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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014 |
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FOTOPERCORSO |
| Punto
di partenza |
Molina di
Fiemme (928 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22
del Brennero attraverso il Passo di San Lugano e Castello
di Fiemme. Dal paese si rimonta la boscosa Val Cadino verso il Passo
Manghen, fino ad un ampia curva verso destra, presso il Ponte delle
Stue (1240 m), dove sbocca l'omonima valle (parcheggio). |
| Descrizione |
Si imbocca
l'ampia sterrata che si inoltra nel fitto bosco e che, salendo con modesta
pendenza, si mantiene costantemente vicina al torrente Più in alto,
lasciata a sinistra una diramazione diretta alla lontana Malga Inferno,
si esce in una prima ampia radura: su un dosso a monte della carrareccia
sorge il fabbricato
della Malga Stue Bassa (1415 m – h
0,45). Rientrati nel bosco, la pendenza aumenta un poco ma in
breve si raggiunge una seconda, più ampia, spianata erbosa dove sorge la Malga
Stue Alta (1549 m): superato un nuovo tratto boscoso, con alcuni brevi
e morbidi tornanti si tocca la grande Malga Cazzòrga (1845 m – h
0,45), costituita da un grande stallone ed alcune più piccole
costruzioni, fra cui un ricovero di emergenza sempre aperto (acqua e
focolare). La carrareccia termina e si prosegue su buon sentiero prendendo
a risalire il pendio erboso posto subito a destra di una piccola forra con
rio; oltre una radura si incrocia nuovamente una marcata mulattiera mentre
la vista si apre sulla parte alta della vallata cui fa da sfondo
l'imponente Cima delle Stellune (2605 m). Oramai fuori dal bosco,
la pendenza diminuisce e con piacevole camminata per successivi ripiani
erbosi si giunge in vista del bel Lago
delle Stellune (2091 m – h 1,00)
che però rimane leggermente sotto la mulattiera e che, volendo, si
raggiunge con breve digressione. Poco dopo tabelle invitano a risalire
direttamente il pendio erboso a sinistra in direzione dell’ampia
insellatura della Forcella di Val Moena. Si segue la traccetta (ora
assai poco marcata) fino a che, superato un ripiano erboso subito prima
dell’ultimo pendio che porta alla forcella, occorre deviare dal sentiero
segnato: un piccolo ometto nei pressi di un tornante segnala ove si deve
imboccare un sentierino (ometti lungo il percorso)
che, tagliando in costa il pendio, consente di aggirare i primi
affioramenti rocciosi sulla sinistra della Forcella di Val Moena
fino a portarsi alla forcelletta
(quota 2295 m) posta proprio sotto i picchi rocciosi del Cimon del
Terzo (h 0,30). Da qui si continua
a traversare in costa seguendo alla meglio una vaga traccia diretta ad un
minuscolo ricovero dal tetto in lamiera; giunti ad un pulpito erboso,
oltre un grosso ometto di sassi, si prosegue fino ad un grande tronco
adagiato parallelamente alla traccetta. Qui occorre abbandonarla e salire
un breve canalino erboso che in breve consente di guadagnare la cresta tra
il Cimon
del Terzo e la Busa
Grana. Si rinviene un più marcato sentierino che, seguendo l’ampio
crinale, porta verso la bella croce di vetta della Busa Grana;
oltre un primo tratto quasi piano, la pendenza aumenta e, superata qualche
banale roccetta, in una trentina di minuti si guadagna la panoramica
cima (2515 m – croce e libro di vetta). Da qui è perfettamente
a vista tutto il resto dell’itinerario
che, passando per la doppia cima del Cimon di Busa Bela, scende e
percorre tutta la cresta fino alla lontana Cima Inferno. Dalla
croce si prosegue dunque sul filo di cresta scendendo un poco fino a
raggiungere i prati che precedono il Cimon di Busa Bela (2451 m);
il panorama è apertissimo e molto belle sono le vedute sulla sottostante Val
Forame e sulle montagne circostanti, oltre che sulla porzione
di cresta appena percorsa. Scesi ulteriormente e in maniera un
poco più decisa, ci si porta ad una insellatura da cui è necessario
risalire per guadagnare la sommità del primo di due dossi erbosi posti in
rapida successione. Oltre il secondo, si scende leggermente sempre per
ampio crinale e si raggiunge un vasto prato che precede l’ultimo dosso
(ometto sulla cima) prima della Cima Inferno. Seguendo la traccetta,
si risale l’ultimo ripido pendio e, oltre due successivi avvallamenti,
si è alla grande croce di vetta di Cima Inferno (2333 m – h
2,00 circa – libro di vetta). Anche qui il panorama è
amplissimo sia sulla la Valle
di Fiemme tutta, sia verso gli scenografici picchi dolomitici,
sia verso l’oramai lontana Busa
Grana. Dalla croce occorre continuare a percorrere il crinale,
ora un poco più stretto, fino ad uscire su un’ampia spianata erbosa
già ben visibile dalla cima; da qui, sempre guidati dalla traccia (ora
molto più marcata) si prosegue seguendo il larghissimo crinale erboso. Si
entra nel rado bosco e, oltre un’ultima radura, con discesa un poco più
decisa tra cespugli di rododendri, si raggiunge la sterrata proveniente
dalla Malga Inferno. Si piega a sinistra e, sempre per carrareccia,
si raggiunge la bella Malga
Coston (1905 m – h 1,00),
ove è stato ricavato un piccolo ricovero dotato di cucina economica e di
una brandina. Dalla malga, sempre per carrareccia, si continua la discesa
e, superati un paio di bivii, ci si ricongiunge, poco sotto la Malga
Stue Bassa, alla strada inghiaiata percorsa all’andata; da qui,
brevemente, al parcheggio (h 1,30
dalla Malga Coston). |
| Tempo totale |
h
8,00 circa |
| Difficoltà |
EE
allenatissimi |
| Dislivello |
1550
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
settembre
2007 |
| Commenti |
Periodo consigliato: giugno
– ottobre
Bellissima traversata attraverso luoghi poco
frequentati; facile l’orientamento anche se il percorso si svolge in
parte al di fuori dei sentieri segnati. |
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