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| N.B.:
ITINERARIO E RELAZIONE A CURA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI) |
CARTINA
CONSIGLIATA: Tabacco 1:25.000, FOGLIO 014 |
| Punto
di partenza |
Il bivio che porta
verso il Lago di Lagorai e l'omonima valle si raggiunge lasciando
la statale della Valle di Fiemme deviando verso Masi di
Cavalese; oltre il paese si prosegue avendo alla propria sinistra il
torrente Avisio fino quasi ad arrivare alla frazione Lago;
qui un cartello indica sulla destra la diramazione verso la Val
Lagorai. Imboccata la strada e superato un piccolo gruppo di case (Masi
di Lagorai) l'asfalto lascia il posto allo sterrato e a questo punto
si può decidere se proseguire a piedi oppure se impolverare la macchina
proseguendo fino a che una sbarra situata qualche chilometro oltre, non
ci costringerà all'uso forzato delle gambe!
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| Descrizione |
Imboccata
dunque la strada che risale tutta la valle formata dal Rio Lagorai,
si procede lungo la carrareccia mantenendosi sempre sulla sinistra del rio
che, ricco d’acqua, scorre spesso su lisce placconate rocciose, sorta di
toboga naturali.
Sempre
seguendo la carrareccia principale, si superano alcuni bivi segnalati (per
Doss dei Laresi) e si giunge, nei pressi di un ponte sulla
sinistra, ad un parcheggio e alla sbarra che vieta l’accesso ai veicoli
non autorizzati. Qui si trovano anche segnalazioni per Bombasel,
pittoresco avvallamento su cui si aprono diversi piccoli laghetti; volendo
compiere un giro ad anello, si può dunque seguire tale deviazione (nella
parte alta segnavia vecchi e poco evidenti e ponticello crollato), per
poi, una volta giunti ai laghetti e superata una forcelletta, scendere nel
valloncello sottostante fino a rintracciare le indicazioni per la valle
dei laghetti e i Laghetti di Lagorai.
Nel
caso in cui, invece, si disponga di meno tempo, si può appunto scegliere
di effettuare sia in salita sia in discesa il medesimo percorso risalendo
direttamente la Val Lagorai.
Lasciato
dunque alle spalle il parcheggio, la carrareccia subisce una notevole
impennata quanto a pendenza; si incrociano taluni tratti selciati (alcuni
di origine militare) e, al termine di uno di essi, in prossimità di
cartelli con indicazioni per Malga Fraton (possibilità di
ritornare all'abitato di Lago per altro sentiero), si apre sulla
sinistra uno spiazzo erboso da cui si gode una bella veduta sul salto
d'acqua che il Rio Lagorai compie giusto in uscita
dall’omonimo lago.
Proseguendo
il cammino, dopo un ulteriore strappo e dopo essere passati accanto ad una
parete nerastra da cui gocciola in continuazione acqua, il sentiero
comincia a spianare e in breve si è all’ingresso della piana
su cui trova posto il bel Lago Lagorai e l’omonima malga (aperta,
stanze con pagliericci e possibilità di fare fuoco – utilizzata in
estate dal legittimo pastore, credo).
Sempre
seguendo la carrareccia, che ora costeggia il lago, si giunge alla malga e
ad una serie di cartelli; sulla sinistra si va alla vicina Forcella
Cadinello che mette in comunicazione con la Val Cavelonte,
mentre proseguendo diritti si risale il cosiddetto Vallone verso i Laghetti
di Lagorai, Bombasel e il Cermis, oppure verso la Forcella
di Val Moena.
Proseguendo
appunto diritti, la carrareccia diventa ben presto mulattiera
(sopravvivono a tratti le tracce di un lastricato di origine militare), si
risale il bel
valloncello tenendosi alla sinistra del rio che scende dalla sovrastante
valle dei laghetti; volgendosi indietro si ha un bel colpo d'occhio sul lago
e sulla malga Lagorai. Dopo circa una mezz’ora si giunge in
prossimità di un bivio; occorre piegare a sinistra e risalire una
valletta laterale; la vegetazione gradatamente scompare e ci si ritrova
ben presto in un mondo popolato solo di sassi e pietroni, dove anche le
vette che contornano il valloncello, più che cime vere e proprie,
appaiono piuttosto come disordinati mucchi di pietre variamente
accatastate le une sulla altre.
Continuando
dunque lungo il sentiero, sempre evidente e ben segnalato, si procede in
moderata salita, si scende brevemente per attraversare un punto il cui il
rio si impaluda e dopo circa 15 minuti si è in vista dei due bei Laghetti
di Lagorai.
Lo
scenario è particolare, l’affollamento mai eccessivo e le acque basse e
dalla temperatura mai proibitiva, invitano se non proprio ad un tuffo,
almeno ad un corroborante pediluvio!
Per
il ritorno, occorre ritornare sui propri passi fino a reimmettersi nel
vallone principale e da qui o tornare alla Malga Lagorai e
ridiscendere per la carrareccia seguita all’andata, oppure salire ai Laghetti
di Bombasel (vedi itinerario Ai
Laghi di Bombasel) per poi ritornare alla carrareccia seguita in
salita nei pressi della sbarra e del parcheggio.
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| Tempo totale |
h
5,00 se
si va e si torna dalla Val Lagorai, h 7,00 se
si fa il giro da Bombasel |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1300
m circa (più altri 200/300 con ritorno da Bombasel) |
| Ultimo sopralluogo |
giugno
2006 |
| Commenti |
Periodo
consigliato: maggio - ottobre
Rispetto alle spettacolari forme
delle vicine dolomiti, la catena del Lagorai passa quasi in secondo piano ...
ma camminando tra i boschi che ne ricoprono le pendici, si scopre una
dimensione ugualmente affascinante ... meno appariscente, più
nascosta, ma selvaggia, aspra, forte e desolata in maniera accattivante. |
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