Cima Bocche 2745 m   

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N.B.: ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

Punto di partenza Moena 1139 m, raggiungibile dall'uscita di Egna-Ora della A22 del Brennero risalendo la Val di Fiemme; superato Predazzo, si entra in Val di Fassa e si raggiunge in breve l'abitato. Seguendo la strada per il Passo San Pellegrino, quasi arrivati al passo, in località Fango, si ferma la macchina in uno spiazzo sulla destra posto di fronte ai capanni in lamiera dell'ANAS (indicazioni per Cima Malinverno).
Descrizione

Attraversato il ponte, si trascurano le indicazioni per il Ciadinon e si prosegue girando a sinistra per una strada forestale fino ad arrivare nei pressi del Rifugio Nigritella. Da qui ci si immette sul sentiero segnato (poco), risalendo prima un tratto di carrareccia e quindi abbandonandolo, per rimontare un breve prato, dopo qualche tornante. Superato questa sorta di piccolo gradino prativo la traccia, ora un poco più evidente, risale una valletta detta Campo dell'Orso seguendo il rio che scende proprio dalla evidente Forcella di Juribrutto. Si risale per prati fino a che questi ultimi lasciano spazio alle rocce e, con gli ultimi zigzag su una piccola pietraia che scende dalla pendici della soprastante Cima Bocche (molto imponente da questo versante), si giunge ad una conca e quindi alla forcella e al Bivacco Juribrutto. Il bivacco, come tutti quelli presenti in questa zona, ancora fortemente segnata dagli eventi bellici, è in realtà solo un piccolo ricovero con 2 panche e una tettoia in legno. Dalla forcella, tabelle segnaletiche indicano il percorso da seguire (n° 626); il sentiero si sposta verso destra per risalire il fianco roccioso della montagna e, dopo un primo tratto su pietraia (sorgente e bella veduta sui Laghi di Juribrutto) ridiventa una ben marcata traccia che con qualche zigzag porta a guadagnare la cresta di Bocche. Da qui, sempre su sentiero ben marcato e segnato, passando vicino a postazioni e baraccamenti di guerra, si sale con pendenza moderata e costante fino alla croce di vetta (2745 m). Il panorama è circolare su tutta le cime della Valle di Fassa, sul Lagorai, sulle Pale di San Martino, sulla Marmolada e più oltre verso il Pelmo e il Civetta e altro ancora a perdita d'occhio. Bivacco Bocche. Si riprende a salire con qualche tornantino il fianco del Gronton fino ad arrivare ad una forcelletta poco più alta di quella appena lasciata. 634 che seguendo tutto il filo di cresta della montagna porta con un facile sentiero attrezzato (ex sentiero militare) a toccare infine Forcella Lusia. Rifugio La Rezila e alla Funivia del Lusia) per seguire il sentiero meno marcato e poco segnato che taglia verso destra: la meta comunque, ben visibile dalla Cima del Gonton, è la baita posta al centro dell'amena conca del Ciadinon. La traccia prosegue in discesa fino a toccare i lussureggianti prati della conca (attenzione con l'erba alta - la traccia tende a scomparire) e da qui, lungo il torrentello, fino alla baita. 625) che, attraversando uno splendido bosco, porta in breve al punto di partenza.

Tempo totale  h 7,00 circa
Difficoltà EE allenati (un tratto con corde fisse)
Dislivello 1200 m circa
Ultimo sopralluogo giugno 2005
Commenti Itinerario abbastanza lungo, su sentieri quasi sempre ben segnati: qualche corda fissa sulla cresta del Gronton.