Cima dell'Agnel 2927 m - Canale NO   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000 - FOGLIO 113

ALBA SULLA SERRA DELL'ARGENTERA
Storia Alpinistica La Cima dell'Agnel è situata sullo spartiacque principale, tra la Bassa Margot (o Colletto dell'Asino, 2645 m) a NE, la Cima di Malariva a S e la Bassa dell'Agnel (2784 m) a O. Domina verso N la Conca del Brocan (alto Vallone della Rovina), ad E la solitaria Valletta dell'Asino, tributaria del Vallone di Fenestrelle (Gesso della Barra) mentre a Sud si affaccia sull'ampia Haute Boreon. Costituisce un importante punto nodale, in quanto dirama verso NE l'imponente contrafforte Fenestrelle-Ciamberline. Pur di aspetto piuttosto modesto (solo il versante NO si presenta oltremodo selvaggio ed imponente, mentre i restanti lati appaiono per lo più come uniformi pendii detritici), questa cima consente una delle traversate più interessanti e panoramiche della zona. Infatti la sua posizione centrale fa si che da questo balcone si possa godere di un panorama circolare veramente sconfinato su tutte le principali cime delle Alpi Marittime. Il Canale NO, regolare e rettilineo, sale da quel che rimane del Ghiacciaio dell'Agnel fino a pochi passi dalla cima, costituendo così un itinerario molto logico, lineare ed elegante. Molto varia e panoramica anche la discesa lungo la via normale, attraverso un selvaggio vallone sospeso sulla conca del Lago Brocan. La prima ascensione della cima, per itinerario sconosciuto, è di L. Maubert e J. B. Plent il 2 luglio 1891. 
Punto di partenza Rifugio Genova-Figari (2015 m). Per i particolari dell'accesso dal Lago della Rovina (1535 m, h 1,30) vedi anche itinerario Giro della Cima dell'Agnel.
Avvicinamento Dal rifugio si prende il sentiero che aggira sulla sponda occidentale il Lago Brocan, e poi inizia a salire in direzione del Colle della Rovina. Se c'è neve, come è auspicabile per effettuare questo itinerario, si può trascurare il sentiero e dirigersi, una volta aggirato il lago, in direzione di un evidente ripido canalino che incide la bastionata a destra dei contrafforti della Cima della Valletta dell'Asino. Con orientamento evidente, si risalgono i pendii nevosi e si va ad imboccare il canalino, che sbuca in breve presso una piccola conca nevosa, in ambiente selvaggio e dirupato. Si rimonta la conca, per poi dirigersi verso destra, ad una specie di colletto. Oltre il colletto ci si affaccia ad un grandioso e spettacolare vallone, insospettabile dal basso, che ospita gli ultimi residui del Ghiacciaio dell'Agnel: in alto appare la rocciosa Bassa dell'Agnel. Senza perdere troppa quota, si scende nel vallone e lo si risale verso sinistra, in costante salita, fino all'inizio dell'evidente lungo canale rettilineo che incide il versante roccioso della Cima dell'Agnel e della Cima della Valletta dell'Asino (h 1,45 dal rifugio, attacco).   
Descrizione della via Si attacca il canale, che presenta una pendenza massima di 45° nell'ultimo tratto, e lo si risale abbastanza agevolmente vista l'assenza di tratti rocciosi e la ripidezza non eccessiva (difficoltà PD). Normalmente al centro si forma una profonda rigola, dovuta sia all'acqua che a qualche detrito, per cui è consigliabile rimanere sul lato destro (sinistra orografica). Un ultimo tratto un po' più ripido conduce su di un'ampia sella nevosa, che si apre fra il punto nodale e la cima vera e propria, che rimane spostata leggermente a destra. Di qui già il panorama è estesissimo. Seguendo l'ampia dorsale verso destra, si giunge in poco tempo ai piedi del castelletto finale, costituito da detriti e massi accatastati. Una brevissima salita consente di toccare la piccola cima (2927 m, h 0,45 - 1,00 dall'attacco), dalla quale si apre la vista sul versante francese, ammantato di splendidi boschi di larice. Grandioso panorama su Gelàs, Argentera, Cougourde e su tutte le catene delle Marittime

Discesa: Si ritorna alla sella dove sfocia il canale, e si scende sull'opposto versante, dove un ampio pendio diventa gradualmente ripido canalone nevoso (inclinazione circa 30-35°), compreso fra le creste della Cima dell'Agnel e della Cima della Valletta dell'Asino (a sinistra). Si discende con attenzione il ripido pendio-canale, appoggiando preferibilmente verso destra; in assenza di neve, conviene evitare il canale detritico e seguire il filo della cresta di destra, facile e gradinata (ometti). Si scende comunque abbastanza agevolmente fino all'ampia insellatura della Bassa Margot (o Colletto dell'Asino, 2645 m), che si affaccia sulla solitaria Valletta dell'Asino e sul Vallone di Fenestrelle (ottima vista sul Gelàs). Senza valicare l'insellatura, si piega a sinistra e si discendono i poco inclinati pendii nevosi (o detritici) del Vallone del Roc di Fenestrelle, che domina la scena sulla destra. Per successive arrotondate balze (Serra dei Piastroni) si cala nel vallone, tendendo gradualmente verso destra, fino al ciglio della grande bastionata rocciosa che precipita sul sottostante Lago Brocan. Qui, all'estremità destra della bastionata, si rinvengono alcuni ometti e i segni gialli della via normale, che invitano a calare lungo una evidente cengia diagonale da destra a sinistra. Per erba e lingue nevose si scende lungo l'ampia e comoda cengia, senza perdere di vista la segnaletica, fino ad un poggio oltre il quale si guada un piccolo rio. Si scende quindi per un ripido pendio (sovente nevoso) in direzione dell'ormai vicino lago. Appena possibile si taglia a destra, rimanendo alti sulla sponda del lago, per risalire ad un evidente vicino colletto, oltre il quale si cala definitivamente sulla riva del lago, a poca distanza dal Rifugio Genova-Figari (h 1,30 dalla cima).  

Tempo totale h 4,00 - 4,30
Difficoltà PD/PD+ a seconda delle condizioni
Dislivello 900 m circa, 1400 con l'avvicinamento al rifugio
Attrezzatura ramponi, piccozza, casco
Ultimo sopralluogo giugno 2009
Commenti

Periodo consigliato: maggio - giugno

Bellissimo itinerario da effettuarsi in tarda primavera, con neve abbondante e ben trasformata. Panoramicamente grandioso, consente di effettuare un anello tra i più remunerativi della zona. Pregevole anche la discesa lungo la normale, che consente di visitare luoghi veramente solitari e spettacolari. Consigliatissimo!