Il Castellazzo 2333 m   

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO CON ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI) E CON FRANCO, INDIGENO FASSANO

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Paneveggio (1515 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22 del Brennero attraverso la Valle di Fiemme; giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale. Proseguendo verso il Rolle, si devia quasi subito a sinistra per il Passo di Valles, lasciando l'auto in località Pian dei Casoni (1693 m), presso un parcheggio (gratuito) sulla destra (indicazioni per la Val Venegia).
Descrizione Si risale la stradetta con pendenza quasi nulla, a fianco del torrente, fino a sbucare nell'ampia radura erbosa dove sorge la grande Agritur Malga Venegia (1778 m, h 0,20): qui è possibile giungere con l'auto, pagando però pedaggio. Sul fondo della valle appare la ciclopica muraglia delle Pale di San Martino. Si prosegue per boschi e prati lungo la strada, praticamente pianeggiante: l'ambiente idilliaco e lo sfondo maestoso rendono la camminata particolarmente rilassante. Una brevissima e blanda risalita consente di raggiungere l'accogliente Malga Venegiotta (1824 m, h 0,50), con ampia terrazza panoramica. Salendo un po' più decisamente, ma sempre con tranquillità, si attraversa un tratto di bosco, si supera la stazione a valle della teleferica del Rifugio Volpi al Mulàz e la relativa traccia n° 710 (vedi anche itinerario Monte Mulaz) e si giunge così al vastissimo ripiano detritica del Campigol della Vezzana. Qui confluiscono i detriti che scendono dagli immensi ghiaioni sottostanti la Cima dei Bureloni e la Cima della Vezzana. Superato quindi il tratto detritico, si ritorna sull'erba per iniziare a risalire con più decisione, con una lunga serie di tornanti comunque poco ripidi, la testata erbosa della valle, fino a sbucare sui prati dell'ampio Passo della Costazza (2174 m, h 1,30): qui, nei pressi di un piccolo laghetto, sorge la pittoresca Baita Segantini (2170 m, ristoro). Poco prima di raggiungere la costruzione, nei pressi della sbarra del Parco Naturale, stacca sulla destra una traccia segnalata per il Castellazzo: questa taglia in piano i grandi pendii prativi della Costazza (2275 m) e, con percorso a dire il vero un po' fastidioso a causa dell'abbondante bestiame, consente di raggiungere una verde valletta che si apre ai piedi della parete Sud del Castellazzo, a questo punto ben visibile. Cercando di perdere meno quota possibile, si scende nella valletta (piccola baita) e si raggiungono per prati alcune evidenti indicazioni: qui l'itinerario per il Castellazzo viene indicato a destra, ma si consiglia invece di proseguire diritti, attaccando direttamente lo zoccolo di detriti del versante meridionale. Si intercetta presto una traccia della guerra che risale i ghiaioni in diagonale da sinistra a destra: all'inizio la marcia risulta un po' scomoda a causa del pietrame friabile, poi la situazione migliora. Con una lunga serie di ripidi tornantini la traccia risale un canalino fra il Castellazzo vero e proprio ed uno spuntone a destra, fino ad uscire sulla panoramica selletta di cresta (h 1 dalla Baita Segantini). Qui si possono visitare facilmente due gallerie degli Alpini con ricoveri. Oltre la selletta si incontra la bella mulattiera lastricata che risale il facile versante Est (dove guidavano le indicazioni sottostanti): seguendola verso sinistra, si passa per un altro ricovero e si raggiunge la bella cresta sommitale, in corrispondenza di una ardita postazione che si affaccia sul Cimon della Pala. Si risalgono quindi gli ultimi metri fino alle roccette sommitali (2333 m, h 0,10 dalla selletta): attenzione al salto incombente verso Sud! Vista eccezionale sulle Pale e sul Lagorai (se non c'è nebbia!). Per la discesa, si consiglia questa opportunità: tornando per pochi metri sui propri passi, nel tratto fra la postazione ed il ricovero, si individuano una serie di ometti che scendono per facili prati verso Nord-Ovest. Seguendoli, si scende in una conca carsica veramente pittoresca, dove si possono continuare ad ammirare postazioni ed opere della Grande Guerra. Raggiunto il ciglio del tavolato, che precipita sui prati di Juribello con pericolosi dirupi, la traccia, qui un po' più marcata, compie un ampio giro su tutta la bassa e media Val Venegia, per poi immettersi su una molto rovinata mulattiera militare che taglia in quota le pendici del Castellazzo e riporta alla valletta con baitina ai piedi del versante Sud (h 1 dalla vetta). Da qui si ritorna alla Baita Segantini ed al Pian dei Casoni in altre h 1,30 circa. N.B.: sulle cartine è segnata la possibilità di scendere direttamente al Campigol della Vezzana dalle pendici del Castellazzo per tracce militari: noi non siamo riusciti a trovare tracce sicure, sia per la nebbia, sia per l'evidente stato di abbandono in cui versano tali tracce. Pare più sicuro il ritorno per il Passo della Costazza.   
Tempo totale  h 5,00 - 6,00 circa
Difficoltà E
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2005
Commenti Periodo consigliato: maggio - ottobre

Breve gita, raccomandabile a chiunque, adatta anche per il fuori stagione: anzi, forse l'autunno è proprio il periodo migliore, quando l'affollamento alla Baita Segantini è andato scemando e l'aria è più tersa. Bisogna fare un po' di attenzione alle tracce, in quanto oramai non più soggette a manutenzione. Facile e raccomandabile.