Cresta di Val Venegia   

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano

N.B.: ITINERARIO EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

Punto di partenza Paneveggio (1515 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22 del Brennero attraverso la Valle di Fiemme; giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale. Proseguendo verso il Rolle, si devia quasi subito a sinistra per il Passo di Valles, lasciando l'auto in località Pian dei Casoni (1693 m), presso un parcheggio (gratuito) sulla destra (indicazioni per la Val Venegia).
Descrizione Si segue la larga forestale che prende a risalire, di fianco al torrente, la pittoresca Val Venegia. Questo tratto è. in estate, percorribile con automezzi, ma con l'obbligo del superiore parcheggio a pagamento. In una ventina di minuti di comoda marcia, si raggiunge comunque l'ampia spianata pascoliva in vista della Catena Settentrionale delle Pale dove, in alto a sinistra, sorge il grande fabbricato dell'Agritur Malga Venegia (1778 m). Si sale dunque alla malga per un sentierino lastricato, e si prosegue sui pendii erbosi retrostanti. Si punta all'inizio verso un grande masso con abeti, in assenza di tracce: si trova quindi un sentiero, all'inizio ben marcato, che si inoltra nella superiore valletta, mantenendosi parallelo al rio. Questo sentiero, indicato sulla carta col n° 750, è in realtà in palese stato di abbandono, e non si incontrano nè ometti nè segnavia. Risalito un primo tratto boschivo, la traccia si fa via via più incerta, mentre gli alberi si diradano per lasciare il posto ad ampi pendii pascolivi. Con un po' di attenzione, si seguono le labilissime tracce del vecchio sentiero, con percorso comunque sempre facile ed evidente, per uscire sui ripiani superiori della valletta, racchiusa fra i costoni della Cima di Valles e della Cima Cadalora. Lasciata una piccola baita su un panoramico costone a sinistra, si incontra una traccia più marcata, che porta a valicare il rio, sovente asciutto, in corrispondenza di grandi lastronate di roccia lavica. Dall'altra parte, si doppia un costone e si imbocca una specie di trincea erbosa a sinistra che risale a lungo i pascoli, fino ad uscire sul marcato sentiero n° 749, proveniente dalla Malga Venegiota. Seguendolo verso sinistra, si tagliano alla base le dirupate placche rossastre della Cima Cadalora e si raggiunge l'ampia, verdeggiante insellatura della Forcella Venegia (2217 m, h 1,30 dal parcheggio). Si apre la vista su Bocche, Passo Valles e l'alta Valle del Biois. Da qui, seguendo per evidenti tracce la ripida ed erbosa cresta sulla sinistra, si raggiunge facilmente la croce sulla Cima di Valles (o Venegia, 2305 m, h 0,10 dalla forcella): magnifico panorama sulle Pale di San Martino, sul Gruppo di Bocche, sulla Marmolada e sul Civetta. Tornati alla Forcella Venegia, si trascura il sentiero in discesa (diretto al vicino Passo di Valles) per proseguire lungo la comoda cresta erbosa (indicazioni per il Rifugio Mulaz, segnavia n° 751). Un primo tratto piuttosto ripido fa guadagnare una anticima erbosa di Cima Cadalora, proprio in vista del ripido versante roccioso rivolto verso la Valle del Biois. Alcuni saliscendi sul filo di cresta fanno guadagnare una insospettabile valletta erbosa, dove giace un piccolo pittoresco laghetto (h 0,20 dalla forcella). Da qui è possibile raggiungere per ripidi prati, in pochi minuti, la vetta di Cima Cadalora (2313 m). Proseguendo lungo la ben marcata traccia, con frequenti saliscendi, si aggira uno sperone roccioso e si raggiunge l'ampio anfiteatro carsico alla base della più massiccia Cima della Venegiota. Aggiratone lo scosceso versante occidentale, si raggiunge una zona di grandi massi, da dove il fianco della montagna appare più vulnerabile. Rimontando una serie di rettilinei e poco accentuati canalini, si raggiunge il vasto tavolato superiore, costituito da erba e caratteristiche rocce fratturate: seguendo una delle numerose tracce, si punta all'evidente cima, che si raggiunge facilmente e sulla quale sorge un grosso ometto di pietre (2401 m, h 1,15 dalla Forcella Venegia). Il bel panorama delle precedenti quote è arricchito dallo scorcio impressionante sulla ciclopica e vicinissima muraglia del Mulaz. Seguendo la cresta verso Sud-Est, si incontra presto un largo canale erboso che, seppur ripidissimo, consente una veloce calata sul sentiero sottostante. Aggirato un ultimo costoncino, si raggiunge infine lo stretto intaglio del Passo della Venegiota (2303 m), aperto fra la cima omonima ed i rocciosi contrafforti del Mulaz. Abbandonato il segnavia n° 751, diretto al Rifugio Mulaz, si scende a destra per un sentierino ben segnato, anche se in alcuni tratti la traccia non è avvertibile. Si scende per gli ampi pascoli del Vallon della Venegiota, si superano alcune piccole pozze e, più in basso, si rasentano i ghiaioni alla base del Mulaz. Raggiunti i primi larici, ci si innesta sul marcato sentiero n° 749 presso un grande albero (2034 m, h 0,30 dal passo): lo si segue verso sinistra, si tagliano i ripidi pendii boscosi ed un paio di tumultuosi rii e, con ultima ripida discesa, si raggiunge l'ampia carrareccia della Val Venegia, presso la stazione a valle della teleferica del Rifugio Mulaz. Scendendo ora verso destra, si oltrepassa la vicina bella Malga Venegiota (1824 m, h 1,00 dal passo) e con comodo percorso quasi pianeggiante si ritorna alla Malga Venegia ed al Pian dei Casoni (h 0,30 dalla Malga Venegiota).
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà EE
Dislivello 850 m circa
Ultimo sopralluogo ottobre 2005
Commenti Periodo consigliato: giugno - ottobre

Bella gita, breve e poco faticosa, lungo un itinerario poco frequentato e molto panoramico. Le cime interessate sono facili, e gli scorci sul versante nord delle Pale è dei più completi. Pochissimo frequentato.