Cima Bocche 2745 m   

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano

N.B.: ITINERARIO EFFETTUATO DA ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 022

Punto di partenza Paneveggio (1515 m), raggiungibile da Trento attraverso la Valle di Fiemme; giunti a Predazzo, si risale la Val Travignolo verso il Passo Rolle fino a superare il grande bacino artificiale, raggiungendo l'abitato presso cui sorge un museo naturalistico del Parco Naturale. Proseguendo verso il Rolle, si devia quasi subito a sinistra per il Passo di Valles, lasciando l'auto in un piccolo slargo presso l'inizio di una carrareccia (ind. per Malga Bocche, 1800 m circa).
Descrizione

Si imbocca la carrareccia, dapprima inghiaiata e poi con tracce di un antico lastricato probabilmente di origine militare e, sempre seguendo le frecce, in circa 30/40 minuti si arriva ad una bella e verdeggiante radura: in alto, sulla sinistra, si scorge il bell’edificio della malga. La traccia si restringe fino a diventare un sentierino e, piegando sulla sinistra, dopo aver attraversato una piccola passerella in legno, si arriva in pochi minuti alla malga. Il posto è incantevole (se arrivate presto, prima dell’orda di turisti!) e il tutto è incorniciato da una fantastica vista sulla Pale di San Martino, da qui davvero imponenti. Proseguendo oltre, dietro la malga, si arriva ad un incrocio con numerose frecce ed indicazioni: si segue una traccia che si inoltra nel bosco oramai rado verso il Lago e la Cima di Bocche. Dapprima si attraversano una serie di belle radure quindi, oltrepassato un ponticello (indicazioni), il sentiero entra nel bosco e proseguendo con numerosi ma morbidi tornanti arriva ad un bel ripiano erboso dove sorge un minuscolo ricovero di proprietà del Comune di Moena (tavolacci per dormire e possibilità di fare fuoco). Oltre il baito il sentiero prosegue, supera un ulteriore dosso, un altro piccolo pianoro e, con qualche zigzag, arriva al Lago di Bocche, incassato in mezzo ai dossi erbosi delle fiancate dell’omonima cima. Presso il punto in cui il ruscello esce dal lago, si guada (indicazioni) e si prosegue verso la vetta; il sentiero taglia il pendio per portarsi verso la cresta del monte e si inoltra in un terreno cosparso di cespugli, affioramenti rocciosi, chiazze d’erba e resti di trinceramenti ed opere belliche. La traccia alle volte si perde, ma i segni rossi sono decisamente abbondanti come pure lo sono i frequentissimi ometti di pietra. Dopo circa un’ora di cammino si giunge in cresta nei pressi di una forcelletta, che si affaccia sul vallone in cui è posato il Lago di Juribrutto; il terreno diviene ora più terroso e meno erboso e la traccia, che corre a filo dei lunghissimi trinceramenti, si fa più evidente e, dopo aver superato i rilievi di un paio di anticime, si giunge infine in vetta. Il panorama è grandioso e spazia sui gruppi del Catinaccio, del Latemar, della Marmolada con la vicina Cima di Juribrutto, ma su tutti, grandiose ed imponenti, le Pale di San Martino. Dalla cima si torna sui propri passi fino alla forcella precedentemente superata e (tabelle) ci si cala per un ripido ma buon sentierino verso la Forcella Juribrutto: inizialmente la traccia procede con stretti zigzag , quindi attraversa una pietraia fino a terminare, tagliando per prati, nei pressi della piccola tettoia del bivacco presente giusto sopra la forcella. Seguendo le indicazioni, per buon sentiero ci si cala per una piccola valletta e costeggiando un piccolo corso d’acqua si arriva al bel Lago di Juribrutto. Aggirato il lago e guadato il torrentello che ne esce, si giunge presso frecce ed indicazioni e si prosegue per una buona traccia che dapprima risale brevemente in costa per aggirare un dosso erboso per poi scendere nell’amena valletta generata dal Rio di Juribrutto. Si giunge ad un ripiano erboso proprio in faccia alle Pale di San Martino e alti di fronte all’imbocco della verdissima Val Venegia; il sentierino si trasforma in una carrareccia con un vecchio lastricato militare e calando nel bosco e oltrepassato un primo bivio, si è in breve nei pressi delle Malga Juribrutto. Qui vi è un altro bivio: occorre piegare a destra verso un evidente sentiero non segnato né segnalato, che con dolcissima pendenza e in leggera discesa attraversa il ripido bosco riconducendo in 45 minuti circa, dopo aver attraversato il letto di un torrente, alla mulattiera che sale verso la Malga Bocche.

Tempo totale h 6,00 - 7,00 circa
Difficoltà E allenati
Dislivello 1250 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2005
Commenti Itinerario non troppo lungo su sentieri facili e ben evidenti.