Cima di Juribrutto 2697 m   

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N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

Punto di partenza Paneveggio (1515 m), raggiungibile da Trento attraverso la Valle di Fiemme; giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale. Proseguendo verso il Rolle, si devia quasi subito a sinistra per il Passo di Valles, lasciando l'auto presso la piazzola di parcheggio dell'Agritur Malga Vallazza (1935 m).
Descrizione Si imbocca, presso il tornante prima della malga, un'ampia carrareccia ben battuta che inizia a risalire, con qualche ripido strappo, il solco del Rio Pradazzo. In un rado bosco, si supera un gradino della valletta, per uscire nell'ampia conca superiore, soleggiata ed ampia: si amplia la vista sul Gruppo delle Pale. Al termine di un tratto in falsopiano, quando la valletta inizia ad insinuarsi fra l'ampio schienale della Cima di Juribrutto e le lastronate discendenti dal lontano Col Margherita, le tracce piegano decisamente a sinistra, ed iniziano a risalire con una successione di tornanti il ripido pendio nevoso: ogni tanto qualche segnavia appare fra la neve. Si raggiunge così la sella nevosa, con qualche roccetta affiorante, che si apre alla base delle vaste Laste di Juribrutto, ampio pendio di lastroni che sale lungamente fino all'omonima cima (2323 m, h 1,15). Da qui si prosegue quindi lungo le ampie lastronate, seguendo una delle molte tracce presenti: superato un primo tratto ripido, la pendenza diminuisce, mentre si transita presso alcune croci risalenti alla Grande Guerra, sul margine Ovest del grande altopiano, proprio in faccia a Cima Bocche. Tagliando una serie di dossi, fra scarse roccette, si taglia l'ultimo pendio fino al vasto ripiano della vetta, dove sorgono una piccola croce ed un'ampia trincea (2697 m, h 2,30). Magnifico panorama su Cima Bocche, Marmolada, Antelao, Pelmo, Civetta e Pale di San Martino, oltre che su tutta la catena del Lagorai. Ottocento metri più in basso, sorgono gli edifici e gli impianti del Passo di San Pellegrino. Per il ritorno, si scende nuovamente alla sella nevosa alla base delle "laste": da qui, oltre che per l'itinerario di salita, si può scendere a destra, in Val di Juribrutto. Attraversato un ampio tavolato in moderata pendenza, si raggiunge il ciglio dell'altipiano, con vista sul vicino, sottostante Lago di Juribrutto (2206 m): senza raggiungerlo, si scende per una specie di ripida valletta fino sul fondovalle, alla base del gradone roccioso a valle del lago. Seguendo il corso del piccolo Rio di Juribrutto, si supera una strettoia e si risale brevemente ad un ripiano. Un nuovo tratto in discesa porta in breve all'ampia radura dove sorge l'ex Malga Juribrutto (1912 m, h 2,00 dalla cima). Un'ultima discesa nel fitto bosco, lungo una traccia di carrareccia ben battuta, consente di toccare la strada asfaltata del Passo Valles, circa 2,5 km a valle dell'Agritur Malga Vallazza (h 2,30). Con un'ultima mezz'ora di fastidioso cammino lungo la ripida strada asfaltata si ritorna al parcheggio ed alla macchina. 
Tempo totale h 5,30 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo dicembre 2005
Commenti Periodo consigliato: dicembre - marzo

Itinerario classicissimo, molto frequentato, ad una delle cime più panoramiche della zona. Non ci sono difficoltà, se non qualche problema di orientamento in caso di scarsa visibilità durante il ritorno per la Val di Juribrutto. A questo proposito, tenere presente che non sempre questa via di discesa risulta battuta, e comunque è molto meno frequentata di quella diretta per Malga Vallazza a causa del maggior dislivello e della lunghezza. Meritevole!