Guglia e Rocca di San Bernolfo   

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CHI C'ERA: ANNA, ANDREA

CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 112

Punto di partenza Pianche (966 m), raggiungibile dall'uscita di Mondovì della A6 Torino - Savona attraverso Cuneo, Borgo San Dalmazzo e la Valle Stura. Dal paese, si prende la diramazione a sinistra per il Vallone dei Bagni, si raggiunge Bagni di Vinadio (1270 m) e, trascurata la strada a destra per Besmorello, si prosegue sul fondovalle fino al villaggio di Strepeis (1281 m, 47 km da Cuneo): da qui, una strada asfaltata risale il Vallone dei Bagni e, con una serie di tornanti, raggiunge il caratteristico villaggio di San Bernolfo (1702 m, parcheggio a pagamento). 
Descrizione Dal parcheggio si prosegue brevemente lungo la strada: quando questa effettua un tornante a destra per salire all'abitato, si segue una carrareccia a sinistra che attraversa il Rio di Corborant su un ponte ed entra nello splendido bosco di conifere. Ad un successivo bivio, si trascura a sinistra la diramazione che scende direttamente verso la borgata Callieri e poi a Strepeis (vedi anche itinerario Lago di San Bernolfo), e si prosegue su quella di destra, che prende a salire decisamente con regolari tornanti. Più in alto, la carrareccia si allunga con minor pendenza in una valletta, passa accanto ad una vecchia casermetta diroccata e, poco dopo, raggiunge il Rifugio de Alexandris - Foches al Laus (1910 m, h 0,40). Da qui, in pochi minuti, la strada raggiunge l'ampia sella erbosa del Colletto del Laus (1950 m, h 0,05 dal rifugio): si apre la vista sul pittoresco Lago di San Bernolfo, chiamato anche il Laus (1913 m), oltre il quale si distendono i valloni della Guercia (a sinistra, più stretto e ripido) e di Collalunga (a destra). A separare i due valloni, la lunga e rocciosa Serriera dell'Autaret. Sul colletto sorgono anche un rifugio privato ed alcune casermette in rovina. Trascurata la mulattiera principale, che scende sulle rive del lago (vedi anche itinerario Traversata dell'Autaret), si prende una labile traccia a destra (cartelli), che ritorna sul versante del rifugio e che taglia un valloncello boscoso dall'alto. Presto la traccia ritorna mulattiera, anche se con alcuni tratti in rovina, e risale un pendio alberato con comodi tornanti: magnifiche vedute, fra i larici, sul sottostante lago. Uscita dal bosco, la mulattiera risale un'ultima scarpata erbosa con grossi massi, per affacciarsi poi sull'ampio valloncello del Chiòt della Roccia, dominato dalla Guglia (2600 m, a destra) e dalla Rocca di San Bernolfo (2681 m, a sinistra). La mulattiera si allunga brevemente sul fondo del vallonetto, poi lascia a sinistra una impercettibile variante (ometti) che sale direttamente alla Rocca (sconsigliata, ripida e faticosa, EE) e prende a risalire con ampi e regolari tornanti il suo versante sinistro orografico. Si raggiunge così la cresta rocciosa che lo delimita, presso uno stretto colletto ai piedi del caratteristico monolite chiamato Dente di San Bernolfo (2448 m, h 1,30 dal lago): dall'altra parte un impraticabile canalone precipita verso il fondo del Vallone di San Bernolfo, sboccando proprio presso la ben visibile Capanna del Corborànt. La mulattiera si mantiene invece sul versante del Chiòt della Roccia, tagliando alla base le verticali paretine rocciose della Guglia di San Bernolfo e, con salita costante, conduce nella piccola comba alla testata del valloncello. Risale poi un canale detritico con una serie di stretti tornantini sorretti da grossi muraglioni di pietre a secco (tratto molto rovinato, lunghi tratti in frana) ed esce sullo stretto colletto poco a Sud della cima della Guglia di San Bernolfo (2555 m, h 2,00 dal lago): di qui la vecchia mulattiera scende nell'ampio Vallone di Seccia, diretto al lago omonimo e al Passo di Collalunga. Una traccia a destra, per erba e pietre, consente di toccare in h 0,10 la grande croce recentemente posta in cima alla Guglia di San Bernolfo (2600 m, libro di vetta): magnifico panorama. Proseguendo invece per la traccia di sinistra, si tagliano sul versante del Vallone di Seccia i ripidi pendii erbosi della cresta della Rocca, poi si risale una breve scarpata e si esce su di una anticima detritica, oramai in vista della vetta. Un'ultima breve salita per erba e pietrame conduce sull'ampia sommità della Rocca di San Bernolfo (2681 m, h 2,30 dal lago, h 3,15 da San Bernolfo, croce e vecchio segnale trigonometrico, libro di vetta). Fantastiche vedute su Cima del Corborànt, Monte Laroussa, media Valle Stura, Argentera, Autaret, fino alla Francia ed alle Alpi del Delfinato. Ritorno per la stessa via in h 2,15.    
Tempo totale h 5,30 circa
Difficoltà E
Dislivello 900 m circa
Ultimo sopralluogo settembre 2007
Commenti Periodo consigliato: giugno - ottobre

Salita veramente interessante, attraverso un ambiente quanto mai integro e pittoresco. I sentieri sono sempre molto comodi ed evidenti, e mai troppo ripidi. Salita molto frequentata. Panorami ampi e spettacolari.