchi Neri e, con ripidissima discesa, raggiunge il ghiaione in fondo al canalone. Qui le tracce spariscono e, con fantastiche scivolate sulle ghiaie cedevoli, si raggiungono in breve i prati poco distanti dal Pian dell'Alpetto. Di qui, lungo il percorso di salita o direttamente per i prati, nuovamente al Rifugio Mongioie (h 1,00 dal Bocchino delle Scaglie). Con il comodo sentiero, poi, a Viozene (h 0,25).

Tempo totale h 6,00 circa
Difficoltà PD+, I-II con 10 m di III-
Dislivello 1100 m circa
Attrezzatura casco, 30 m di corda, alcuni nut e friend, qualche chiodo
Ultimo sopralluogo aprile 2007
Commenti

Periodo consigliato: maggio-giugno e ottobre

Bella salita, consigliata ad alpinisti avventurosi e che non temono i lunghi avvicinamenti su terreni ripidi ed esposti. Difficoltà tecniche ce ne sono infatti pochine (l'ultima paretina di 10 m è l'unico punto dove forse vale la pena assicurarsi), ma tutto il percorso si svolge lungo canalini e fasce rocciose friabili ed esposte. Ambiente solitario e fantastico. Meraviglioso panorama sulle ardite strutture rocciose del Mongioie e sul vertiginoso (da qui!) Canale dello Scudo.