Col del Vento - Cima d'Asta   

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI 

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Dall’abitato di Caoria, si prosegue lungo la strada asfaltata seguendo le indicazioni per il Rifugio Refavaie; dopo avere attraversato il torrente, compare sulla sinistra la piccola e graziosa Chiesetta Pront (1050 m).
Descrizione

Lasciata l’auto nei pressi della chiesetta (piccolo parcheggio) si imbocca la carrareccia che stacca dalla strada principale proprio davanti alla chiesa; si comincia a camminare nel bel bosco di conifere e, con tornanti mai troppo ripidi, si giunge ad un bivio (tabelle). Qui occorre seguire le indicazioni per il Sentiero Alpinistico (???!!!???) Col del Vento; fatti ancora pochi metri su carrareccia, una freccia ci indirizza verso un viottolo invaso da alte erbe (traccia comunque ben visibile). Lo si segue per un poco, si attraversa una ulteriore carrareccia e si imbocca quasi subito una buona mulattiera (indicazioni). Sempre continuando nel bosco si guadagna quota in maniera regolare e mai faticosa e, anche se spesso il tracciato della mulattiera è invaso dalle erbacce a causa della scarsa frequentazione, la traccia rimane sempre comunque ottimamente visibile. Salendo, ci si lascia alle spalle il bosco di conifere e si entra in un bellissimo bosco di faggi ove la mulattiera, invece che essere invasa da comuni erbacce, è alle volte ostruita da mirtilli ... molto meglio! Verso sud, squarci nel bosco consentono di posare lo sguardo sulle cime del Lagorai, mentre un poggio panoramico a picco sulla sottostante Val Regana permette di vedere parte dello svolgimento del sentiero di rientro. Ormai prossimi ad uscire dal bosco la pendenza aumenta un poco e, dopo avere attraversato un tratto prativo, la traccia (qui un poco più dissestata e faticosa) comincia a risalire il barancioso pendio della Mughera del Col del Vento. Finalmente si recupera la vecchia mulattiera di guerra e la pendenza diminuisce un poco; nel frattempo, grazie alla quota più elevata, i panorami si fanno sempre più ampi e oltre alle cime del Lagorai, spuntano dapprima le scenografiche guglie delle Pale di San Martino, quindi, oltre i Lagorai stessi, anche Catinaccio e Latemar. Dopo circa h 2,00 (2000 m circa) si giunge sotto un breve saltino di roccia attrezzato con grappe metalliche (facilissimo); superatolo, ha inizio la parte più bella del percorso. La traccia sale con pendenza mai eccessiva, i panorami sono sempre più vasti e il tutto è reso più interessante dal fatto che ci si muove su un vecchio sentiero di guerra che si snoda con percorso vario e divertente subito sotto le cime della la Cresta del Col del Vento. Si rimane alti sul versante destro della Val Regana, chiusa verso la Cima d’Asta (che ancora non si vede) dall’affilata Cresta delle Streghe. Dopo avere doppiato l’ennesimo costoncino erboso, lo sguardo viene sorpreso, in basso, dal piccolo specchio d’acqua del Lago Negro mentre, davanti, si indovina l’ ambiente di lastronate e placche rocciose (le Laste Alte) verso cui si dirige il sentiero. Nei pressi del lago (che purtroppo rimane basso rispetto al percorso), la traccia scende per un poco per portarsi ai 2332 m della Forcella Lago Negro (h 0,30 circa - resti di postazioni e fortificazioni); salendo di qualche passo fino ad affacciarsi sul versante opposto ci si trova proprio di faccia alla porzione centrale della Catena del Lagorai mentre in secondo piano occhieggiano le rocce chiare delle Dolomiti del Catinaccio. Il sentiero prosegue ora attraverso un sistema di cengette erbose che si mantengono alte proprio sotto lo specchio d’acqua del Lago Negro fino a che (h 0,45 circa e con qualche ulteriore saliscendi) si giunge alla bella Forcella del Col del Vento (2496 m) posta proprio sopra il solitario Lago del Bus. Nuovamente in salita (qualche facilissima corda fissa) ci si alza sul costone che sovrasta la forcella fino a dove la traccia ricomincia a traversare in costa per portarsi verso i circhi rocciosi che precedono la Cima d’Asta. Si entra nell’area delle Laste Alte (scritta a vernice su un masso) e ci si muove tra lastroni e grossi massi mentre l’ambiente è appena addolcito dal colore rosato degli stessi e dalla presenza di innumerevoli piccole pozze d’acqua da cui scendono altrettanti rigagnoli. Dopo un'ultima breve salita si giunge al Passo dei Diavoli (2600 m circa – h 4,00 dalla partenza) per calare poi nel Vallone di Cima d’Asta; qui ci si ricongiunge al sentiero della via normale di salita (tabelle, vedi anche omonimo itinerario) che in h 0,30 circa, per buona traccia tra rocce e grossi blocchi, porta in vetta. Dalla cima si ridiscende tornando sui propri passi fino alla deviazione per il sentiero del Col del Vento; da qui (tabelle) si scende in direzione di Caoria lungo il Vallone di Cima d’Asta per un buon sentiero le cui abbondanti serpentine consentono di non affaticare troppo le ginocchia. Scendendo si toccano diverse pozze d’acqua e si oltrepassa qualche piccolo ruscelletto fino a giungere sul margine superiore del vallone nel punto in cui questo cala con più decisione verso la sottostante Val Regana; qui il sentiero si fa un poco più incerto e la vegetazione più fastidiosa (ma la traccia rimane sempre ben visibile) fino a che, oramai verso la forcella, non si guadagna una zona di grossi massi (h 1,00 circa). Da qui in breve si raggiunge il sentiero diretto alla Forcella di Val Regana (abbondantissimi i resti di opere belliche). Proprio sul bivio un crocevia di cartelli indica la direzione da prendere per scendere verso Caoria e ... fornisce anche l’esempio (poco simpatico) di una tenace opera di montano boicottaggio ai danni del sentiero appena percorso in dicesa ... Scendendo lungo la bella Val Regana, la traccia, anche in questo caso una vecchia mulattiera a tratti invasa dalle erbacce, rimane dapprima sul versante destro della valle passando proprio sotto le prative pendici del Col de la Crose quindi, raggiunta la parte mediana della vallata, oltrepassa il torrente mantenendosi poi sempre sul suo lato sinistro. Ci si immette nella boscaglia e si passa di fianco ai ruderi di una vecchia malga fino a che, entrati nel bosco verso e proprio, la traccia migliora sensibilmente riappropriandosi della dignità di mulattiera. Dopo circa h 2,30 si esce su una carrareccia che si segue per poco verso sinistra sbucando infine nei pressi del primo bivio incontrato durante la salita; da qui in h 0,15, nuovamente alla macchina.

Tempo totale h 8,00 - 9,00
Difficoltà EE allenatissimi
Dislivello 2000 m circa
Ultimo sopralluogo Agosto 2007
Commenti Bellissimo itinerario, anche se decisamente lungo, che consente di avvicinarsi alla Cima d’Asta per un percorso non solo molto meno frequentato rispetto all’affollata via normale, ma anche molto molto più panoramico.