Becco degli Slavazzi 2151 m   

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano Gruppo di Brenta

N.B.: ITINERARIO EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' TITOLARE DELLA CATTEDRA DI SCIALPINISMO CIASPOLATO DELL'UNIVERSITA' DI CAVALESE)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014

Punto di partenza Ziano di Fiemme (980 m circa), raggiungibile dall'uscita Egna-Ora dell'A22 del Brennero attraverso il Passo di San Lugano, Cavalese e la Val di Fiemme. Da Ziano, si attraversa l'Avisio e, superata la piccola frazione di Bosin, si risale fino a che è possibile, per strada asfaltata, lo splendido bosco di abeti fino ad una sbarra che, d'inverno, chiude la strada (1050 m circa, parcheggio).
Descrizione Si risale la strada asfaltata, in questo primo tratto molto ripida, che si addentra sempre più nel lussureggiante bosco: superato un tavolo con panche in posizione panoramica sulla conca di Predazzo, si attraversa un rio e si incontra, sulla destra, una diramazione stradale secondaria in corrispondenza di un cartello in legno che invita a mantener pulito il bosco (h 0,25 circa): abbandonata la via principale (vedi itinerario Forcella Sàdole), si prende la deviazione, che sale inizialmente ripida sul costone boscoso di destra. La pendenza diminuisce presto, mentre la strada effettua un lungo traversone assecondando le sinuosità della montagna. Raggiunta una valletta, con due ampi tornanti la si risale per poi rientrare nella fitta abetaia: a questo punto si abbandona il tronco principale per imboccare una traccia che, a sinistra, si mantiene sulla linea di massima pendenza e che va a ricongiungersi con la strada più in alto, dopo circa 20 minuti di salita decisa (1490 m circa, h 1,15). Si prosegue a sinistra, lungo il tracciato stradale, mai eccessivamente ripido: spesso risultano tracciate alcune scorciatoie, più erte ma che fanno guadagnare tempo. Dopo un paio di lunghissimi tornanti, con alcuni begli scorci sui dirupi meridionali del Latemar, si abbandona definitivamente la strada (1750 m circa, h 2,00) per seguire una traccia che risale più decisamente il bosco ormai rado ("Bosco di Bombesta"): con alcuni modesti saliscendi si raggiunge una vasta radura e, per un ultimo pendio ripido, si tocca la sommità del successivo cocuzzolo, sul quale sorge il piccolo Baito degli Slavazzi (1955 m, h 2,45). Il baito è sempre aperto, è dotato di stufa e stoviglie e di 4-6 posti su tavolato. Si apre la vista su Cauriol, Cardinal e su tutta la testata della Val Sàdole. Da qui, se tracciata, risulta meritevole la salita al Becco degli Slavazzi: si seguono le tracce che attraversano l'ampia radura di fronte al baito e che risalgono il pendio boscoso di fronte. Dopo un primo tratto piuttosto ripido, aggirato un promontorio il terreno spiana e si attraversano lungamente vasti boschi inframmezzati da pittoresche radure. Ripresi a salire, con numerosi tornanti si vince una vasta scarpata e si tocca un'ampia sella sullo spartiacque con la Val Castelli, poco ad Ovest della cima del Becco. Da qui si sale a sinistra (i primi metri sono molto ripidi, ma normalmente la traccia è buona) e, per successivi dossi, con vista sempre più ampia sulle cime circostanti, si tocca infine la croce di vetta del Becco degli Slavazzi (2151 m, h 0,45 dal baito). Vista veramente magnifica! Ritorno per la stessa via in h 2,00.  
Tempo totale h 5,30 - 6,00
Difficoltà E allenati
Dislivello 1000 - 1200 m circa (a seconda della praticabilità della strada da Bosin)
Ultimo sopralluogo marzo 2006
Commenti Giro piuttosto frequentato, generalmente ben tracciato e, nonostante il dislivello, tutto sommato non eccessivamente faticoso. Pecca un po' di panoramicità durante la salita, ma la veduta dalla vetta del Becco ripagherà con gli interessi! Molto carino e funzionale il baito, dove si può eventualmente far fuoco o pernottare.