Al Lago del Pizzo 2073 m   

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CARTINA CONSIGLIATA: IGC 1:50.000, FOGLI 15 E 08

IL PIZZO D'ORMEA DALLE CASE DI CHIONEA

Punto di partenza Ormea (719 m), raggiungibile da Ceva (uscita A6 Torino - Savona) attraverso la bella strada che risale la Val Tanaro, superando Bagnasco, Priola e Garessio. Raggiunto l'abitato (36,5 km circa da Ceva), si attraversa la piazza principale e si prende a sinistra la stretta strada che risale il bel bosco di castagni. Trascurata la diramazione per Chioraira, si prosegue sul ramo di destra che, con numerosi tornanti, raggiunge infine la caratteristica frazione di Chionča (1102 m, 5 km), adagiata sul solatėo costone da cui si origina la lunga Costa Valcaira. Si parcheggia l'auto presso la piccola chiesa. 
Descrizione Proseguendo in salita a destra della chiesa, si giunge in breve al termine delle case, presso uno spiazzo (cartelli): si prende allora la mulattiera che, verso destra, risale tra prati ed orti, incassata tra due muretti a secco e rozzamente lastricata, fino all'ampia sella erbosa della Colla di Chionča (1231 m, h 0,15), che mette in comunicazione il Vallone degli Archetti con la Val d'Armella. Si trascurano a questo punto le tacche rosse che, proprio sul filo della Costa Valcaira, indicano la via normale al Pizzo d'Ormea (vedi itinerario Pizzo d'Ormea) per seguire l'ampia e pianeggiante mulattiera che taglia, alta sul versante della Val d'Armella, le pendici delle rocciose Rocche Butti. Dalla mulattiera si hanno vedute molto interessanti sulla sottostante frazione di Valdarmella e sul settore di cime Rocce di Perabruna - Monte Antoroto: inoltre, lungo il percorso si incontrano ogni tanto caratteristiche rustiche costruzioni (i "casā"), un tempo utilizzate dai valligiani quali occasionali ripari durante lo sfalcio ed il trasporto del fieno. Dopo circa 4 km di percorso pressochč in quota (h 0,45), la mulattiera doppia un costone all'altezza di una selletta rocciosa, oltre il quale inizia una poco accentuata discesa: non bisogna farsi ingannare e proseguire lungo l'evidente mulattiera principale, ma dalla selletta (il luogo localmente č denominato "Colletto") si deve seguire per breve tratto il filo del costone, lungo un piccolo e poco visibile sentierino. Oltre un boschetto il sentiero diviene nuovamente larga mulattiera, che taglia con costante salita ("la Montā") tutto l'ampio pendio erboso discendente dalla sovrastante Costa Valcaira. La mulattiera porta ad un'altra sella erbosa, dove sorge una ben conservata "casā" (h 1,15): da qui ci si affaccia sullo svolgimento superiore della Val d'Armella, con i ripidi pendii della Punta dei Termini (2086 m) e della Cima Ferrarine (2241 m). La mulattiera prosegue oltre la sella, alternando tratti pianeggianti ad altri in moderata salita, fino all'altezza del Rio d'Armella: guadato il rio, si offrono due possibilitā, a seconda del grado di innevamento. 

1 - Se non c'č neve, si prosegue sulla mulattiera, che raggiunge i pittoreschi Prati Mazza, si trascura pių avanti la diramazione diretta alla Colla dei Termini e, per tracce (tacche rosse sul terreno), si effettua un grande arco verso sinistra entrando nel circo superiore della Val d'Armella. Di qui, per prati e detriti, si risale un pendio pių ripido e, attraverso un ultimo breve canalino, si esce nella pittoresca conca dove giace il Lago del Pizzo (2073 m, h 3,30), ai piedi della possente nerastra muraglia settentrionale del Pizzo d'Ormea.

2 - Se l'innevamento č buono o discreto, invece, si segue per breve tratto il rio per poi attaccare, appena possibile, i ripidi pendii a sinistra. Risalita con fatica l'erta scarpata, si esce su di un dosso dal quale appare, imponente, il versante Nord del Pizzo d'Ormea. Si taglia a questo punto in lieve salita tutto l'ampio pendio cosparso di grossi massi in direzione della evidente bastionata che sorregge la conca del Lago del Pizzo: si risale la bastionata lungo un ripido pendio nevoso, si supera un colletto con alcuni alberi e, per un'ultima valletta ed un canalino, si sbuca sul margine della conca del Lago del Pizzo (2073 m, h 4,00), spesso ghiacciato fino a stagione inoltrata. Il versante Nord del Pizzo domina incontrastato il paesaggio.

Per il ritorno, se c'č neve conviene rientrare per la via seguita in salita (h 2,00 circa), altrimenti si puō anche seguire una traccia che risale i ripidissimi pendii a sinistra del Pizzo d'Ormea e che si ricongiunge al sentiero della via normale poco a monte del Rifugio Valcaira (vedi itinerario Pizzo d'Ormea). 

Tempo totale h 6,00 - 6,30 circa
Difficoltā E allenati, con neve EE
Dislivello 1000 m circa
Ultimo sopralluogo marzo 2007
Commenti

Periodo consigliato: marzo - aprile e settembre - ottobre

Itinerario lungo e poco conosciuto, ma che porta ad attraversare luoghi e valloni eccezionalmente solitari e selvaggi. Le indicazioni e la segnaletica latitano alquanto, ma con un po' di intraprendenza non ci sono problemi: anzi, forse č proprio anche il gusto della ricerca della via giusta che rendono l'itinerario particolarmente meritevole. L'esposizione a Nord della parte alta fanno si che le condizioni di innevamento siano normalmente buone.