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| FOTOPERCORSO |
| Storia
Alpinistica |
Bella e
importante montagna, il Castore (4221 m) domina le testate delle Valli
di Gressoney e d’Ayas con alte e selvagge pareti ghiacciate
che le conferiscono un aspetto molto severo. E’ costituito da una lunga
e sinuosa cresta, compresa fra il Colle di Felik (4061 m) a Est ed
il Colle di Verra (3848 m) a Ovest. Verso Sud-Ovest protende un
roccioso crestone che, oltre il poco accennato Colle Perazzi (3880
m), che mette in comunicazione i bacini dei ghiacciai di Felik e del
Castore, si eleva nella modesta Punta Perazzi (3906 m), dal
quale si origina l’imponente dorsale spartiacque Gressoney – Ayas.
Il Castore è una cima molto conosciuta, sia per il comodo accesso
costituito dal Rifugio Quintino Sella al Felik, sia per la bellezza
e varietà della via normale, che consente di ammirare panorami mozzafiato
su tutte le principali cime del Monte Rosa e della Val d’Aosta
in generale, fino al Monviso. Via normale che, dal Colle di
Felik, segue fedelmente la cresta Sud-Est, in alcuni tratti sottile ed
esposta ma sempre facile e spettacolare. Primi salitori: W. Mathews e F.
W. Jacomb, con J. B. e M. Croz, il 23/08/1861 per l'itinerario descritto. |
| Punto di partenza |
Rifugio
Quintino Sella al Felik (3585 m). Per i particolari sull’accesso al
rifugio, vedi itinerario Al
Ghiacciaio di Felik. |
| Descrizione
della via |
Dal rifugio si
segue la larga pista che aggira sulla sinistra, quasi in piano, il nuovo
fabbricato, per poi proseguire sull’aperto pendio
ghiacciato,
moderatamente inclinato, del Ghiacciaio di Felik. Più avanti si
affronta un tratto dove la pendenza aumenta in maniera sensibile, e
conseguentemente anche la fatica si fa sentire. Al sommo del ripido pendio
il ghiacciaio ritorna poco inclinato: si passa ai piedi del breve pendio
orientale della Punta Perazzi, costituito da rocce rotte e placche
nevose. Giunti all’altezza del Colle Perazzi (3880 m, a
sinistra), si devia decisamente a destra, traversando alla base delle
ripidissime pareti ghiacciate discendenti dalla Cresta Sud-Est del Castore.
Per dossi nevosi si giunge ai piedi della cresta Sud della Punta Felik
(4088 m), che rinserra ad oriente l’ampio bacino glaciale facente capo
al largo ed evidente Colle di Felik: la salita al colle
direttamente per il ripidissimo pendio ghiacciato risulta impegnativa e
pericolosa, per cui la traccia (sempre molto marcata) attacca i
ripidissimi pendii della cresta della Punta Felik, raggiungendone
con fatica ma in breve tempo il filo. Risalendolo verso
sinistra, con
aeree ed impressionanti vedute sul sottostante, crepacciatissimo Ghiacciaio
del Lys e sulla fronteggiante Cresta dei Lyskamm, si raggiunge
la impercettibile sommità della Punta Felik, e per brevissima
discesa la larga sella ghiacciata del Colle di Felik (4061 m, h
2,00). Attraversata tutta la linea del colle, si rimonta dall’altra
parte un ripido pendio nevoso (attenzione, qualche crepaccio) fino ad una
sommità di roccette,da dove appare tutto lo svolgimento della lunga e
sinuosa cresta Sud-Est: seguendola fedelmente sul
filo, e facendo molta
attenzione per via della crescente esposizione e di alcuni tratti
veramente sottili, si superano due successive anticime e si sale l’ultimo
breve tratto fino alla bella calotta ghiacciata della sommità (4221 m, h
1,00 dal Colle di Felik). Panorama eccezionale su Cervino,
Breithorn, Roccia Nera, Polluce e sui giganti del Vallese,
più a sinistra il massiccio del Monte Bianco, poi il Rutor,
la Grivola, il Gran Paradiso, il Monviso fino alle Alpi
Marittime. Dall’altra parte visione ravvicinata sull’impressionante
cresta dei Lyskamm, che copre in parte le successive più alte cime
del Monte Rosa (Nordend, Dufour, Zumstein, Gnifetti,
Parrot): in basso tutto il Ghiacciaio del Lys, dominato
dalla Piramide Vincent (4215 m).
Discesa: per la stessa via in h
1,30. |
| Tempo totale |
h
4,30 circa |
| Difficoltà |
F |
| Dislivello |
800
m circa |
| Attrezzatura |
Attrezzatura:
casco, imbrago, corda, ramponi e piccozza |
| Ultimo sopralluogo |
agosto
2008 |
| Commenti |
Periodo consigliato: luglio –
agosto
Salita poco impegnativa, ma
comunque da non sottovalutare a causa della quota elevata e dell’esposizione
dell’ultimo tratto di cresta. Nessun problema di orientamento,
solitamente pista ben marcata e molto frequentata. Vedute grandiose sui
versanti glaciali del Monte Rosa. |
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