Gorges du Verdon - via "Bwana Malines"   

Home Su Chi sono Itinerari Links Bibliografia Chi cerca trova Ultimi aggiornamenti

FOTOPERCORSO
Storia Alpinistica Le Gorges du Verdòn si trovano nel sud-est della Francia, ai confini fra i distretti dell'Haute Provence e del Var. Sono costituite da un lungo solco ad andamento semicircolare, quasi 15 km, inciso dal Torrente Verdòn, con pareti a picco che variano dai 200 ai 400 metri! L'ambiente è veramente spettacolare, ed il luogo merita una visita anche a semplici fini turistico-escursionistici. Se però si arrampica, qui si possono trovare vie veramente per tutti i gusti, dalle relativamente facili (ma attenzione, l'esposizione qui è quasi sempre massima!) a quelle super-difficili. "Bwana Malines" () è una via breve e facile, ma che richiede comunque un certo impegno per via dell'esposizione e della verticalità. L'ambiente, invece, è veramente stupendo, incontaminato e solitario.
 Punto di partenza La Palud sur Verdòn (800 m circa), raggiungibile da Nizza o Cannes attraverso Grass e Castellane (100 km circa da Cannes). Dal piccolo paesino (numerosi campeggi, un gite d'etape e alcuni alberghi) si prende la Route des Cretes (strada panoramica che corre sul ciglio del canyon) fino all'ultimo tornante prima di raggiungere il Refuge de la Malines: parcheggio in un piccolo spiazzo.
Avvicinamento Dal tornante di prende una traccia fra i cespugli che scende lungo l'ampio pendio poco ripido, in direzione di un evidente, grande albero (l'unico che spicca fra la bassa vegetazione circostante). Raggiuntolo, si prosegue lungo le tracce in direzione del ciglio dell'altipiano, dove questo precipita sul fondo del canyon. Raggiunto un piatto sperone che si protende nel canyon, presso un grosso ometto di sassi accatastati, si rinviene, circa 2 metri più sotto, una sosta con catena (h 0,20 dal parcheggio, breve corda fissa, attenzione esposto!). 
Descrizione della via Discesa: con una corda doppia da 55 metri (in gran parte nel vuoto) si scende fino ad un ripiano boscoso in piena parete. Dal punto dove si tocca terra, si scende di una decina di metri a sinistra (faccia alla parete): a circa 3 metri da terra si nota il primo spit (attacco).

Si possono contare 3 tiri di corda:

1 - Si attacca un muretto verticale, con un passo difficoltoso all’inizio (5c), poi ci si sposta a destra per risalire una serie di corte fessure, sfruttando l’incredibile conformazione "a gocce" della roccia (5b). Si giunge ad un primo scomodo pianerottolo (sosta su due spit). Continuando a traversare a destra, con passi delicati ma mai difficili (5a) si raggiunge un’altra sosta, una decina di metri oltre, su di una stretta cengetta con alberello secco;

2 - Si traversa ancora brevemente a destra (5b), poi si sale direttamente verso l’alto, sempre sfruttando al meglio le gocce. Nonostante gli appigli sicuri, la placca è verticale e richiede attenzione (5c). Più in alto, alla base di un nero strapiombo, si sfrutta una bella fessura per raggiungere (5c) la sosta, proprio sotto lo strapiombo (scomoda, bisogna stare appesi);

3 - Si traversa orizzontalmente verso sinistra, sotto lo strapiombo, con passo adrenalinico ed espostissimo (5b), poi si sale un breve muretto gradinato (5a) che conduce direttamente sull’altopiano, alla sosta della calata in corda doppia.

Tempo totale h 1,30 circa
Difficoltà D+, 5c max/5b obb.
Dislivello 100 m circa di sviluppo
Attrezzatura due mezze corde da 60 m, casco, 8-10 rinvii, qualche cordino
Ultimo sopralluogo aprile 2008
Commenti

Periodo consigliato: primavera e autunno

Bella via, una delle più adatte per iniziare a saggiare la roccia del Verdòn. Bella doppia all'inizio (attenzione a non incastrare le corde, sarebbe un bel guaio!), poi una serie di placche a gocce veramente incredibili! Soste un po' scomode, evitare se possibile le cordate a tre.