Attorno alla Croda del Becco   

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CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 031

Punto di partenza Lago di Braies (1489 m), raggiungibile da Bolzano attraverso Bressanone e la Val Pusteria; superato Brunico, si giunge a Villabassa, da dove si devia per la Val di Braies. Lasciata a sinistra la diramazione per Pratopiazza, si prosegue a destra e, superate alcune frazioncine che costituiscono l'abitato di Braies (Ferrara e San Vito), si raggiunge il Lago (parcheggi a pagamento durante la stagione estiva).
Descrizione

Dal Lago di Braies, per giungere al bivio che conduce verso il Rifugio Biella si può scegliere indifferentemente di percorrere l’una o l’altra sponda del lago (anche se, dato che il percorso termina poi sulla sponda est, per compiere il periplo completo del lago, si potrebbe decidere di percorrerne la sponda ovest); arrivati quindi alle indicazioni si comincia a salire l’ampio e poco inclinato ghiaione che scende dai rilievi del Giavo Grande (segnavia n° 1) fino a che, in prossimità di una traccia che conduce verso una sorgente, il sentiero non comincia a salire a serpentine in maniera più decisa. La traccia è tuttavia comoda, molto ben marcata ed il panorama sul lago sottostante sempre più bello (i colori sono caraibici … almeno credo, visto che i Caraibi non li ho mai visti!). Dopo l’attraversamento di una passerella e una breve discesina, si giunge ad un primo bivio (2000 m circa); si segue la traccia sulla destra (Alta Via n° 1) che, dopo un ulteriore tratto nel bosco, sbuca in un piccolo pianoro da cui si comincia ad attaccare il fianco roccioso dei rilievi attorno alla Croda del Becco. Dopo essere passati in costa sotto le rocce, si giunge ad una piccola valletta chiusa da una bastionata che si risale molto agevolmente anche con l’aiuto di qualche catena. Una volta superatala (2186 m), ci si ritrova immersi in uno strano paesaggio fatto di morbide ondulazioni composte di rocce a strati miste e zolle erbose cosparse di fiori; qui se da un lato il panorama è chiuso dalla Croda del Becco 2816 m (sulla destra), dalla parte opposta si può spaziare su parte dell’altopiano del Sennes verso il Campo Cavallo, mentre più oltre la vista arriva fino al Picco di Vallandro e alle Tre Cime. Il sentiero ora si inerpica tra le rocce di un vallone pietroso denominato Forno – Ofen (inutile dire che il nome è quanto di più azzeccato si possa pensare … alla fine del valloncello chiuso e senza un filo di vento, le camicie sudate rischiano di essere ben più di 7!!), alla fine del quale si trova la Forcella Sora 'l Forn (2388 m); da qui, oramai in vista del Rifugio Biella, dietro la piccola cappelletta votiva, stacca la traccia che conduce alla vetta della Croda del Becco. Il sentiero, senza segnavia ma perfettamente riconoscibile, sale con serpentine il fianco roccioso della montagna (bella vista sulle Conturines) in leggera esposizione per poi giungere ad un breve, ma facilissimo, tratto attrezzato con catene metalliche. Al termine della catena la traccia spiana decisamente e ometti di pietre guidano verso la croce di vetta che per lungo tratto rimane celata alla vista. Dalla vetta, il panorama è sensazionale, sia che si guardi verso il sottostante lago (esattamente a picco sotto i nostri piedi), sia che si lasci spaziare lo sguardo sulle retrostanti cime dolomitiche che si stendono a 360 gradi, dalla zona di Sesto alla vallata di Cortina fino alla Val Badia e oltre. Lasciata la vetta si ritorna sui proprio passi fino alla piccola cappelletta votiva da cui si scende brevemente fino al Rifugio Biella (2327 m), per poi seguire per un breve tratto la carrareccia quasi pianeggiante (segnavia n° 6) che percorre gli altipiani del Sennes diretta al Rifugio Sennes; si passa proprio sotto i fianchi fortemente stratificati della Croda che offre da qui una visione insolita e, in un certo senso, spettacolare. Giunti a delle frecce (2260 m – segnavia n° 23), si lascia la carrareccia per inoltrarsi nelle parte più solitaria e meno frequentata del percorso che, per prati leggermente ondulati, conduce fino alla Forcella Riodalato (Seitelbach Sharte – 2331 m): prima della forcella, si giunge ad un bivio privo di indicazioni in cui una freccia formata a terra con dei sassi segnala di tenere la destra. La traccia, anche se poco marcata, continua ad essere segnata fino a che, in prossimità della forcella, i segni ritornano ad essere più decisi e le indicazioni fanno nuovamente la loro comparsa. Dalla forcella in poi l’ambiente cambia bruscamente e ci si lasciano alle spalle i prati morbidamente ondulati (e cosparsi di marmotte) per scendere in un solitario vallone sassoso dall’aspetto assai severo, sul fondo del quale, però, ricompare ben presto la vegetazione e dove un ruscelletto invita ad una sosta risposante (con pediluvio!). Proseguendo, il sentiero scende più decisamente fino al fondovalle dove, dopo aver passato un ponte, si attraversa un ultimo tratto in piano dentro al bosco (con libidinosissima camminata su morbidi aghi di pino) prima di giungere sui prati retrostanti la Malga Val Foresta (1590 m), da cui con comoda mulattiera (segnavia n° 19) si giunge ben presto alle rive del Lago di Braies.

Tempo totale h 6,30  circa
Difficoltà E allenati, un breve tratto EE
Dislivello 1650 m circa
Ultimo sopralluogo agosto 2004
Commenti Facile itinerario su sentieri molto frequentati nella prima parte, decisamente più solitari nella seconda. Un breve, ma facilissimo, tratto attrezzato con catena poco prima della vetta della Croda del Becco.