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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI) |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022 |
| Punto
di partenza |
Passo Rolle
(1955 m), raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22
del Brennero risalendo prima la Val di Fiemme fino a Predazzo
e poi, per intero, la pittoresca Val Travignolo, passando per Bellamonte
e Paneveggio; oppure da Feltre lungo la Val Cismòn,
superando Fiera di Primiero e San Martino di Castrozza. Dal
passo si scende brevemente verso San Martino fino allo slargo presso la Malga
Fosse di Sopra 1936 m. |
| Descrizione |
Si scende brevemente attraversando un ampio prato
fino a che il sentierino non prende a risalire l’ampio dosso erboso
delle Crode Rosse, formazioni
calanchive poste proprio sotto le vertiginose
pareti del Cimon della Pala. Una volta giunti sulla sommità,
la traccia si snoda in costa attraversando un'ampia zona prativa in vista
del bivio col sentiero che porta all’attacco della via ferrata
Bolver-Lugli (n°706
fino al Bivacco Fiamme Gialle). Oltre il bivio la traccia prosegue
sempre in costa e, con qualche saliscendi, in direzione della funivia
sottostante la Cima della Rosetta; qui, nel pressi di una freccia
che indica la direzione da seguire per l’attacco della ferrata, proprio
alle spalle del cartello, si stacca un sentierino segnato ma senza numero
che consente di arrivare al Passo Bettega evitando il lungo giro
fino al Rifugio Pedrotti. Si sale per poco a zig zag fino a che si
giunge ad una breve corda fissa che risale un corto e facile caminetto;
oltre questo si prosegue un poco fino verso il fondo di un piccolo
canalino e ci si porta su una facile cengia con un roccione sporgente a
fare da basso tetto (corda). Da qui si entra in un
vallone roccioso a placche inclinate, che si risale tra ghiaie e
facili roccette fino ad oltrepassare il bivio segnalato per il Rifugio
Pedrotti alla Rosetta, che bisognerà imboccare al ritorno, arrivando
in breve all’intaglio del Passo Bettega (2667 m). Dal passo,
sempre per ghiaie, la traccia scende un poco rimanendo sempre in costa
sopra la sottostante Valle delle Comelle fino a che, doppiato un
breve tratto di facili roccette, il sentiero non scende nella ampia Valle
dei Cantoni. Per ghiaie
e neve (luglio), rimanendo sempre sul versante sinistro della valle,
la si risale avvicinandosi ad un intaglio roccioso da cui scende una
cascatella. Con un ulteriore tratto su facili roccette, si risale sulla
sinistra del corso d’acqua trovandosi nella parte superiore della valle;
qui aumentano sia la pendenza sia i tratti innevati e, in corrispondenza
del bivio verso il Bivacco Fiamme Gialle, si giunge sul vertiginoso
baratro del Passo del Travignolo (2925 m). Sotto, minuscola sullo
sfondo dei verdissimi prati, la Baita Segantini. Tabelle
segnaletiche indicano di risalire il ripido pendio alla nostra destra per
ghiaie e neve fino all’evidente insellatura
tra la Vezzana ed il Nuvolo; da qui, con un ultimo breve
sforzo, si superano le ultime facili roccette e si è finalmente
in vetta (segnale trigonometrico). Per la discesa, si segue lo stesso
percorso di salita fino al Passo Bettega e, oltrepassatolo, si
seguono le indicazioni per il Rifugio Rosetta; dapprima la traccia
traversa una placca inclinata, quindi, dopo aver aggirato il fianco della Cima
Corona, con qualche saliscendi su buon sentiero porta verso
l’altipiano delle Pale in vista del Rifugio
Pedrotti
e della Cima
della Rosetta. Da qui, prima in direzione della Stazione a monte della
funivia e poi scendendo verso la conca di San Martino di Castrozza
ed il Passo Rolle, seguendo gli infiniti
tornantini del sentiero, ci si ricongiunge al sentiero nei pressi di
quelle indicazioni per la ferrata Bolver-Lugli che avevano segnalato
all’andata il punto in cui abbandonare la traccia principale per
affrontare la prima facile corda fissa. |
| Tempo totale |
h
9,00 - 10,00 circa |
| Difficoltà |
EE
super allenati |
| Dislivello |
1880
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
2005 |
| Commenti |
Itinerario lungo e faticoso,
tuttavia abbastanza facile su sentieri sempre ottimamente segnati. Un
breve tratto attrezzato, qualche facile roccetta e possibilità di trovare
neve nella risalita della Valle dei Cantoni fino alla vetta. Una
particolarità: la vetta della Vezzana non si riesce mai a scorgere fino a
che non si è praticamente in cima! |
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