Anello di Cima Scalieret 2889 m   

Home Catinaccio Marmolada Sassolungo e Sella Latemar Pelmo e Civetta Croda da Lago e Nuvolau Tofane Antelao Sorapiss e Marmarole Dolomiti di Sesto Fanes Sennes Braies Puez - Odle Lagorai - Cima d'Asta Col di Lana Gruppo di Bocche Pale di San Martino Gruppo del Cristallo Dolomiti d'Oltre Piave Vette Feltrine e Monti del Sole Bosconero - San Sebastiano

N.B.: ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI)

CARTINA CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06

FOTOPERCORSO

Punto di partenza Rifugio Gardeccia (1949 m), raggiungibile da Pera di Fassa con servizio taxi di pulmini oppure a piedi, lungo la comoda carrozzabile sterrata. O ancora, in alternativa, dal Rifugio Ciampedie (1998 m) in h 0,45 per un comodo e pianeggiante sentiero nel bosco. I puristi possono salire a piedi al Ciampedie da Vigo di Fassa in h 1,30 di faticosa ascesa.
Descrizione Si segue la larga carrareccia che risale, in moderata salita, il ripiano, passa accanto al Rifugio Stella Alpina e, con un paio di più decisi tornanti fra i mughi, supera una breve bastionata. In falsopiano, la carrareccia segue per un tratto il corso del Rio di Soial, fino a portarsi ai piedi del salto roccioso su cui, già da lontano, si staglia contro il cielo la curiosa sagoma del piccolo Rifugio Preuss. La strada si porta allora sui ripidi pendii detritici di sinistra, alla base dell'impressionante parete orientale del Catinaccio, nerastra e repulsiva. Con un ampio tornante, di nuovo in ripida salita, la strada taglia poi il fianco della valle e, lasciato a sinistra lo stacco della traccia n° 541 per il Col di Barbolada ed il Passo delle Cigolade (vedi anche itinerario Sentiero Attrezzato del Passo Santner), con alcune svolte raggiunge il bel ripiano su cui sorge il grande Rifugio Vajolet (2245, h 0,45 da Gardeccia). Su un dosso poco distante si trova il già citato Rifugio Preuss. Da qui si apre la vista sulla testata della Valle del Vajolet. Trascurato lo stacco del sentiero n° 542s diretto alla Gola del Gartl ed al Passo Santner, si prosegue lungo il fondovalle, lungo il ben marcato sentiero n° 584: si trascura quasi subito a destra una diramazione diretta al Passo delle Pope (ind. per Sentiero Don Guido) e si prosegue, rimanendo alti rispetto al rio, nel vallone principale. Tagliati alla base i vasti ghiaioni che scendono dallo stretto Passo del Vajolet (2549 m), si raggiunge la prativa testata della Valle del Vajolet: con un'ultima serie di tornanti fra i vasti ghiaioni, si raggiunge la sella detritica del Passo Principe (2601 m, h 1,00 dal Rifugio Vajolet), tra la Cima Piccola di Valbon (2802 m, a sinistra) ed il più imponente Catinaccio d'Antermoia (3004 m, a destra). Sul valico sorge il piccolo Rifugio Passo Principe, nel settembre 2006 in fase di ristrutturazione. Bel panorama verso il Catinaccio. Trascurato il sentiero che, oltre il passo, scende nei ghiaioni nella profonda Conca del Principe ed in Valle del Ciamin, le labili tracce dirette alla Forcella Piccola di Valbon (vedi anche itinerario Cima Piccola di Valbon) e lo stacco a destra della ferrata per il Catinaccio d'Antermoia (vedi anche itinerario Catinaccio d'Antermoia e Cima Scalieret), si prosegue sul ben segnato sentiero n° 584 che, con decisa svolta a destra, risale i ripidi ghiaioni alla base della verticale parete del Catinaccio d'Antermoia. Raggiunta una sella ghiaiosa, che costituisce un "finto valico" (magnifiche vedute su Catinaccio, Torri del Vajolet e Valbon), si taglia dall'alto una profonda conca detritica dominata dal Catinaccio d'Antermoia e, sull'altro versante, dalle cime del Larsec (2889 m) e Scalieret (2889 m), e si raggiunge in breve l'ampia insellatura del Passo d'Antermoia (2770 m, h 0,30 dal Passo Principe). Appare, sull'altro versante, la solitaria conca di Antermoia, dominata dalla Croda dei Cirmei e dai Molignon. Si abbandona qui il sentiero, diretto al Lago di Antermoia ed all'omonimo rifugio, per prendere una labile traccia sulla destra che, pianeggiante, taglia un breve pendio roccioso (qualche banale roccetta). Più avanti la traccia si immette su di un più largo sentierino, proveniente direttamente dal "finto valico" (più faticoso), e raggiunge con breve salita le facili roccette che adducono all'evidente Passo Scalieret (2789 m, h 0,10 dal Passo d'Antermoia): sull'altro versante, i vasti ghiaioni scivolano ripidi nella selvaggia Valle del Larsec. Il sentierino, sempre ottimamente tracciato, volge invece a destra e, scavalcato un dosso detritico, attacca direttamente la lunga, rettilinea cresta di Cima Scalieret: per percorso più che evidente, la traccia risale le ghiaie proprio sul filo (vedute sempre più spettacolari su Catinaccio e Torri del Vajolet). Superate alcune modeste roccette, si risale l'ultimo pendio detritico fino alla grande croce di vetta (2889 m, h 0,30 dal Passo Scalieret, libro di vetta). Panorama veramente unico, oltre che sul Catinaccio, anche sul Sottogruppo del Larsec, in particolare sulla tormentata cresta Pala di Mesdì - Gran Cront del Larsec. La discesa si può effettuare, oltre che lungo l'itinerario di salita, con la buona variante del Sentiero Don Guido, recentemente risegnalata, anche se in maniera non proprio ottimale. Dalla cima si scende dunque a destra (verso il ben visibile Passo delle Pope): inizialmente le ghiaie sono molto ripide e friabili, e richiedono un po' d'attenzione, poi la traccia si fa marcata ed evidente. Con numerosi tornanti si perde velocemente quota: belle vedute sulla fronteggiante Cima delle Pope (2768 m), costituita da tre vicini testoni rocciosi, nonchè sulla sottile, arditissima cresta della Palaccia. Raggiunto il Passo delle Pope (2720 m, h 0,15 dalla cima), si trascurano le tracce che scendono a sinistra, in Valle del Larsec, verso la Forcella delle Pope ed il Passo delle Scalette (possibile collegamento col Sentiero Bepo da Medìl), e si prosegue a destra, seguendo gli abbondanti segni rossi del Sentiero Don Guido. A questo proposito, va segnalato che spesso conviene tralasciare i bolli di vernice, che rimangono comunque sempre in vista, per preferire le tracce segnate dai vecchi ometti di pietre, sicuramente più comode ed "intelligenti". Disceso un vasto e ripido pendio detritico (qualche sporadica roccetta, facile), ci si ritrova su un ampio ripiano, alla base delle ripide pareti occidentali della Cima delle Pope. Scesi ad un successivo ripiano erboso, si taglia diagonalmente verso sinistra per imboccare un erto ed angusto canale di rocce nerastre che, molto ripidamente, consente di discendere l'ultimo verticale risalto fin sulla sponda del Rio di Soial, proprio di fronte al ripiano su cui sorgono i rifugi Vajolet e Preuss. Con breve semicerchio verso destra si attraversa il rio prima dell'incassata forra in cui precipita, e si risale dall'altra parte fino ai rifugi (h 1,15 dal passo). Di qui nuovamente al punto di partenza (h 0,30). 
Tempo totale h 5,00 - 5,30
Difficoltà EE
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo settembre 2006
Commenti Periodo consigliato: luglio - settembre

Magnifico giro, noto e frequentato, ad una cima non molto ardita ma panoramicamente eccezionale. Interessantissime vedute su tutti i sottogruppi del Catinaccio, ma anche sugli altri più lontani gruppi dolomitici. Facile e ben segnata. Sicuramente da consigliare!