Forcella dei Baranci   

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 010

Punto di partenza Dobbiaco (1210 m), raggiungibile da Bolzano attraverso la A22 fino a Bressanone e risalendo poi la bella Val Pusteria. Seguendo la strada diretta a Cortina, si entra in Val di Landro, dominata a sinistra dai Rondoi Baranci e sullo sfondo dai lucenti picchi del Cristallo. Dopo circa 5 km, in località Ferrara Vecchia, si lascia l'auto in un piccolo parcheggio sulla sinistra, nei pressi di una vasta colata detritica (cartelli).
Descrizione Trascurato una ripida traccia forestale, si prende il sentierino (segnavia 8) che all'inizio taglia orizzontalmente il pendio, parallelo alla statale. La traccia inizia ben presto a salire in un bosco lussureggiante, in ambiente sempre più selvaggio e solitario. Dopo un tratto rovinato per il ruscellamento, si attraversa il vasto greto petroso del torrente (ometti), dopo di che si riprende a salire sul versante opposto del vallone, che in questo tratto fa onore al suo nome (Val dei Baranci). Sull'opposto versante della Val di Landro, le ardite strutture rocciose del Picco di Vallandro fanno bel contrasto con i verdi pendii erbosi del vicino Monte Serla. Raggiunto lo sbocco di un grande canalone, appare in alto a destra, oltre gli imponenti contrafforti, lo spigolo Nord Ovest della Croda dei Baranci (2922 m); il sentiero, in salita costante ma mai troppo faticosa, risale quindi un risalto boscoso che sbarra la valle, per uscire su di un vasto ripiano erboso e detritico, da quale appare per la prima volta la Forcella dei Baranci. A sinistra è ben visibile la Cima Nove di Dobbiaco (2581 m), con il canalone detritico che fa capo alla Portella di Cima Nove. Attraversato il ripiano detritico, la traccia risale per coste prative il fondo del vallone, fino ad un altro pittoresco ripiano di erba e massi, dove la pendenza si fa più moderata. Raggiunta la base dei ghiaioni che scendono dalla forcella, il sentiero li risale ben tracciato con una serie di bei tornanti: a sinistra incombono le imponenti pareti della Rocca dei Baranci (2966 m), a destra la parete stratificata della Croda dei Baranci (2922 m, su cui appare evidente la grande croce) racchiude, insieme all'ugualmente ardita Piccola Croda dei Baranci ed alle Torri dei Baranci, una piccola conca detritica in cui, non visibile da qui, giace in realtà un piccolo laghetto. Un ultimo breve tratto tra piccoli, caratteristici pinnacoli rocciosi permette di raggiungere l'ampia insellatura della Forcella dei Baranci (2540 m, h 2.30). Meravigliose le vedute, sull'altro versante, su Croda dei Toni, Paterno e Tre Cime di Lavaredo. La discesa sull'opposto versante è all'inizio piuttosto ripida, su friabili ma facili detriti, poi per pendii erbosi si scende in Val Pra Brusà. Particolarmente interessanti, da qui, le vedute sulle altissime e verticali pareti delle Cime Piatte, nonchè sulle Torri dei Baranci, alle nostre spalle. Superato un risalto detritico, il sentiero scende i dolci pendii erbosi fino all'inizio dei mughi, da dove anche la pendenza si accentua alquanto. La discesa porta ben presto ad entrare nel bosco, dove una lunga serie di tornanti fanno perdere quota velocemente. Superato un rio (presa d'acqua), si discende l'ultimo tratto di fitta boscaglia fino ad uscire sul fondovalle di Val Campodidentro, poco a monte del Rifugio Tre Scarperi (1626 m), raggiungibile in pochi minuti (h 1,40). Dal rifugio si scende lungo la larga carrareccia che conduce in breve al parcheggio di Val Campodidentro (h 2 dalla forcella), dove è bene disporre di una seconda auto per tornare al punto di partenza (piuttosto lontano). In alternativa, disponendo di due giorni, è consigliabile chiudere l'anello percorrendo l'itinerario Traversata dei Rondoi Baranci in senso inverso.
Tempo totale h 4,30 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1300 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2004
Commenti Periodo consigliato: luglio - settembre

Splendida traversata, molto solitaria nonostante il comodo sentierino segnato. Indifferente il senso di marcia, permette di attraversare zone di natura intatta e di godere di vedute insolite e spettacolari sulle principali cime della zona. Meritevole!