Colbricòn 2602 m   

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

TRAMONTO SULLE PALE DA MALGA ROLLE

Punto di partenza Paneveggio (1515 m), raggiungibile da Trento attraverso la Valle di Fiemme; giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale. Proseguendo, poco prima di giungere al Passo Rolle per la strada statale, si parcheggia sulla sinistra nei pressi della bella Malga Rolle a quota 1950 m circa e proprio di fronte al Cimon della Pala e al Gruppo delle Pale di San Martino.
Descrizione Proprio di fronte al parcheggio, attraversata la strada asfaltata, si trova una sterrata, chiusa da una sbarra, dove sono anche cartelli segnaletici. Si imbocca la sterrata e con una breve discesa si giunge alla stazione a valle di alcune seggiovie (una delle quali attiva in estate); nei pressi dell'impianto si attraversa il piccolo rio su una passerella in legno (cartelli) e si entra nel rado bosco immettendosi nel sentiero che, con moderata pendenza, porta in circa 30 minuti ai bei Laghetti di Colbricòn. L'ampia spianata, aperta tra la Valle del Travignolo e la conca di San Martino di Castrozza, ospita un rifugio privato, con solo servizio di ristoro, e offre un bel colpo d'occhio sia sul soprastante Colbricòn, da qui davvero imponente, sia sulle verdi dorsali di Lusia, Bocche e Juribrutto. In lontananza occhieggiano rocciose la catena di Cima Uomo e la Marmolada. Aggirato il lago verso Sud, si segue il largo sentiero che, con un breve tratto di ripida discesa, raggiunge la sella del Passo del Colbricòn (1908 m, h 0,10 dal rifugio). Da qui (cartelli) si prosegue lungo il ripidissimo sentierino, dal fondo scomodo e petroso, che si mantiene sul filo dello spartiacque, in direzione della Forcella Ceremana (Translagorai). Con erti tornanti, con belle vedute su San Martino e le Pale, la traccia attacca un erto canalino detritico, oltre il quale si distende, con pendenza più moderata, su un ripiano erboso. Si entra ora nell'angusta valletta racchiusa fra le severe pareti del Colbricòn (a sinistra) e del Colbricòn Piccolo (2511 m, a destra): iniziano le vedute veramente imponenti sulle Pale! Al termine del ripiano, la traccia risale il pendio di sinistra, alla base del Colbricòn, supera un altro breve canalino ed esce su un altro ripiano. Un terzo risalto viene superato proprio al centro, fino alla parte superiore della valletta, costituita da placche rocciose fra vaste zone prative. Seguendo i segni si rimane a sinistra, e si arriva ad una tabella segnaletica, poco sotto l'ampia Forcella di Colbricòn (2420 m, h 2,15). Si trascura qui il proseguimento della traccia, diretta alla Forcella di Ceremana, per prendere a sinistra un sentierino di guerra che, con numerosi tornanti, risale il pendio detritico in direzione dell'evidente forcella di cresta che separa le due cime principali del Colbricòn. Poco prima di raggiungerla, le tracce (segni ed ometti) traversano a sinistra: per facili roccette (I°), lungo evidenti tracce, si risale il fianco del Colbricòn fino alle ultime roccette che portano alla modesta croce di vetta (2602 m, h 0,30 dal bivio, h 2,45 complessivamente). Sulla cima sorge anche un piccolo altare in ricordo della Grande Guerra: vista eccezionale sulle Pale con la verde conca di San Martino, sul Gruppo di Bocche e sul Lagorai Orientale. Ritorno per la stessa via in h 2,00.
Tempo totale h 5,00 circa
Difficoltà EE
Dislivello 800 m circa
Ultimo sopralluogo novembre 2006
Commenti Periodo consigliato: luglio - ottobre

Salita ad una cima molto panoramica, un po' faticosa ma di soddisfazione. Abbastanza frequentata, soprattutto per essere in Lagorai. Un po' di attenzione va posta nell'affrontare le roccette finali.