Cima della Gardiola 1889 m   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLIO 08 

LA CIMA DELLA GARDIOLA DALLA CERTOSA DI PESIO

Punto di partenza Certosa di Pesio (859 m), raggiungibile da Mondovì (Autostrada A6 Torino - Savona) attraverso Beinette, Chiusa Pesio e l'omonima valle. In inverno la strada qui termina: si parcheggia nell'ampio piazzale davanti all'albergo. 
Descrizione Attraversato il torrente si passa davanti all'ingresso della Certosa e si segue per breve tratto la strada diretta al Pian delle Gorre. Presso l'angolo della cinta della Certosa, dove sbocca il boscoso Vallone del Cavallo, si abbandona la strada per seguire una diramazione a sinistra (tabelle), generalmente ben battuta, che si inoltra nel vallone. Costeggiata la cinta esterna del grande monastero, si passa ancora presso un'antica casa e, con un tratto più ripido, si esce presso un ponte sul Rio del Cavallo (h 0,20) su un'altra carrareccia, anch'essa battuta ed utilizzata come pista di fondo, che stacca dalla strada diretta a Pian delle Gorre, circa 1 km oltre la certosa. Si segue ora questa nuova pista, sempre generalmente ben battuta dai gatti, verso sinistra: con salita moderata si risale il selvaggio vallone, fra fitti boschi. Si trascura una prima diramazione a sinistra (ind. per Cima Gardiola da non considerare!) diretta alla Cascina San Michele, poi ad una seconda diramazione si abbandona la carrareccia di fondovalle per prendere a sinistra (ind. per il Gias Baus Lula) e risalire il ripido pendio boscoso con un tornante. Con traverso in salita, la strada aggira il costone che costituisce la sponda destra orografica del Vallone del Cavallo per affacciarsi all'attiguo Vallone di San Bruno. Tagliato dall'alto il vallone con percorso pressochè pianeggiante, raggiuntone il fondo la strada ne risale la sinistra orografica con numerosi tornanti nel fitto bosco di conifere. Più in alto si traversa nuovamente e si ritorna nel Vallone del Cavallo: ancora un tratto di salita moderata, poi si trascura la prosecuzione in costa (più avanti la strada si spegne presso un rio) per seguire un tornante a sinistra (qui nessuna indicazione). Con altri due tornanti si guadagna quota e si esce presso il filo del costone divisorio Cavallo - San Bruno: qui, fra radi ma imponenti faggi, si trova il piccolo Gias Sottano del Baus Lula (1289 m, h 1,30), graziosamente ristrutturato. Il posto è molto tranquillo e rilassante. Dietro il gias prosegue una carrareccia che effettua numerosi tornanti sul ripido costone boscoso fra i valloni di San Bruno e del Cavallo: normalmente, sono tracciate diverse varianti più dirette che consentono di guadagnare tempo. Comunque, in un modo o nell'altro, si guadagna quota un po' più decisamente, fino a ritrovare comunque la strada nel punto in cui abbandona il filo del costone e inizia a scendere nel Vallone del Cavallo (tabelle segnaletiche): a questo punto si abbandona definitivamente la carrareccia per risalire con decisione e piuttosto ripidamente l'ultimo tratto boscoso (tracce normalmente ben marcate) fino ad uscire dal bosco presso gli ampi pendii scoperti che salgono fino alla cresta sommitale (1600 m circa, h 2,30). Da questo punto si apre la magnifica vista sulle cime circostanti (in particolare sulla Bisalta) e sulla pianura. Si prosegue a salire con decisione per i ripidi pendii, e gradatamente appare anche la cresta rocciosa del Marguareis. Raggiunta una specie di spalla, inizialmente ingannevole circa il dislivello ancora da superare, da dove si ammira l'imponente Cima Cars, si sale il filo di un poco marcato costoncino, per poi tendere gradualmente a sinistra, in direzione dell'evidente Cima della Gardiola, riconoscibile per alcune scure roccette poco sotto la cuspide terminale. Si raggiunge così l'ampio ripiano, oramai sul filo di cresta, da dove iniziano ad apparire anche le cime alla testata della Valle Ellero. Traversato l'ampio ripiano, si attacca la brevissima crestina meridionale della cima, che si raggiunge in pochissimo tempo (1889 m, h 3,30, palo e libro di vetta). Panorama veramente eccezionale e circolare su tutte le Alpi Liguri, sulla pianura, sul Monviso e sul Monte Rosa. Ritorno per la stessa via in h 2,15
Tempo totale h 6,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo febbraio 2009
Commenti

Periodo consigliato: inverno o tardo autunno

Bellissima salita, molto frequentata nel periodo invernale, ad un punto panoramico eccezionale su tutto l'arco delle Alpi Liguri. Un po' lunga e, nella seconda parte, faticosa per via della ripidezza, ma comunque meritevole per gli ampi spazi e le vedute inconsuete sulle cime delle valli Pesio ed Ellero. Normalmente sempre ottimamente battuta, visto anche il gran numero di scialpinisti presenti. Con la stagione calda probabilmente è da evitare, per gli assolati pendii erbosi finali e, probabilmente, per il gran numero di fastidiosi insetti.