All'Alpe di Tires   

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N.B.: ITINERARIO EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO STAMBECCO DELLE DOLOMITI, NONCHE' TITOLARE DEL SITO METEOPIERMA)

Cartina stradale

Cartina escursionistica

Punto di partenza Campitello di Fassa (1414 m), bel paesino sito nella parte superiore della Val di Fassa, poco prima della conca di Canazei. All'altezza del centro commerciale si segue, sull'altra sponda del Rio Duròn, una strada asfaltata che in salita giunge ad un piccolo parcheggio (qualche problema in caso di abbondanti nevicate). 
Descrizione Dal parcheggio si segue la strada, che si inoltra nella strettoia iniziale della Val Duròn, in uno scuro bosco; si raggiunge presto un ponte sul Rio Duròn, dopo il quale la strada ha una brusca impennata, e si inizia a risalire il fianco sinistro della valle. Con ripida salita, la strada segue per un tratto l'orlo della profonda forra in fondo alla quale scorre il torrente, con begli scorci sulla serie di spumeggianti cascate; alle nostre spalle, tra i fianchi boscosi, appare l'ardita sagoma del Gran Vernèl (3210 m). Dopo h 0,30 di faticosa marcia, la strada diminuisce la pendenza, mentre si raggiungono le poche baite di Pozates (1600 m circa): la valle si allarga un po', e si fanno più frequenti i tratti scoperti, che consentono di osservare i dirupi ed i ripidi pendii che scendono dal Ponsin (2283 m, a sinistra). Giunti a Sofos (1796 m, h 0,50), la strada supera di lato un colle boscoso e, con un'ultima rampa, raggiunge una zona molto aperta ricca di pascoli dove, al centro della valle, sorge la bella costruzione del Rifugio Micheluzzi (1820 m, h 1,20). Splendida veduta sulla testata della valle, con l'imponente muraglia rocciosa del Molignòn. Di qui il percorso, generalmente ben tracciato, prosegue lungo il piatto fondovalle, attraverso una serie di gruppi di baite veramente pittoreschi; da destra incombono le rocciose muraglie del Gruppo del Sassolungo, mentre a destra la dolce dorsale divisoria con la Val di Dona lascia gradualmente spazio alle imponenti cime rocciose del Gruppo del Catinaccio, con l'ardita Croda del Lago e l'alta cresta del Molignòn. Giunti al termine del tratto in piano (h 2,15), presso un'ultima baita, la traccia prende a risalire gli arrotondati mammelloni nevosi in vista della cresta dei Denti di Terrarossa, che sbarra la valle. Superata la Malga Docoldaura (2046 m), le tracce conducono ai dossi superiori, con vedute sempre più ampie sulle cime circostanti; raggiunto con un ultimo traversone l'ampio Passo Duròn (2168 m, h 3,20), la vista si apre anche sugli ampi altopiani dell'Alpe di Siusi. Risalito un altro dosso e ridiscesi da un ripido pendio, si entra nella strozzatura finale della valle, che si risale più ripidamente tra erte paretine rocciose e, giunti alla base dell'ultimo pendio, lo si risale con un ampio tornante fino alla sella del Passo dell'Alpe di Tires (2440 m, h 4,30). Sull'altro versante, a poca distanza, sorge il bel Rifugio Alpe di Tires (di solito chiuso d'inverno). Bella vista sugli incombenti Denti di Terrarossa, sul Sassolungo e sul versante di Val del Ciamìn. Ritorno per la stessa via in h 2,15
Tempo totale h 7 - 7,30
Difficoltà E allenati
Dislivello 1100 m circa
Ultimo sopralluogo gennaio 2004
Commenti Splendida risalita, molto lunga ma anche molto pittoresca, attraverso una delle valli più belle delle Dolomiti. Tutto sommato poco frequentata, causa la lunghezza, preferendo gli escursionisti i più veloci approcci dal versante Alpe di Siusi.