Becco Alto d'Ischiator 2996 m   

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CHI C'ERA: ELISA, ILARIA, DANILO, ANDREA

CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 112

Punto di partenza Rifugio Migliorero (2100 m): per i particolari relativi all'avvicinamento, vedi itinerario Nel Vallone dell'Ischiator.  
Descrizione Dal rifugio si scende in breve sulle rive del pittoresco Lago Inferiore dell'Ischiator (2064 m) e si prende l'evidente mulattiera (segnavia P26) che oltre lo specchio d'acqua prende a risalire, con numerose svolte, il ripido pendio erboso alla base dei rocciosi Becchi di Rostagno. La salita, pur abbastanza ripida, non è mai troppo faticosa, grazie all'accortezza dell'antica tracciatura. Si giunge così presso una evidente strettoia rocciosa del vallone, dove si incontra un bivio (2350 m circa, h 0,45): tralasciata la prosecuzione della mulattiera P26 (diretta ai laghi superiori dell'Ischiator ed all'omonimo passo), si prende a destra (cartelli) una bella traccia che si inerpica ripida sulle scoscese chine d'erba e detriti della sponda sinistra orografica del vallone. La vista si apre gradatamente, e ben presto appare il circo terminale del Vallone dell'Ischiator, con la piramidale Cima del Corborant (3010 m) sullo sfondo. Raggiunto il filo di una cordonata morenica, appare in basso a sinistra la conca glaciale dove giace il doppio Lago Mediano dell'Ischiator (2410 m): proseguendo lungo le evidenti tracce (ometti) si giunge in un'ampia conca rocciosa alla base di un lungo canalone erboso. La traccia risale prima i pendii a destra, poi effettua un lungo traverso alla base di alcune paretine verso sinistra e va ad inserirsi nella parte mediana del canalone, che risale poi con numerose svolte dalla notevole pendenza. Superati i ruderi di una casermetta, si salgono gli ultimi faticosi metri che portano allo stretto e roccioso intaglio del Passo di Larìs (2744 m, h 1,30 dal rifugio) tra il Becco Alto d'Ischiator ed i più modesti Becchi di Rostagno. Sull'altro versante uno stretto valloncello (la Gola di Larìs) scivola verso l'alto Vallone del Piz: qui fino a non molto tempo fa persisteva per tutto l'anno un piccolo ghiacciaio, di cui attualmente (2007) non si trova più alcuna traccia. Da qui ci sono due possibilità per raggiungere la cima del Becco Alto d'Ischiator:

1 - La via normale: dal passo si seguono le tracce che scendono a tagliare, con ampio semicerchio, la testata della Gola di Larìs, per poi rimontare il lato opposto per estesi macereti e poche facili roccette. Superata una bastionata rocciosa, la traccia si allunga su una specie di ripiano morenico, alla base del cono roccioso terminale, che si vince attraverso un sentierino che sfrutta i passaggi migliori fra le rocce (qualche passo di I°-, facilissimo) fino all'allungata crestina rocciosa della sommità (2996 m, h 0,45 dal Passo di Larìs, h 2,15 dal rifugio).

2 - La Cresta Est - Nord Est: dal passo ci si mantiene a ridosso delle rocce della cresta del Becco Alto d'Ischiator (a sinistra), portandosi però sul versante della Gola di Larìs. Occorre fare attenzione alle rocce molto friabili ed ai tratti terrosi, che possono dare adito a rischiose scivolate. Si giunge così alla base di un modesto salto roccioso, che si supera senza via obbligata per rocce gradinate (I° - I°+) fino a sbucare sul ripiano morenico alla base del cono terminale, dove transita la via normale: per questa, in breve, in vetta (h 0,40 dal Passo di Larìs, h 2,10 dal rifugio).

Dalla cima si ha una fantastica veduta a giro d'orizzonte sulle Marittime di Valle Stura, con la Cima del Corborant in primo piano, sull'Argentera e sul Monviso. La panoramica più interessante è però quella sui sottostanti Lacs de Rabuons, in territorio francese, che vantano il più esteso lago naturale delle Alpi Marittime. Il ritorno si effettua per la stessa via in h 1,30.

Tempo totale h 4,00 circa (escluso l'avvicinamento al rifugio)
Difficoltà EE per la via normale, F per la Cresta Est - Nord Est
Dislivello 900 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2007
Commenti Periodo consigliato: giugno - ottobre

Bella e facile salita ad una delle cime più alte ed importanti della Valle Stura. Dalla cima, piuttosto frequentata, si può godere di un panorama veramente ampio ed istruttivo. Tutto sommato è da preferire la via normale, più sicura, alla cresta che, vista la cattiva qualità della roccia e la discontinuità dei passaggi, non aggiunge nulla alla già di per sè bella ascensione.