Bric Pianarella - Via "Calcagni"   

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FOTOPERCORSO

Storia Alpinistica Il Bric Pianarella (363 m) è un altopiano boscoso sul lato sinistro idrografico della Valle dell'Aquila, lungo il crinale che da Monte Cucco si va a spegnere sopra le case di Finale Ligure. E' sicuramente la struttura rocciosa più conosciuta del comprensorio finalese, perchè se da quasi tutti i versanti digrada con selvaggi ed intricati pendii boscosi di nessun interesse, verso Ovest presenta la più alta e continua paretona della zona, più di 150 metri di roccia stupenda dove sono tracciate moltissime vie, per lo più di difficoltà elevate. L'ambiente è spettacolare, la scelta svariata, i passaggi sempre aerei e mai banali ... Insomma, il terreno ideale per gli appassionati dell'arrampicata! La "Calcagni" (G. e L. Calcagno, giugno 1974) è una delle "classiche" di Pianarella: al pari della "Vaccari", sale il paretone proprio nel suo centro, cercando i punti deboli della gigantesca lavagna di roccia, fra erosioni colorate, grotte e lisce placche espostissime. Insomma, oltre agli accattivanti passaggi, mai banali, anche l'ambiente particolare (e spettacolare!) contribuisce a rendere questa salita veramente divertente e consigliabile. Buon divertimento! 
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada diretta a Feglino. Circa un centinaio di metri prima del bivio per Orco, si incontra una cappelletta sulla destra (a sinistra ponte per l'Agriturismo "Cà di Alice"). Si parcheggia l'auto in alcuni spiazzi ai lati della strada. 
Avvicinamento Si prende il sentiero che parte proprio di fronte alla cappelletta e che inizia a salire nel fitto bosco: con una serie di tornanti si guadagna in fretta quota, e presto si giunge in vista delle prime rocce del Paretone. Trascurata a sinistra la prosecuzione del sentiero versol'attacco de "L'autunno dei Mohicani" e della "Fivy" e la cima del Bric Pianarella, si prende quella traccia a destra che rasenta la parete: sceso uno scomodo gradinetto terroso, si trascura l'attacco originale della "Vaccari", poco sicuro per via di una recente frana, e si scende qualche metro fino ad un terrazzino dov'è l'attacco della "Gianni Pajer" (h 0,15, scritta "PAJER" sulla roccia, attacco). 
Descrizione della via Si possono contare 9 tiri di corda:

1 – (in comune con la "Pajer") si sale una placca, poi un gradino un po' ostico (5b), poi una nuova placca fino ad un pianerottolo con vegetazione; si supera un duro ma breve gradino (5c+), poi si rimonta una fessura a sinistra con spostamento nella parte alta (6a), infine placca-canale verso destra, sosta su 2 spit;

2 – sentiero: si traversa a destra, si supera la sosta della "Vaccari" ai piedi di un evidente fessurino e si prosegue una decina di metri a destra (sosta su albero);

3 – Si sale un corto canalino in diagonale ascendente verso destra, si passa sotto un grosso masso giallastro e si sale il muretto a destra (4c) per portarsi sulla sommità del roccione, ai piedi di una grande erosione gialla (2 spit di sosta);

4 – Si sale due metri per l'erosione, poi si traversa espostamente a sinistra fin oltre lo spigolo di un pilastrino (5c). Si sale poi direttamente un lungo e bellissimo diedro, verticale e molto impegnativo, con uscita strapiombante a destra (6a), indi per placche più facili alla sosta, sotto un muretto verticale (2 spit);

5 – Si attacca il muretto, breve ma piuttosto ostico (5c+): si scala una fessura diagonale a sinistra, poi per una leggera spanciatura a destra si guadagna una serie di placche con vegetazione, che fanno guadagnare la base di una caminetto. Si risale il breve caminetto (5b) fino ad un terrazzino alla base di una parete arancione (sosta in comune con la "Vaccari", 2 spit);

6 – Tiro chiave: si attacca la spettacolare erosione arancione, risalendo una splendida paretina a lame fino ad una cengetta (cordone a metà paretina, 5b). Si traversa a destra, via via più espostamente, fino a doppiare uno spigoletto e ad entrare in una specie di svaso, che si risale per 5 o 6 metri fino ad un tetto (5c). Si vince il tetto verso sinistra (cordino rosso in alto, 6b+/A1, eventualmente si passa con una staffa), poi per placche lisce e delicate si traversa a destra, si supera una nicchia e, in esposizione massima (6b/A0) si traversa ancora fin presso uno spigoletto con alberello. Si sale una liscia placca verticale di 6/7 metri (6c/A0) fino ad un comodo grottino giallo (2 spit di sosta);

7 – Si esce dal grottino a sinistra (esposto!) e, in piena parete, si sale un corto diedro giallastro (6a il passo iniziale, poi 5c). Si traversa poi verso sinistra, per fantastica roccia gialla e solidissima (5b), per poi ritornare a destra, sopra il grottino della sosta precedente. Sosta in un antro in piena parete, con 2 spit e un chiodo;

8 – Si esce dall'antro a destra, per un'esile cengetta che si va a spegnere dopo poco in piena parete (5b). Si aggira uno spigoletto (esposto!), per poi risalire un lungo diedro verticale ed impegnativo (6a), con uscita leggermente strapiombante. Si raggiunge un pianerottolo alla base di un evidente diedro fessurato (2 spit di sosta);

9 – Si risale il diedro fessurato, verticale ma ricco di buoni appigli (5b). Superata una catena (eventualmente sosta intermedia), si prosegue per la parte superiore del diedro, sorprendentemente omogeneo e regolare (5b), fino all'uscita sul margine dell'altipiano.

Discesa: si risale senza percorso obbligato il bel bosco, fitto e molto pittoresco. Quando si incontra un evidente sentiero, lo si segue verso sinistra per un buon tratto in moderata discesa, fino ad incontrare un grosso ometto di sassi presso un bivio che invita a scendere a sinistra. Con discesa più ripida, si segue il ben marcato sentiero fino a ritrovare le tracce dell'andata, che riportano alla cappelletta (h 0,15 dalla cima).

Tempo totale h 4,00 circa
Difficoltà TD/TD+, passaggi di 6c e A1
Dislivello 240 m di sviluppo
Attrezzatura corda da 70 metri, 15 rinvii, numerosi cordini, eventualmente qualche friend e nut
Ultimo sopralluogo maggio 2008
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Periodo consigliato: tutto l'anno

Via eccezionale, di quelle che si ricorderanno per un pezzo! Difficoltà molto elevate, ambiente spettacolare ed espostissimo, passaggi aerei ed eleganti ... Una superclassica assolutamente da non perdere!