I ghiacciai del Pagarì   

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CHI C'ERA: ANNA, ANDREA

CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 113

STAMBECCO CON CIMA E GHIACCIAIO DI PEIRABROC
Punto di partenza San Giacomo d'Entracque (1200 m), raggiungibile dall'uscita di Mondovì della A6 Torino - Savona attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzo e la Valle Gesso. Oltrepassato l'abitato di Valdieri, si devia a sinistra per Entracque, si costeggia il lungo bacino artificiale della Piastra e, trascurata la diramazione di destra, diretta al Lago della Rovina, si continua dritti nel fondovalle fino ai pochi casolari della frazione (parcheggio).
Descrizione Si attraversa il Gesso della Barra su un ponte e, lasciata a sinistra un'area attrezzata (campeggio), si segue la rotabile asfaltata che si inoltra nel bosco e si inserisce presto nel Vallone di Mont Colomb. Con alcuni tornanti nella splendida faggeta, la strada raggiunge i fabbricati delle Ex Palazzine Reali (1250 m), oggi adibite a colonie estive. Di qui la rotabile, divenuta carrareccia sterrata, continua a salire nel bosco con una serie di tornanti, fino al modesto ripiano pascolivo dove sorge l'abbandonato Gias dell'Aiera (1349 m, h 0,20): qui stacca a sinistra la labile traccia per il Monte Aiera (vedi anche itinerario Monte Aiera). Superato un rio, la carrareccia si allunga in falsopiano per superare un costone morenico, in corrispondenza del Vallone del Frassinetto, per uscire presso il piccolo Gias del Rasur, in alto a sinistra (1412 m, h 0,30). Da qui la carrareccia prosegue in leggera discesa nell'ampio Pra del Rasur (1390 m), ripiano pascolivo di notevole estensione che occupa il fondovalle. Passando alla base dell'impervio versante occidentale della Punta Savina (2821 m, belle cascate sulle imprendibili placche rocciose), la carrareccia percorre in saliscendi tutto il lungo ripiano, al termine del quale si trova un bivio con cartelli (1437 m, h 1,00): qui sorgeva un tempo il Gias Sottano del Vej del Bouc. Trascurata la diramazione di sinistra, diretta al Lago del Vej del Bouc (vedi anche itinerario Cima del Tor), si prosegue per breve tratto in piano di fianco al rio, che si attraversa poi su una passerella in legno. Dall'altra parte si attraversa un ampio ripiano prativo, sede dell'antico Gias Colomb (1444 m), oltre il quale si procede ancora per un tratto piuttosto lungo parallelamente al torrente, di poco più alti del pascolivo fondovalle. Superata una piccola bastionata, presso un grosso masso ed un curioso ponticello posizionato a monte del sentiero (a cosa servirà?), si incontra il cartello che indica lo stacco (a destra) della mulattiera diretta al Lago Bianco del Gelàs ed al Bivacco Moncalieri (h 1,15): trascurato il bivio, si procede sulla mulattiera principale, che di lì a poco si inoltra in un'ampia conca erbosa, di nuovo sul fondovalle. Quando il tracciato attacca con decisione il versante sinistro orografico del vallone, presso il primo di una lunghissima serie di comodi tornanti, si lascia ancora a sinistra il poco avvertibile stacco della vecchia mulattiera che risale l'alto Vallone del Muraiòn (cartello): con ardito percorso, oggi presumibilmente in rovina, questo itinerario risaliva la rocciosa bastionata che sembra sbarrare il vallone, raggiungendo direttamente la solitaria conca del Lago Bianco dell'Agnel. Proseguendo invece lungo la mulattiera principale, si risale con molte svolte su terreno prima erboso, poi attraverso un tratto di boscaglia, il fianco orientale della Cima di Pantacrèus (2343 m). Molto più in alto, con un traversone un po' più lungo, la mulattiera taglia un piccolo rio e, aggirato un promontorio, esce nella piccola e scoscesa radura dove sorgono i pochi resti del Gias Sottano del Muraiòn (1843 m, h 2,00). A monte del gias riprende la serie di lunghissimi tornanti, sempre poco faticosi, che consentono di guadagnare ancora quota, in direzione dell'evidente costone roccioso dove si apre l'intaglio del Passo Sottano del Muraiòn: un tratto in piano, alla base delle rocce, e alcuni tornanti sorretti da muretti a secco (da cui il nome del luogo) consentono di raggiungere il passo (2020 m, h 2,30). Da qui la mulattiera, con pendenza moderata, raggiunge il ciglio di una bella conca erbosa, oramai in vista della testata del Vallone del Muraiòn: oltre un grosso masso, si incontra il Gias Soprano del Muraiòn, in splendida posizione (2090 m, h 2,40). Proseguendo sempre in moderata salita, si percorrono una serie di ripiani erbosi alternati a lisce placconate rocciose, evidenti residui di erosioni glaciali. Superata una sorgente (cartello), si giunge alla testata del vallone, presso le ripide ed imponenti pietraie discendenti dalle cime che fanno corona: in particolare Monte Clapier (3045 m), Cima di Peirabroc (2940 m), Cima della Maledia (3061 m) e Caire Muraiòn (2970 m). Trascurata la diramazione (2280 m, h 3,10, cartello) che a sinistra prosegue a mezzacosta verso il Lago Bianco dell'Agnel, si riprende a salire con una nuova serie di tornanti, ora un po' più faticosi, per le vaste pietraie. Appare la conca glaciale dove giace il Lago Bianco dell'Agnel (2297 m), alla testata del vallone, ai piedi del Colle dell'Agnel ed a ciò che resta del piccolo Ghiacciaio del Clapier. Continuando a salire, si giunge sulla grossa morena frontale del piccolo Ghiacciaio di Peirabroc (oramai ridotto veramente all'osso!): con un'ultima serie di tornanti, si sale ancora brevemente ad un ripiano roccioso con grosso ometto e asta di bandiera. Con pochi passi, si raggiunge il nuovo fabbricato del Rifugio Federici-Marchesini al Pagarì (2650 m, h 4,00), splendidamente affacciato sulla spettacolare parete Nord-Est della Cima della Maledia, a picco sull'ormai modesto Ghiacciaio di Pagarì. Ambiente severo e solitario. Ritorno per la stessa via in h 3,00
Tempo totale h 7,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1450 m
Ultimo sopralluogo settembre 2007
Commenti Periodo consigliato: giugno - settembre

Bella salita, facile ma lunga e faticosa, ad uno dei luoghi più pittoreschi e solitari del Parco delle Marittime. Nonostante il punto d'appoggio del rifugio, la lunghezza ed il dislivello ne fanno una meta tutto sommato poco frequentata. Molte gite sono possibili partendo dal rifugio, ma lo stesso è meritevole anche di una gita a sè stante, magari per ammirare quel che resta dei più meridionali ghiacciai delle Alpi, a soli 40 km dalle spiagge di Nizza!