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| N.B.:
ITINERARIO STUDIATO ED EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI) E DI FRANCO, INDIGENO FASSANO |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 06 |
| Punto
di partenza |
Passo di San
Pellegrino (1919 m), raggiungibile da Moena (Val di Fassa)
risalendo la Val San Pellegrino con moderate pendenze, oppure da Cencenighe
(Val Cordevole) attraverso Canale d'Agordo, Caviola e
Falcade (Valle del Biois, ultimo tratto molto ripido). Dal
passo, scendendo per circa 200 m verso Falcade, si prende una
stradetta verso sinistra che, attraverso ondulazioni prative, raggiunge in
breve l'isolato Albergo Cima Uomo (1940 m circa, parcheggio). |
| Descrizione |
Si prende la
grande pista da sci che dall'albergo si dirige verso sinistra, supera un
piccolo rio (laghetto) e risale ripida gli ampi pendii prativi della Campagnaccia. Raggiunto un bivio, si trascura la continuazione della pista
per prendere una sterrata a sinistra che con alcune svolte raggiunge il
poggio dove sorge il Ristorante Paradiso. Qui sorgeva la
stazione di arrivo della Seggiovia Costabella, ora dismessa. Si
prosegue dunque sul largo sentiero 604,
che attraversa i dolci dossi erbosi della Campagnaccia, in vista
della rocciosa Cresta di Costabella. Ad un bivio, si prende il
sentierino segnato di destra, che risale dapprima una valletta sassosa e
poi il filo di un costoncino erboso fino alla base del canale detritico
finale: risalitolo con alcune svolte, si raggiunge l'insellatura del Passo
delle Selle (2529 m, h 1,30).
Il vecchio caratteristico rifugio in legno ha lasciato il posto ad una
moderna costruzione in muratura visibile già da lontano, e che a
tutt'oggi (2005) risulta ancora inagibile. La vecchia capanna è comunque
stata spostata poco più a valle, su un ripiano detritico che guarda la Val
dei Monzoni, ed è aperta con servizio di ristoro. A questo punto si
prende il sentiero (cartelli) che sale a destra lungo la linea di cresta
del Piccolo Lastei, ed inizia il percorso dell'Alta Via Bepi Zac,
che percorre i vecchi sentierini austriaci della I° Guerra Mondiale: si
passa quasi subito presso un'interessante caverna con postazioni, per poi
risalire con numerose svolte fra i detriti il ripido fianco della
montagna. Alcune banali corde fisse permettono di guadagnare la panoramica
vetta del Piccolo Lastei (2687 m, h 0,30):
bella veduta sulla vicina massiccia Punta
dell'Ort (2690 m). Si
scende ora ad un'ampia insellatura di cresta, oltre la quale si risale per
detriti e qualche facile roccetta alla cima del Grande Lastei (2713
m, h 1 dal passo). La traccia
segnalata, senza toccare la vetta, porta all'imbocco di una breve galleria
di guerra che porta direttamente sul versante Est della montagna. Da qui
in poi l'itinerario si fa leggermente più impegnativo, pur rimanendo
comunque facile: attraverso un divertente e vario percorso sul filo di
cresta, sfruttando cenge, ponticelli e gallerie di guerra, si taglia
dall'alto tutto il solitario anfiteatro detritico della Ciamorciaa,
fino ad una più ampia forcella alla base della piramide terminale della Cima
di Campagnaccia. La traccia risale un pendio di mobili detriti, tocca
l'ardita "Postazione dei Bavaresi" e raggiunge in breve
la sommità (2737 m, h 2 dal passo,
croce di legno). Magnifica veduta su Val San Nicolò e Marmolada,
e dall'altra parte sulla Catena di Bocche. Si scende a questo punto
dall'altra parte per un ampio e dolce pendio erboso e detritico (Banc
di Campagnaccia) fino al punto di massima depressione, da dove un
sentierino segnato scende per ghiaioni al Passo San Pellegrino
(segnalazione "via di fuga"). Proseguendo per la ferrata,
invece, si risale senza difficoltà il facile pendio sassoso e, per alcune
roccette, si raggiunge la vetta della Cima di Costabella (2759 m, h
0,30 dalla Cima di Campagnaccia), punto più alto del
percorso. A sinistra, oltre una rocciosa selletta, si notano le roccette
sommitali del Sass da Lastei. Discesi dalla cima, si transita
accanto ad un pozzo di contromina e ci si cala poi per un corto canalino
roccioso fino ad un colletto. Si risale allora una ripida scala di legno e
si taglia poi espostamente la successiva crestina (corda) fino all'imbocco
di una scura galleria di guerra: vi si entra e, seguendo attentamente i
segnavia (torcia elettrica), se ne esce sul versante di San Pellegrino,
al sommo di un'erta paretina che scivola su un ripido canalone. Si scende
in diagonale per strette cenge attrezzate (esposto) e, oltre un'ultima
breve galleria, si riesce ad una forcella sassosa. Si attraversa ora, sul
versante San Nicolò, una specie di altopiano detritico dove
abbondano trincee, resti di postazioni e gallerie: qui sorgeva un grosso
baraccamento austriaco. Si raggiunge così la selletta alla base del Sasso
di Costabella, ardito roccione sul quale spicca, poco sotto la vetta,
una grossa finestra artificiale. Da qui due possibilità:
- proseguire per il sentierino che aggira il Sasso di Costabella
e raggiunge in breve la Forcella del Ciadin (2664 m, h
3,00 dal Passo delle Selle);
- giunti sotto il Sasso, si risale il canalino fra questo ed un
avancorpo (corde fisse) e, per un ponticello di legno, si raggiunge la
caverna da cui ci si affaccia al finestrone del Sasso; nell'estate
2005 all'interno della caverna era allestita una interessantissima
mostra fotografica sulla Grande Guerra. Ritornati all'aperto, si
risale ancora per breve tratto il canalino, fino alle roccette
sommitali del Sasso di Costabella, dove sorge un osservatorio.
Si scende poi per alcune roccette verso Est fino ad un tetro
canale-camino, che si discende lungo un sistema di scale e ballatoi in
legno per uscire sui facili pendii detritici che conducono in breve
alla Forcella del Ciadin (2664 m, h
3,20 dal Passo delle Selle).
Qui termina il 1° tronco della ferrata (vedi anche itinerario Alta
Via Bepi Zac - 2° tronco): non resta ora che seguire a destra la facile traccia sui ghiaioni che
fa perdere velocemente quota (alcuni tagli diretti nella parte alta sono
di dubbia utilità); raggiunti i prati inferiori, si superano due
successivi gradini erbosi e, attraverso rigogliosi ripiani pascolivi, si
ritorna al dosso dove sorge il Ristorante Paradiso. Di qui, in
breve, nuovamente all'Albergo Cima Uomo (h
1 dalla Forcella del Ciadin).
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| Tempo totale |
h
5,30 - 6,00 |
| Difficoltà |
EE
allenati |
| Dislivello |
1000
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
luglio
2005 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: luglio - settembre
Interessantissima gita sui percorsi della
Grande Guerra: una intelligente sistemazione delle postazioni fa si che
all'interesse storico faccia seguito anche il divertimento per alcuni
passaggi divertenti, anche se mai difficili. Panorami stupendi.
Frequentato. Conviene essere muniti di torcia elettrica per evitare
dolorose capocciate nelle gallerie.
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