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| N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022 |
| Punto
di partenza |
Paneveggio
(1515 m), raggiungibile da Trento attraverso la Valle di Fiemme;
giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo
Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo
l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale.
Proseguendo verso il Rolle, si devia quasi subito a sinistra per il
Passo di Valles, lasciando l'auto presso la piazzola di parcheggio
dell'Agritur Malga Vallazza (1935 m). |
| Descrizione |
Si imbocca,
presso il tornante prima della malga, un'ampia carrareccia ben battuta che
inizia a risalire, con qualche ripido strappo, il solco del Rio
Pradazzo. In un rado bosco, si supera un gradino della valletta, per
uscire nell'ampia conca superiore, soleggiata ed ampia: si amplia la vista
sul Gruppo delle Pale. Al termine di un tratto in falsopiano,
quando la valletta inizia ad insinuarsi fra l'ampio schienale della Cima
di Juribrutto e le lastronate discendenti dal lontano Col
Margherita, le tracce piegano decisamente a sinistra, ed iniziano a
risalire con una successione di tornanti il ripido pendio nevoso: ogni
tanto qualche segnavia appare fra la neve. Si raggiunge così la sella
nevosa, con qualche roccetta affiorante, che si apre alla base delle vaste
Laste di Juribrutto, ampio pendio di lastroni che sale lungamente
fino all'omonima cima (2323 m, h 1,15).
Da qui si prosegue quindi lungo le ampie lastronate, seguendo una delle
molte tracce presenti: superato un primo tratto ripido, la pendenza
diminuisce, mentre si transita presso alcune croci risalenti alla Grande
Guerra, sul margine Ovest del grande altopiano, proprio in faccia a Cima
Bocche. Tagliando una serie di dossi, fra scarse roccette, si taglia
l'ultimo pendio fino al vasto ripiano della vetta, dove sorgono una
piccola croce ed un'ampia trincea (2697 m, h 2,30).
Magnifico panorama su Cima Bocche, Marmolada, Antelao,
Pelmo, Civetta e Pale di San Martino, oltre che su
tutta la catena del Lagorai. Ottocento metri più in basso, sorgono
gli edifici e gli impianti del Passo di San Pellegrino. Per il
ritorno, si scende nuovamente alla sella nevosa alla base delle "laste":
da qui, oltre che per l'itinerario di salita, si può scendere a destra,
in Val di Juribrutto. Attraversato un ampio tavolato in moderata
pendenza, si raggiunge il ciglio dell'altipiano, con vista sul vicino,
sottostante Lago di Juribrutto (2206 m): senza raggiungerlo, si
scende per una specie di ripida valletta fino sul fondovalle, alla base
del gradone roccioso a valle del lago. Seguendo il corso del piccolo Rio
di Juribrutto, si supera una strettoia e si risale brevemente ad un
ripiano. Un nuovo tratto in discesa porta in breve all'ampia radura dove
sorge l'ex Malga Juribrutto (1912 m, h
2,00 dalla cima). Un'ultima discesa nel fitto bosco, lungo una
traccia di carrareccia ben battuta, consente di toccare la strada
asfaltata del Passo Valles, circa 2,5 km a valle dell'Agritur
Malga Vallazza (h 2,30). Con
un'ultima mezz'ora di fastidioso cammino lungo la ripida strada asfaltata
si ritorna al parcheggio ed alla macchina. |
| Tempo totale |
h
5,30 circa |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1000
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
dicembre
2005 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: dicembre - marzo
Itinerario classicissimo, molto frequentato,
ad una delle cime più panoramiche della zona. Non ci sono difficoltà, se
non qualche problema di orientamento in caso di scarsa visibilità durante
il ritorno per la Val di Juribrutto. A questo proposito, tenere presente
che non sempre questa via di discesa risulta battuta, e comunque è molto
meno frequentata di quella diretta per Malga Vallazza a causa del maggior
dislivello e della lunghezza. Meritevole!
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