Bric Pianarella - Via "Fivy"   

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FOTOPERCORSO

Storia Alpinistica Il Bric Pianarella (363 m) è un altopiano boscoso sul lato sinistro idrografico della Valle dell'Aquila, lungo il crinale che da Monte Cucco si va a spegnere sopra le case di Finale Ligure. E' sicuramente la struttura rocciosa più conosciuta del comprensorio finalese, perchè se da quasi tutti i versanti digrada con selvaggi ed intricati pendii boscosi di nessun interesse, verso Ovest presenta la più alta e continua paretona della zona, più di 150 metri di roccia stupenda dove sono tracciate moltissime vie, per lo più di difficoltà elevate. L'ambiente è spettacolare, la scelta svariata, i passaggi sempre aerei e mai banali ... Insomma, il terreno ideale per gli appassionati dell'arrampicata! La "Fivy" (G. e L. Calcagno, G. Ghiglione, S. Sismondini, giugno 1975) è una delle vie più classiche del Settore del Paretone: difficoltà abbordabili, roccia stupenda, esposizione e varietà dei passaggi ne fanno un "must" del Finalese.   
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada diretta a Feglino. Circa un centinaio di metri prima del bivio per Orco, si incontra una cappelletta sulla destra (a sinistra ponte per l'Agriturismo "Cà di Alice"). Si parcheggia l'auto in alcuni spiazzi ai lati della strada. 
Avvicinamento Si prende il sentiero che parte proprio di fronte alla cappelletta e che inizia a salire nel fitto bosco: con una serie di tornanti si guadagna in fretta quota, e presto si giunge in vista delle prime rocce del Paretone. Trascurata a destra la traccia che porta all'attacco della Vaccari, della Calcagni e della Via Lunga, si prosegue a sinistra per un po' poi, quando il sentiero smette di traversare per rimontare il bosco sulla linea di massima pendenza, lo si abbandona e si sale direttamente fra gli alberi fino alla base di una liscia bastionata. Si lascia a sinistra la partenza de "L'autunno dei Mohicani" e si raggiunge la parete: scritta "FIVY" sulla roccia (h 0,15, attacco). 
Descrizione della via Si possono contare 5 tiri di corda:

1 – Si attacca la breve placca di fronte, sfruttando le comode vasche (5b): il tiro è molto breve e piuttosto facile, ma attenzione, perché non ci sono spit (eventualmente prevedere un paio di ancoraggi sugli alberelli!). Superata la placca, si prosegue su di un breve ripiano fino alla base della parete superiore, ai piedi di un bel diedro (sosta, 2 spit);

2 – Si risale interamente il diedro, con arrampicata impegnativa anche per la roccia un po’ unta (5c). In cima il diedro è sbarrato da uno strapiombo, che va aggirato a sinistra, con passaggio veramente impegnativo ed esposto (6a+). Si prosegue dritti, lungo una verticale paretina a vasche con alberelli (5b, 1 cordone blu più vari alberelli per le sicure), e si sosta a destra, presso un piccolo grottino (2 spit);

3 – Si esce dal grottino a destra, e si risale un corto diedro con arrampicata elegante (4c). Si prosegue poi per alcune brevi placche a destra, si passa sotto un ciclopico masso appoggiato alla parete e si sosta su un’ampia cengia alla base di una grande erosione gialla (2 spit);

4 – Si risale interamente l’erosione, prima con traversino a destra (5c) poi direttamente verso l’alto (6a l’inizio, poi 5c). Si sale al margine destro dell’erosione, con passaggi verticali ed esposti su roccia veramente fantastica. Raggiunto il grande strapiombo che chiude in alto l’erosione, si traversa orizzontalmente a sinistra, con passaggi espostissimi e mozzafiato (5c), fino all’aerea e non troppo comoda sosta (3 spit);

5 – Si continua a traversare a sinistra, all’inizio facilmente (4c), poi con un passaggio più impegnativo a causa della scarsità di appigli e appoggi (5b), fino ad uscire sul comodo ripiano dov’è l’ultima sosta de "L’antro Vergognoso" e "L’autunno dei Mohicani". Si sale quindi a destra del grottino giallo alle spalle del ripiano, si traversa a sinistra con passo esposto e delicato (5c) e si rimonta l’ultima fessura fino ad uscire sull’altopiano sommitale.

Discesa: si risale senza percorso obbligato il bel bosco, fitto e molto pittoresco. Quando si incontra un evidente sentiero, lo si segue verso sinistra per un buon tratto in moderata discesa, fino ad incontrare un grosso ometto di sassi presso un bivio che invita a scendere a sinistra. Con discesa più ripida, si segue il ben marcato sentiero fino a ritrovare le tracce dell'andata, che riportano alla cappelletta (h 0,20 dalla cima).

Tempo totale h 2,30 - 3,00
Difficoltà TD- (6a+ max/5c obb.)
Dislivello 120 m di sviluppo circa
Attrezzatura 16 rinvii, un po' di cordini, corda da 70 m, casco
Ultimo sopralluogo aprile 2008
Commenti

Periodo consigliato: tutto l'anno

Bella via, classica e piuttosto ripetuta. Chiodatura ridotta all'essenziale, ma dove servono gli spit ci sono. Prima parte un po' disturbata dalla vegetazione, parte alta su roccia gialla e fantastica! Traversi ed esposizione non mancano: da provare!