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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' TITOLARE DELLA CATTEDRA DI SCIALPINISMO
CIASPOLATO DELL'UNIVERSITA' DI CAVALESE) |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014 |
| Punto
di partenza |
Dall'uscita
di Egna-Ora della A22
del Brennero si risale la statale della Valle di Fiemme deviando verso Masi di
Cavalese; oltre il paese si prosegue avendo alla propria sinistra il
torrente Avisio fino quasi ad arrivare alla frazione Lago;
qui un cartello indica sulla destra la diramazione verso la Val
Lagorai. Imboccata la strada e superato un piccolo gruppo di case (Masi
di Lagorai, 963 m) l'asfalto lascia il posto allo sterrato e a questo punto
si può decidere se proseguire a piedi oppure se impolverare la macchina
proseguendo fino a che una sbarra situata qualche chilometro oltre, non
ci costringerà all'uso forzato delle gambe!
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| Descrizione |
Inizialmente,
si segue la carrareccia che costeggia il Rio Lagorai, assai
impetuoso e ricco di acqua ad inizio stagione, si superano alcuni bivi
segnalati che conducono verso la stazione intermedia dei vicini impianti
del Cermis, fino ad arrivare ad un ponte carrabile in
corrispondenza del quale la carrareccia fa un bivio (loc. Le Mandre).
Qui occorre proseguire diritto e affrontare la parte più ripida della
strada sterrata (in alcuni punti lastricata) fino ad incontrare sulla
sinistra prima un dosso roccioso solatio e molto panoramico (cascata)
e quindi un bivio a sinistra con indicazioni per Malga Fraton.
Oramai con minor pendenza, si arriva ben presto ad un ponticello che
scavalca il Rio Lagorai nel punto in cui precipita nella bella
cascata, e ci si immette nella vasta spianata occupata dal Lago
Lagorai. La carrareccia costeggia lo specchio d'acqua sul lato
sinistro e, in prossimità della malga (1870 m), si trasforma in sentiero.
Proseguendo diritti, con moderata pendenza e su traccia sempre comoda e
ben segnalata, si risale la valle, detta il
Vallone, fino a che tabelle con indicazioni non fanno deviare
verso destra. Risalendo in costa con bel panorama sulla valle
sottostante si giunge in breve alla Forcella
del Macaco che immette nella bella valle dei Laghetti
di Bombasel. Risalendo il crinale erboso sulla destra, si riesce
ad avere una bella veduta d'insieme dei numerosi specchi d'acqua, il cui
numero varia a seconda della stagione, e del piccolo baito adiacente
(aperto, possibilità di fare fuoco). Dal
maggiore
dei laghetti, nei pressi di tabelle segnaletiche, stacca la traccia
contrassegnata con il n°
4;
il sentierino si inoltra verso la linea di cresta che congiunge il Castel
di Bombasel con il Cimon del To della Trappola, superando due
piccole vallette, dal fondo pantanoso la prima, ornata da un altro piccolo
laghetto la seconda. Salendo, belle vedute sul più alto dei laghetti e
sulla piramide rocciosa del Castel di Bombasel; giunti in 30 minuti
circa sulla cresta, la vista spazia verso la
valle dei laghetti e verso la corona di cime della sottostante Val
Moena, mentre davanti è ben chiaro il percorso
da seguire per raggiungere la croce di vetta del Cimon del
To della Trappola. Da qui la traccia prosegue, con scarsi saliscendi,
ora in costa ora in cresta fino alla salitella finale subito prima della
panoramica cima (h
1
dai laghetti) da cui si ammira la cresta
appena percorsa al termine della quale è posto il Castel di
Bombasel (2535 m). Sul
lato opposto, sempre per buona traccia, si scende in una ventina di minuti
alla stazione a monte di uno skilift e poi alla Forcella di Bombasel
(2180 m). Qui un breve canalino terroso con gradini in legno, conduce ad
un ampia mulattiera; appena imboccata, subito dopo tre pini sulla sinistra
(ometto), stacca la traccia contrassegnata con il n° 5
che, attraverso una riposta valletta, riporta alla Val Lagorai.
Inizialmente il sentiero è ben segnato e abbastanza evidente, ma più
avanti la traccia tende a perdersi e i segnavia sbiaditi e la scarsa
frequentazione non aiutano; eventualmente, per un ritorno meno
avventuroso, si può seguire la comoda carrareccia che in una ventina di
minuti riporta ai Laghetti di Bombasel e da qui, per il medesimo
percorso fatto in salita, alla malga.
Volendo
invece proseguire il giro ad anello, occorre scendere e puntare ad una ben
visibile radura dove, nei pressi dei ruderi (poco evidenti) di una baita,
il sentiero si perde in una prato di rabarbaro alpino. Ritrovati i segni
bianco-rossi (un poco distanti, dritti davanti ai ruderi) si riprende il
sentiero, che piega verso sinistra e prende a scendere moderatamente
passando attraverso piccole radure e tratti boscosi. La traccia è
nuovamente abbastanza buona e i segni, anche se sbiaditi, sono abbastanza
frequenti. Avvicinandosi sempre più ad un torrente (bellissimi gli
scivoli di roccia!) si giunge al punto in cui la traccia lo attraversa con
un ponticello che però è crollato e giace coricato su un fianco di
traverso al fiumiciattolo. Occorre guadare e, in caso di forte portata, è
bene farlo un poco più a monte, risalendo il torrente fino ad un punto in
cui questo appare suddiviso in piccoli rigagnoli, per poi ridiscendere tra
i massi muschiosi fino a ritrovare la traccia. Si entra nel bosco e il
sentiero si fa sempre più marcato fino trasformarsi in mulattiera a
tratti ancora lastricata; la pendenza aumenta e, tralasciata a destra una
deviazione (indicazioni a vernice su un grosso masso), si passa una
piccolissima radura e si giunge ad uno spiazzo dove la traccia si
trasforma nuovamente in carrareccia (arnie sulla destra). Proseguendo si
incontra una malga in fase di ristrutturazione e in breve ci si
ricongiunge con la strada della Val Lagorai che si segue fino a
ritrovare la macchina.
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| Tempo totale |
h
6,00 - 7,00 circa |
| Difficoltà |
EE
allenati |
| Dislivello |
1400 m circa
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| Ultimo sopralluogo |
luglio
2006 |
| Commenti |
Bella
e facile escursione su sentieri segnalati e senza particolari difficoltà,
solo l'ultimo tratto (segnavia n°5) è assai poco segnato.
Volendo
è possibile percorrere un buon tratto in auto (fino alla località Le
Mandre) risparmiando così un'oretta di strada e 400 metri circa di
dislivello.
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