Col Ombert 2670 m   

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Pozza di Fassa (1310 m) raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22 del Brennero risalendo la Val di Fiemme. Superati Cavalese e Predazzo, si attraversano Moena, dove inizia la Val di Fassa, Soraga e Vigo e si giunge a Pozza. Di qui si prende la rotabile a destra, che supera l'Avisio e risale la pittoresca Val San Nicolò. Si può giungere fino in località Mezzaselva (1740 m circa, parcheggio a pagamento), oppure lasciare l'auto poco dopo la Malga Crocifisso e salire a piedi (h 0,30 circa).
Descrizione A Mezzaselva la valle si apre improvvisamente, e rivela il suo lato più caratteristico: innumerevoli baite e fienili sparsi in un'ampia conca di prati, dominati sullo sfondo dalla possente Cima dell'Uomo (3004 m). All'estrema sinistra, dominante la lunga sella del Passo di San Nicolò, emerge anche l'ardita piramide del Col Ombert. Si prosegue a lungo pressochè in piano, in ambiente riposante, fino alla Baita Ciampiè (1826 m, h 0,20 da Mezzaselva, ristoro). Da qui la strada si fa un po' più accidentata, ma sempre molto comoda: entrati nel bosco, si lascia a sinistra quasi subito un cartello che indica l'inizio del percorso forestale "Pociace" e, proseguendo per la mulattiera principale, si giunge in breve ai prati dell'Alpe Forca, dove sorge un altro ristoro, la Baita alle Cascate, proprio in faccia alle cascate di San Nicolò (2000 m circa, h 0,45 da Mezzaselva): qui il Col Ombert domina imponente. Proseguendo per pochi metri sul sentiero principale, si incontra un bivio: si trascura il ramo di sinistra, diretto al Passo di San Nicolò, per prendere la stradetta di destra, che attacca subito con estrema pendenza il risalto boscoso di fronte. Raggiuntane in poco tempo la sommità, ci si inoltra su di un nuovo, solitario ripiano pascolivo dove sorgono due piccole baite, Sonta (2071 m). Il luogo è veramente suggestivo, dominato da grigie pareti calcaree, ed invita alla contemplazione. Si rientra ora nel rado bosco, che si risale per una traccia piuttosto ripida: con una serie di tornanti si appoggia a destra, fino a sbucare presso un grande landro (già ben visibile dal basso) dove si trovano alcune opere di guerra. Si taglia ora con ampissimo semicerchio tutta la testata della valle, al piede di erte paretine rocciose: le indicazioni guidano alla base dello zoccolo roccioso del Col Ombert, da dove con una nuova serie di erti tornanti terrosi si guadagna il ciglio superiore del ripiano. Qui si apre una verde valletta (Val Ombert), dominata oltre i ciclopici ghiaioni dalla possente mole della Cima dell'Uomo e dalla triangolare parete della Cima Cadina Occidentale. Si percorre con scarsi saliscendi la valletta, per poi puntare più decisamente a sinistra e, ancora con qualche tornante, raggiungere l'ormai visibile Forcella Paschè (2518 m, h 1,30 da Baita Ciampiè). Eccezionale veduta, dall'altra parte, su Vernel, Marmolada e Sasso Vernale. Si scende dall'altra parte (all'inizio qualche facilissima roccetta), si tocca una piccola pozza e si prosegue la discesa per rocce montonate ed erba, seguendo gli ometti. Appena possibile si abbandona la traccia principale per alzarsi sulla sinistra ed andare a prendere una evidente traccia che taglia a mezzacosta il grande ghiaione. Questa presto raggiunge una grande pietraia di rocce rossastre: superatala seguendo gli ometti, ci si immette sul sentiero della via normale al Col Ombert, senza aver perso eccessiva quota. Non resta ora che seguire il ben marcato sentierino che, con innumerevoli tornanti, risale tutto il brullo versante Est del Col Ombert. Raggiunta una selletta di cresta, dove sbuca dall'altra parte la difficile ferrata di recente apertura, si rimontano le ultime ghiaie e roccette fino alla panoramica vetta, dove sorge una croce in ferro (2670 m, h 1,00 dalla Forcella Paschè). Fantastico panorama su Cima dell'Uomo, Marmolada, Sella e Catinaccio. Seguendo lo stesso sentierino della salita, si prosegue oltre la pietraia rossastra fino a reimmettersi sulla traccia proveniente dalla Forcella Paschè, e diretta al Rifugio Contrin. Quasi subito, però, disceso un dosso erboso, si prende una diramazione a sinistra che raggiunge una postazione con gallerie di guerra sul ciglio di un costone (Lastei di Contrin), dalla quale scende decisamente con ripidi tornanti verso la valletta che dalla Val Contrin sale al Passo di San Nicolò. Raggiunti i ghiaioni alla base del salto, in prossimità di un grosso tetto roccioso con vasca abbeveratoio, si prosegue per la evidente traccia che risale con decisione alla base delle pareti del Col Ombert e che tocca infine i prati del Passo di San Nicolò, dove sorge l'omonimo rifugio (h 1,15 dal Col Ombert). A questo punto, non resta che scendere con il bel sentiero n° 608 fino all'Alpe Forca e, da qui, a Mezzaselva (h 1,15 dal passo). In alternativa, alla fine del tratto più ripido del sentiero proprio sotto il passo, in corrispondenza di una piccola conca prativa con alcune baite (Pociace), si può andare a prendere il sentierino forestale (cartello visibile da lontano) che scende nella valletta adiacente, caratterizzata da alcune spettacolari formazioni calanchive, fino a reimmettersi sulla strada di fondovalle poco a monte di Baita Ciampiè, al bivio notato durante la salita: i tempi sono i medesimi.      
Tempo totale h 6,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2005
Commenti Periodo consigliato: luglio - settembre

Bella salita ad un punto panoramico di prim'ordine: la sua posizione isolata e centrale fanno sì che il Col Ombert sia una delle mete più raccomandabili per l'escursionista. Molto bello e solitario anche l'ambiente intorno alla Forcella Paschè. Nessuna difficoltà tecnica.