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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014 |
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FOTOPERCORSO |
| Punto
di partenza |
Pieve Tesino
(843 m), raggiungibile da Trento (uscita della A22
del Brennero) attraverso la Valsugana. Poco dopo Borgo
Valsugana si prende a sinistra la deviazione per Strigno: oltre
il paese, si passa da Bieno, si supera il modesto Passo Forcella
(912 m) e si scende a Pieve Tesino (16,5 km da Borgo). Da
qui si imbocca la carrozzabile asfaltata della Val Malène che, in
circa 9 km, conduce al bel ripiano prativo di Malga Sorgazza (1407
m).
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| Descrizione |
Poco prima di
giungere alla malga stacca la traccia segnata (n° 328
- tabelle) che, passando sotto le funi dell’impianto della ovovia ENEL a
servizio della diga di Costabrunella, conduce all’omonimo lago.
Il sentiero si inoltra nel bosco di abeti procedendo all’inizio con
pendenza moderata; si supera un bivio con una deviazione per la vicina Malga
Sorgazza e si continua a salire incontrando di tanto in tanto radure
ricche di mirtilli. La pendenza comincia ad aumentare e, proseguendo
oltre, si rinvengono dei vecchi paracarri, muretti si sostegno e altre
opere che fanno presupporre che il sentiero si sviluppi lungo una ex
traccia militare. A poco a poco la vegetazione dirada e, dopo circa un ora,
a quota 1800 m circa, si esce dal bosco per incontrare poco dopo un bivio
segnato; verso sinistra si va al Dogo di Quarazza mentre a destra
si prosegue per il Lago di Costabrunella. Si esce su bei prati e si
superano i ruderi
della Malga Val del Lago; finalmente fa capolino la
muraglia meridionale della Cima d’Asta mentre sopra il sentiero
torreggia il seghettato profilo delle Pale di Segura. Il sentiero
prosegue per un poco quasi in piano, poi, con qualche tornante si porta in
breve proprio sotto la muraglia
di cemento della diga; passando davanti al foro di uscita della
diga si arriva in breve al bel Lago di Costabrunella (2021 m – h
1,30 circa). Da qui il sentiero prosegue (tabelle)
inerpicandosi sulle rocce montonate sulla sinistra del lago stesso;
ricompare il lastricato, a tratti davvero ben conservato, della mulattiera
militare e, prendendo quota, ci si avvicina ad una zona ove enormi blocchi
e grandi macigni testimoniano come probabilmente tempo addietro qui sia
crollato qualche "pezzo" di montagna. Bene in vista è la Forcella
Segura (2526 m) cui si giunge in h
1,30 circa dopo essere transitati per la nascosta Forcella
Quarazza (2309 m – tabelle e bivio per il Cimon di Rava)
compresa tra la Cima Brunella e le Torri di Segura. Dalla
forcella il sentiero (n° 373)
prosegue ancora in salita per portarsi su un panoramico
dosso erboso da cui, con ardito
percorso tracciato in tempo di guerra, si cala per un costone
roccioso fino a portarsi in circa mezz'ora alla insellatura di Forcella
Orsera (2306 m). Superato un bivio che consente di scendere alla
sottostante Malga Caldenave, si prosegue un poco per una cengia
forse artificialmente creata dai militari. Abbodantissimi sono infatti i
resti di fortificazioni, postazioni, ricoveri e trincee mentre alzando lo
sguardo si nota come la cima di ogni montagna sia raggiungibile da un ben
marcato tracciato realizzato durante il primo conflitto mondiale; il
sentiero, diretto verso Forcella Magna, infatti, probabilmente
costituiva una sorta di collegamento tra le postazioni avanzate presenti
sulle cime circostanti. Sempre per traccia militare si prosegue ora in
costa e con moderati saliscendi, si transita sotto le pendici della Cima
Orsera e della Cima delle Buse Todesche fino a giungere alla Forcella
delle Buse Todesche ( 2309 m – h 0,30
circa) ove si trova una sorta di "nodo" stradale, ben visibile
anche da lontano (tabelle). Qui, volendo, si può accorciare il percorso
tagliando per la Val Vendrame scendendo più velocemente alla Malga
Sorgazza. Proseguendo invece dritto, e continuando sempre per traccia
di guerra, si procede in costa; dopo una sorta di scalinata che conduce
all’ingresso di una caverna il sentiero devia verso l’alto mentre una
invitante traccia (molto ben marcata) prosegue verso valle. Si tratta
(probabilmente) del sentiero, non "ufficiale" che, calando in Val
di Fumo, si ricongiunge alla traccia per la Malga Sorgazza
sotto la Forcella Magna consentendo così un eventuale
accorciamento del percorso. Proseguendo invece per la traccia segnata, si
superano delle sbiadite indicazioni per un bivacco (la cui ubicazione è
rimasta avvolta nel mistero!) e frecce dipinte sulle rocce che segnalano
la presenza del Ricovero Ten. Cecchin, ben visibile ma dall’aspetto
più che spartano oltre che dotato di un ingresso quasi alpinistico.
Oramai in vista della Forcella
Magna
e dell’omonimo laghetto si transita sotto le pendici della Cima
Lasteati; qui è consigliabile sbirciare sull’altro versante
approfittando di una delle tante forcellette. La montagna è infatti
interamente attraversata da più linee
di trincee, perfettamente conservate e percorribili, mentre in
più punti si aprono caverne, camminamenti, ricoveri … un autentico
museo all’aperto! Oltrepassato un ricovero
di guerra ristrutturato nel 2003 (Baito Coro Sasso Rotto),
si scende al lago e quindi all’ampia insellatura di Forcella Magna
(2165 m – h 1,30 circa). Da qui la
traccia (n° 380)
prosegue sul versante sinistro della valle perdendo lentamente quota con ampi
tornanti; sull’altro versante si nota un sentiero militare, non
segnato, che consente probabilmente di calare a valle più velocemente. A
poco a poco si entra nella vegetazione e quando il sentiero guada il
torrente si nota sulla destra lo sbocco della traccia non
"ufficiale" che calava dalla Val di Fumo (sbiadite
segnalazioni a vernice su un masso); sempre per mulattiera si continua a
scendere incontrando, poco prima della teleferica del Rifugio Brentari,
la deviazione per salita a Cima d’Asta (vedi anche omonimo
itinerario). Oltre la capanna della teleferica (appena ristrutturata)
la mulattiera diventa carrareccia e, con piacevole percorso nel bosco,
riporta alla Malga Sorgazza da cui in pochi minuti si ritorna all’auto
(h 1,30 circa). |
| Tempo totale |
h
8,00 |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1400
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: giugno
– ottobre
Itinerario facile, anche se un
po' lungo, su sentieri sempre ben segnati ma non eccessivamente
frequentati, che consente di visitare un’area fortemente segnata dalle
attività belliche nel corso della Prima Guerra Mondiale. |
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