Bric Pianarella - "L'Autunno dei Mohicani"   

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CHI C'ERA: FLAVIO, DANILO ED ANDREA C. (CIOE' IO!)

Storia Alpinistica Il Bric Pianarella (363 m) è un altopiano boscoso sul lato sinistro idrografico della Valle dell'Aquila, lungo il crinale che da Monte Cucco si va a spegnere sopra le case di Finale Ligure. E' sicuramente la struttura rocciosa più conosciuta del comprensorio finalese, perchè se da quasi tutti i versanti digrada con selvaggi ed intricati pendii boscosi di nessun interesse, verso Ovest presenta la più alta e continua paretona della zona, più di 150 metri di roccia stupenda dove sono tracciate moltissime vie, per lo più di difficoltà elevate. L'ambiente è spettacolare, la scelta svariata, i passaggi sempre aerei e mai banali ... Insomma, il terreno ideale per gli appassionati dell'arrampicata! "L'Autunno dei Mohicani" (G. Coppo, P. Porcu, maggio 1981) è forse una delle vie più abbordabili del Paretone (come viene confidenzialmente chiamato dai locali): si sviluppa tutta a sinistra, sul margine della parete, e sfrutta alcune linee di debolezza lungo un sistema di risalti e fessure. L'ultimo tiro della via originale (diff. 5b), prima di incontrare gli spit della Fivy, non è attrezzato, e non viene mai percorso, preferendogli il "blindato" terzo tiro di "Antro Vergognoso", che è sì ben chiodato (e meno male!), ma presenta difficoltà di 7a! 
Punto di partenza Final Borgo, da dove si prende la strada diretta a Feglino. Circa un centinaio di metri prima del bivio per Orco, si incontra una cappelletta sulla destra (a sinistra ponte per l'Agriturismo "Cà di Alice"). Si parcheggia l'auto in alcuni spiazzi ai lati della strada. 
Avvicinamento Si prende il sentiero che parte proprio di fronte alla cappelletta e che inizia a salire nel fitto bosco: con una serie di tornanti si guadagna in fretta quota, e presto si giunge in vista delle prime rocce del Paretone. Trascurata a destra la traccia che porta all'attacco della Vaccari, si prosegue a sinistra per un po' poi, quando il sentiero smette di traversare per rimontare il bosco sulla linea di massima pendenza, lo si abbandona e si sale direttamente fra gli alberi fino alla base di una liscia bastionata. Si lascia a destra la scritta "FIVY" e ci si sposta pochi metri a sinistra dove, presso un alberello, si notano gli spit della nostra via (h 0,15, attacco). 
Descrizione della via Si possono contare 6 tiri di corda:

1 – Si attacca la liscia placca iniziale, verticale e con scarsissimi appigli (6a): volendo, ci si può validamente aiutare con l’alberello nei pressi. Per placca via via più appoggiata (5c5a) si giunge al comodo pianerottolo di sosta;

2 – Si scala un diedro verticale piuttosto impegnativo, specie nel passaggio di uscita (6a); poi per esposta placca inclinata si traversa verso sx fino ad un muretto nuovamente impegnativo (6a) che permette di raggiungere una serie di risalti verso dx, via via meno ostici (5b), fino al ripiano con alberi dov’è la sosta;

3 – Si traversa a sx per breve cengia, poi si sale un risalto liscio (5a) fino alla base di un evidente alberello. Con l’ausilio di una bella lama orizzontale rovescia, si passa poco a destra dell’alberello e si supera successivamente un breve muretto impegnativo (5c). Si traversa poi decisamente a dx, per una cengia via via più sottile, fino a scendere per un paio di metri ad un ripiano. Risalito a dx un breve muretto a buchi, si raggiungono gli spit di sosta, alla base di una bella fessura diagonale;

4 – Si traversa in precario equilibrio per qualche metro a sx (5c), fino ad afferrare l’inizio della fessura. Si sale lungo la fessura, interamente in tecnica Dulfer, fino alla sua sommità, dove ci si sposta a dx con esposto traverso (5c) e, per uno spigoletto arrotondato, si guadagna la sosta (tiro stupendo);

A questo punto solitamente si trascura il tracciato originale (non chiodato e disturbato dalla vegetazione) per seguire il 3° tiro di "Antro Vergognoso".

5 – Si sale il diedro sulla destra, liscio, impegnativo e molto unto (7a/A0): in un passaggio, se non si passa in libera e non si è molto alti, può servire una staffa. Si esce in un’ampia grotta gialla (cordoni di sosta);

6 – Si esce dalla grotta e si sale a dx, per rocce gialle e verticali, quindi si traversa a sx al di sopra della grotta (passaggio impegnativo, 5c molto esposto!), poi, per le ultime rocce più facili, si esce su un’ampia cengia alberata al margine dell’atipiano sommitale (questo tiro è in comune con la "Fivy").

Discesa: si segue verso sinistra l'ampia cengia, si supera un breve tratto di roccette (attenzione) e si risale senza percorso obbligato il bel bosco, fitto e molto pittoresco. Quando si incontra un evidente sentiero, lo si segue verso sinistra per un buon tratto in moderata discesa, fino ad incontrare un grosso ometto di sassi presso un bivio che invita a scendere a sinistra. Con discesa più ripida, si segue il ben marcato sentiero fino a ritrovare le tracce dell'andata, che riportano alla cappelletta (h 0,15 dalla cima).

Tempo totale h 2,30 - 4,00
Difficoltà TD, alcuni passi di 6a ed un tiro di 7a/A0
Dislivello 150 m di sviluppo circa
Attrezzatura corda da 70 metri, 15 rinvii, qualche cordino per le soste
Ultimo sopralluogo novembre 2007
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Periodo consigliato: tutto l'anno

E' la via più facile di Pianarella, solitamente la prima che affronta il neofita. Roccia splendida, difficoltà mai banali (diversi passaggi di 6a), un tiro stupendo (quello della fessura diagonale, da ricordare!) ed un ostacolo finale di 7a che mette a dura prova i muscoli delle braccia (se non siete fuoriclasse!) ... Insomma, ce n'è abbastanza per chiunque, non vi pare?