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| Storia
Alpinistica |
Il Bric
Camulà (818 m) è una cima rocciosa emergente sul lungo contrafforte
che dal Monte Rama (1150 m) si allunga verso Sud, in direzione del
mare, e che separa i valloni del Rio Scorza (a ovest) da quello del
Rio di Lerca (a est), nell'immediato entroterra di Cogoleto. I suoi versanti sono in gran parte ricoperti
di bosco e detriti, ed il frequentato sentiero della "Via diretta al
Monte Rama" passa poco sotto la cuspide della vetta. Nonostante
questa sua apparentemente scarsa rilevanza, il versante orientale del
Bric, quello rivolto al Rio di Lerca, è invece molto importante
alpinisticamente, in quanto consente di effettuare alcune delle più
lunghe, anche se discontinue, salite della zona. In particolare, il
versante è costituito da una serie di 5 crestoni rocciosi, tutti percorsi
da vie alpinistiche di un certo interesse. I più evidenti sono i primi
due (a partire da Sud), che in alto si uniscono a formare un'unica
nervatura rocciosa fino all'Anticima Sud Est: questi sono chiamati Crestone
di Sinistra e Crestone di Centro (o Crestone
Laura), e sono percorsi da vie classiche degli anni '40. Seguono
poi due speroni un po' più brevi, che in alto si uniscono e che a loro
volta vanno a saldarsi al Crestone di Sinistra quasi all'altezza del suo
termine: si tratta della Cresta dei Geki e della Cresta
dei Guaranì, che sono state "scoperte" solo recentemente e che
consentono vie interessanti e di difficoltà anche un po' più sostenute
di quelle classiche. Per finire, all'estremità nord si trova ancora il Crestone
di Destra (o Crestone Silvia): è il più breve, ma
anche il più diretto verso la vetta vera e propria del Bric. Anch'esso è
percorso da una via classica, breve e con passaggi non obbligati. La Cresta
dei Guaranì è stata salita per la prima volta da A. Parodi, G.
Massone, M. Giusto, U. Pretelli, P. Malagamba e F. Di Luca il 26 novembre
2007: si tratta di una via un po' discontinua, ma bella e interessante per
la roccia comunque buona e l'isolamento della cresta, oltre che per
l'estetica di diversi bei passaggi su snelli torrioni. |
| Punto di partenza |
Lerca (109 m),
piccolo paesino situato in Val Lerone, raggiungibile da Cogoleto od
Arenzano risalendo brevemente la suddetta valle; superato il paese, si
prosegue su di una stradina molto stretta, con ampie vedute sulla costa
ligure, fino alla piccola cappelletta di Sant'Anna, si supera poi
un nuovo complesso residenziale poco oltre il quale si lascia l'auto
(piccolo parcheggio). |
| Avvicinamento |
Si segue ancora
per brevissimo tratto la carrozzabile, ma quasi subito si stacca sulla destra
una mulattiera (segnavia due
linee rosse) che inizia ad inerpicarsi
ripidamente nel fitto bosco. Dopo una lunga diagonale, il sentiero spiana
un poco, mentre compie un ampio giro a mezzacosta (lasciando a sinistra la
traccia della "Via diretta al Monte Rama", segnavia pallino
rosso) fino ad
immettersi nell vallone del Rio di Lerca, racchiuso tra i contrafforti
del Monte Rama (a sinistra) e del Monte Argentèa (a destra). Con diversi
saliscendi, il sentiero segue qui il tracciato dell'acquedotto comunale,
tagliando di frequente morene e ripidissimi canaloni, dove imponenti muri
a secco sorreggono il tracciato. Giunti in corrispondenza di una
biforcazione del sentiero, presso un piccolo rio spesso asciutto che
scende da sinistra, si abbandona la mulattiera: su un masso a sinistra
c'è la scritta bianca "Via
dei Geki" e una freccia. Si sale brevemente lungo il
piccolo rio, poi si devia a sinistra e ci si porta sul filo di un
ripidissimo costone alberato, che si risale con fatica fino all'inizio di
una vasta pietraia. Si risale direttamente la
pietraia, per massi e
detriti (ometti, frecce bianche) fino all'inizio della Cresta dei Geki:
trascurando i segni a sinistra, si traversa brevemente a destra
(indicazione "Cresta
dei Guaranì") e si giunge all'inizio della via (scritta
bianca, 530 m circa, h 1,00 da Sant'Anna). |
| Descrizione
della via |
Si possono
contare 13
tiri di corda (di cui qualcuno effettuabile in conserva, in particolare
gli ultimi due):
1
- Si attacca il saltino iniziale per una paretina fessurata (IV-,
vecchio chiodo all'inizio) poi, dal successivo terrazzino, si traversa a
sinistra su placchetta verticale (IV, 1 chiodo) fino allo spigolo,
che si risale più facilmente (II) fino ad un terrazzino ai piedi
di un risalto;
2
- Si supera il primo breve risalto (II+), poi un altro leggermente
più impegnativo (III) e si procede per cresta facile fino ad un
ripiano alla base di un bel torrione;
3
- Si attacca il torrione lungo una rampa ascendente verso sinistra (II+),
che ad un certo punto è interrotta da uno strapiombetto: si supera il
malagevole passo (V-, 1 chiodo), per proseguire poi lungo una
specie di diedro-canale articolato (II) fino ad un esiguo
pianerottolo erboso (1 chiodo di sosta);
4
- Si sale la bella placca sopra il pianerottolo (IV, 1 chiodo) e si
raggiunge una cengia. Si scala una breve fessura leggermente strapiombante
(IV+, 1 chiodo) e si esce nuovamente in cresta, che si risale verso
sinistra (II+) fino ad un terrazzino con
alberello;
5
- Si prosegue lungo il filo di cresta, all'inizio con un po' più di
impegno (II+), poi più facillmente (I, II) lungo uno
speroncino erboso con roccette emergenti (frecce bianche), fino ad un
gruppo di alberi dove si sosta (tiro da 60 m, eventualmente divisibile in
due);
6
- Si sale per 15 metri per erba e detriti, poi si gira a sinistra (freccia
bianca) e si attacca un ostico muretto lievemente strapiombante e scomodo
da proteggere (IV+). Al sommo del muretto si sale a destra per una
rampa-fessura diagonale (III+) fino ad una cengia dove si sosta;
7
- Si sale un bel muretto articolato con ottime prese (II+), poi si
traversa a destra aggirando un gendarme e si esce su un colletto alla base
di un torrione imponente (sosta su alberello);
8
- Si attacca il torrione a destra, per una fessura- diedro delicata ed
esposta (IV) fino ad un chiodo; si sale quindi a sinistra per
placca più appoggiata (III+) fino ad uscire sul filo di cresta.
Qui si supera un passaggio delicato in strapiombo (V-) oltre il
quale si procede più facilmente fino ad un terrazzino con spuntone di
sosta, dove si incontra la "Cresta dei Geki";
9
- Si sale a sinistra per bella placca fino ad un chiodo poi, trascurando
l'evidente strapiombo superiore, si traversa molto espostamente a sinistra
(IV+ delicato) fino ad aggirare lo spigolo. Seguendo più
facilmente la crestina articolata (III) si esce sulla sommità del
torrione, presso grossi massi (spuntoni);
10
- Lungo la breve cresta orizzontale si arriva all'attacco del bel torrione
successivo: si sale lungo una specie di vaga rampa sul lato destro della
parete (IV, 1 chiodo), poi si traversa a sinistra (delicato, lama)
per entrare in una svasatura impegnativa (IV+) che si risale fino
alla crestina articolata che porta, verso destra, sotto l'ultimo
strapiombetto (III). Si supera direttamente l'ultimo breve
strapiombo (IV+, 1 chiodo, ottime maniglie) e si esce sulla
sommità dell'aereo torrione;
11
- Si segue la cresta successiva (II), quasi orizzontale ma molto
esposta, fino alla base di un piccolo gendarme strapiombante; si aggira il
gendarme a sinistra e si attacca poi una breve placchetta fessurata
delimitata da una quinta a sinistra (III) fino ad incontrare il
"Crestone di Sinistra" (sosta su alberelli);
12
- Si seguono evidenti frecce bianche per facili roccette (I, II)
fino alla base di un muretto verticale: si scala il muretto (III) e
si esce sul filo del "Crestone di Sinistra", dove oramai
questo è discontinuo;
13
- Si sale lungo il filo del crestone, costituito da massi e roccette, con
divertenti passaggi (I, II) fino alla base di una placca
fessurata di una decina di metri: la si scala nel suo centro (III+)
oppure si supera un bel diedro pochi metri a destra (IV+ e V)
fino ad uscire presso una lama rocciosa dove termina la via.
Salendo per erba, roccette e detriti (qualche passo di I) si
giunge in 5 minuti sulla vetta dell'Anticima Sud-Est del Bric Camulà.
Volgendo a destra, lungo una traccia per una ripida cresta di erba e pini
(a metà circa un passo su roccette di I) si raggiunge in 10 minuti
la vetta del Bric Camulà (818 m, doppia croce e libro di vetta, h
4,30 circa dall'attacco).
Discesa: si segue una traccia sul versante ovest che
scende per erba, pietraie e boschetti fino al sentiero della "Via Diretta
al Monte Rama"
(segnavia pallino
rosso); di qui verso sinistra fino a Sant'Anna di Lerca (h
1,00).
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| Tempo totale |
h
6,30 - 7,00 |
| Difficoltà |
D
discontinuo |
| Dislivello |
250
m circa (400 m lo sviluppo) |
| Attrezzatura |
corda
da 60 m, 5 rinvii, qualche nut e friend, cordoni per le soste, casco! |
| Ultimo sopralluogo |
maggio
2009 |
| Commenti |
Periodo consigliato: dall'autunno
alla primavera
Bella via, un po' discontinua ma
molto interessante per lunghezza e varietà dei passaggi. La qualità
della roccia è tutto sommato buona, e questo rende la via ancora più
divertente. I chiodi presenti sono pochi, ma quasi tutti dove servono. I
passaggi più impegnativi sono a mio parere quelli del 3°, 6° e 8°
tiro: a questo proposito, il muretto del 6° tiro è ad oggi non protetto,
e qui secondo me ci andrebbe un chiodo.E' comunque una via da vedere in
ottica di allenamento per vie di montagna, propedeutica alla progressione
in assenza degli spit. Consigliata vivamente!
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