|


| N.B.:
ITINERARIO EFFETTUATO IN COMPAGNIA DI ANNA PIERMARTINI (DETTA ANCHE LO
STAMBECCO DELLE DOLOMITI, OGGI IN TRASFERTA, NONCHE' TITOLARE DEL SITO
METEOPIERMA) |
CARTINA
CONSIGLIATA: IGC 1:25.000, FOGLIO 114 |
| Punto di partenza |
Pian delle Gorre (1044 m),
raggiungibile da Mondovì (Autostrada A6 Torino - Savona) attraverso
Beinette, Chiusa Pesio e l'omonima
valle, superando nell'ultimo tratto l'antico edificio della Certosa di
Pesio (859 m), del 1173. |
| Descrizione |
Dal Pian delle Gorre
(parcheggio, accesso regolamentato nel mese di agosto), si imbocca
(indicazione) la strada sterrata che sulla sinistra sale con pendenza
moderata, tagliando alla base i pendii che scendono dalla Punta
Bartivolera (1957 m). Superata la caratteristica cascatella del Rio
di Sestrera, si raggiunge uno spiazzo con tabella indicatrice (h
0,20): proseguendo sulla strada per una trentina di metri,
superato il rio presso la
bella cascata denominata "Il Salto", che dà il nome
all'omonimo vallone, la strada proseguirebbe in direzione del Gias
degli Arpi. Dallo spiazzo, comunque, si prende il sentiero che si
inerpica nel bosco con ripidi tornanti, fino ad uscire nella radura dove
sono siti gli edifici, recentemente ristrutturati, del Gias Sottano di
Sestrera (1331 m, h 0,45). Di qui, lasciata sulla destra la traccia
che, attraverso alte erbe, conduce all'imbocco del Vallone del
Marguareis, si entra ancora nel fitto bosco, dove altri tornanti
consentono di guadagnare quota; raggiunto il Pian delle Vipere
(1660 m, h 1,30), la vista si apre sull'imponente cresta calcarea del Marguareis,
che con i suoi 2651 m è la più alta vetta delle Alpi Liguri. Superato un
pendio di rododendri, si raggiunge il Gias Soprano di Sestrera
(1842 m, h 2), da dove si rende visibile, in alto sulla sinistra,
l'avveniristica struttura del Rifugio P. Garelli
(1990 m).
Un'ultima salita conduce sul ciglio del Pian del Lupo, dove, su di
un poggio, è collocato il Rifugio (h 2,20). Dal
rifugio, splendida vista sulla immensa bastionata calcarea che costituisce
la parete Nord del Marguareis. Trascurata la traccia che sulla sinistra si inerpica verso il
valico di Porta Sestrera (2226 m), si prende il sentiero che
scavalca un costone e, in saliscendi, conduce al piccolo e pittoresco Laghetto
del Marguareis (h 0,10 dal
rifugio), ai piedi della fiumana di detriti scendente dall'orrido Canalone
dei Genovesi. Lasciato il laghetto, si imbocca il bel sentiero
(segnavia H1 e
GTA) che scende per le successive balze del pittoresco
Vallone del Marguareis, la cui fiancata sinistra è costituita dalla
grandiosa successione di pareti calcaree della cresta del Marguareis. Dopo
un primo bel prato con massi, una ripida discesa porta al ripiano
detritico dove sorgono le due piccole costruzioni del Gias Soprano del
Marguareis (1721 m, h 0,30 dal rifugio). Un altro ripido strappo in
discesa conduce in una verde valletta, che sbocca in basso in un ameno
ripiano prativo cosparso di massi, alla base del Castello delle Aquile
(2513 m) e della Cima Scarason (2352 m). Qui si abbandona il segnavia
H1
per prendere l'evidente H7 (cartelli), che
risale molto
ripidamente i pendii detritici alla base della cresta del Marguareis.
Giunti alla base di una paretina rocciosa, il sentiero prende a tagliare a
mezzacosta con salita costante ma meno impegnativa, fino ad immettersi
nella piccola valletta erbosa che fa capo all'evidente insellatura del
Colle del Prel Superiore. Superato un panoramico poggio (veduta
spettacolare sull'alto Vallone del Marguareis
e su tutta la cresta del Marguareis) si risale in breve la valletta, si
supera una prima insellatura e, con un'ultimo traversone, si raggiunge
l'ampia sella erbosa del Colle del Prel Superiore (1946 m, h 1,45 dal
rifugio). Bella veduta sull'ardita parete della Testa del Duca (2052 m),
nonchè sulla zona delle Carsene (Cima della Fascia - Rocce del Cros),
sulla costiera Vaccarile - Mirauda e, oltre lo sbocco della
Val
Pesio, su tutta la pianura cuneese. Trascurata la rovinata rotabile
ex-militare che porterebbe in breve al vicino Passo del Duca, si prende un
comodo sentiero (segnavia H10)
che taglia i pendii erbosi alla testata del profondo
Vallone degli Arpi: con breve discesa, si tocca un'altra ampia sella
erbosa, il Colle del Prel Inferiore (1856 m, h 2 dal rifugio), eccezionale
punto panoramico, da cui si prosegue lungo il tracciato della incompiuta
rotabile ex-militare proveniente dal Salto e diretta alla Conca delle
Carsene. Questa taglia con lunga serie di tornanti il vallone, dapprima
a sinistra, poi a destra: forte è il contrasto tra i tornanti,
ottimamente tracciati con imponenti opere di muratura a secco, ed i tratti
di raccordo rettilinei, ridotti ad esigua traccia. Attraversato un
boschetto, la rotabile scende con altri tornanti una balza ai piedi delle
ripide pareti della Testa del Murtel (2066 m), proseguendo poi la
discesa (alcuni tratti in frana) fino all'ampia radura del Gias degli
Arpi (1435 m, h 1 dal Colle del
Prel). Da qui due possibilità per tornare a Pian delle Gorre:
o proseguire lungo la rotabile ex militare che taglia in costa i fitti
boschi di abeti e poi scende fino al Salto (h
0,45, percorso però poco panoramico), oppure scendere per un
sentiero nel bosco (cartello) che con alcuni tornanti perde velocemente
quota. Raggiunta una larga mulattiera (a sinistra il sentiero prosegue in
breve verso la parete rocciosa da cui scaturiscono, in Primavera, le
cascate del Pis del Pesio), si prosegue la discesa verso destra
(qui alquanto ripidamente) e, attraversato un boschetto di splendidi faggi
secolari, si esce nell'ampia radura erbosa dov'è sito il Gias Fontana
(1218 m, h 0,20 dal Gias degli Arpi).
Trascurato il sentiero per il Passo Baban, si prosegue in discesa
lungo il vallone, si trascura sulla sinistra lo stacco della traccia N11
per il Colle Vaccarile (attenzione, nessun cartello!) e si prosegue
lungo il corso del Pesio fino al ponticello presso il quale sorge
l'Osservatorio Faunistico del Parco Naturale. Senza
attraversare il ponte, si prosegue lungo il largo sentiero che, con
un'ultimo tratto in decisa salita, riporta a Pian delle Gorre (h
0,30 dal Gias Fontana). |
| Tempo totale |
h
6,00 circa |
| Difficoltà |
E
allenati |
| Dislivello |
1500
m circa |
| Ultimo sopralluogo |
ottobre
2004 |
| Commenti |
Periodo consigliato: maggio -
ottobre
Bell'itinerario ad anello, lungo
sentieri ben marcati e molto panoramici. Fino al Rifugio Garelli molto
frequentato, poi un po' meno. Molto "silenziosa" la discesa nel
Vallone degli Arpi. Possibilità di avvistamento di animali lungo il
percorso. Se possibile, evitare il periodo più caldo dell'estate.
|
|